‘Le tue parole sono sassi’ canta un noto compositore italiano. Il riferimento calza a pennello con il messaggio stoico (classicisticamente parlando) di Giuseppe Rossi, uscito dall’ospedale ma appena entrato a gamba tesa dentro l’ennesima sfida che nasce quando ti rompi un legamento crociato. Se poi si tratta del ginocchio ‘buono’, sembra davvero che la sorte ti stia prendendo in giro.

I vostri messaggi mi danno forza! Grazie di cuore! Che voglia di tornare già e continuare a fare ciò’ che amo..giocare a calcio!‪#nevergiveup


Una nuova linea rossa in una cronaca infortuni da far venire i brividi; il tempo corre inesorabile, ma Rossi continua a vedersi fermato dal destino, probabilmente non amante del calcio vista la poca propensione a preservare un talento cristallino e splendente come quello di Pepito. 34 partite e 6 mesi senza poter sentire l’odore della porta sono un colpo basso per chi vive di calcio e di calcio ha fatto la sua vita: in una situazione del genere chiunque si sarebbe scoraggiato, ma il ragazzo cresciuto e coccolato dal Manchester United si dimostra ancora una volta un professionista vero senza lasciarsi andare o far trasparire – nemmeno sui social, cosa non scontata – qualche segno di cedimento, sebbene sia apparso ancora una volta vulnerabile e indifeso sotto gli occhi di tutti.

Se poi si tratta della quarta volta, il suo messaggio ‘spensierato’ vale davvero doppio.

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Fermato proprio la settimana dopo una fantastica tripletta, amaro preludio all’ennesima caduta. Giuseppe Rossi si rialzerà, ne siamo certi, con stile, con la solita forza che lo ha sempre contraddistinto, con la consapevolezza di avere fra le mani un talento inestimabile. E sarà più semplice di quanto chiunque di noi possa pensare.

Basta così? Scendiamo qui? ‘No, grazie’, parola di Pepito.

“Ci sentivamo invincibili, ci sentivamo così”

– Cristiano de André