Il prossimo 7 novembre una leggenda vivente del nostro calcio compirà 72 anni. Un uomo e uno sportivo che è stato definito da Giampaolo Muliari, direttore del museo del Grande Torino e della Leggenda granata, “un campione che suscita sempre grande ammirazione e rispetto anche a chi non lo ha mai visto giocare dal vivo”. Il riferimento è a Gigi Riva, bomber del Cagliari e capocannoniere della nazionale con trentacinque reti, al quale proprio lo spazio museale di Grugliasco, nel torinese, dedica una mostra aperta da oggi (in concomitanza con il match tra Torino e Cagliari) fino al prossimo 27 novembre. Il motivo del tributo? “Il nostro è un museo nato da un’associazione di tifosi particolarmente legati al mondo granata – spiega Muliarima abbiamo pensato di allagarci ad altre iniziative. Il nome di Riva ci è venuto in mente già dallo scorso anno, ma il Cagliari era in serie B e abbiamo preferito aspettare”.

Gigi Riva con la maglia del Cagliari in una foto d'archivio. ANSA

Ed è proprio di quest’ultima squadra che “rombo di tuono” – come lo aveva soprannominato Gianni Brera, scrittore e maestro indiscusso del giornalismo italiano – è stato è stato la bandiera per ben tredici anni (dal 1936 al 1976). Un simbolo, Riva, che ha dovuto appendere le scarpette al chiodo a soli 31 anni per la fragilità delle sue gambe. Leve lunghe che hanno fatto di lui un attaccante completo e prolifico (giocando nel Cagliari ha realizzato 164 reti in 315 partite, davvero niente male). Ed ecco che la rassegna dedicata al bomber di Leggiuno (Varese) presenta al pubblico una cinquantina di cimeli, con numerose foto e giornali dell’epoca, per omaggiare un grande del nostro calcio. “Uno dei pezzi forti della mostra è un pieghevole che ricorda una gara speciale, quella del Cagliari a Torino del 1970, vinta 4-0 dopo che lo scudetto era già matematicamente sul petto dei sardi”, incalza ancora Muliari, che con un pizzico di nostalgia precisa: “Era un tributo del Torino al Cagliari che aveva conquistato il titolo. Fantascienza se paragonato all’attualità: impossibile, al giorno d’oggi, pensare ad una squadra che celebra i successi altrui”.

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Rombo di tuono: Gigi Riva, il cuore per una maglia, per un popolo”, questo il titolo dell’esposizione, merita dunque la visita. Anche solo per la sua genesi, già in qualche modo anticipata. Perché se è vero che il calciatore non ha mai vestito la gloriosa maglia granata del Torino, è altrettanto vero che – più di una volta – Riva ha rifiutato la corte della Juventus per restare fedele al Cagliari. Una dimostrazione di affetto e dedizione, la sua, che non è passata inosservata. Anche perché “rombo di tuono” non è stato solo l’uomo cardine della squadra isolana, ma resta un patrimonio (fortunatamente vivente) di un calcio “romantico” che in molti rimpiangono.

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