La mia prima volta? Eravamo in Valle d’Aosta per un torneo di birilli. Sono passati 20 anni…entrammo in questa sala biliardo e provammo a giocare su questo tavolo enorme, non sapevamo nemmeno cosa fosse”. Fu questo il primo incontro tra Giovanni Nicolò e lo snooker (anche se lui non lo considera tale, visto che non era né consenziente né consapevole). Scherzi a parte, il classe ’68 di Reggio Calabria ritrovò quel tavolo in una sala di Cagliari diversi anni dopo: “Ho rigiocato circa 4 anni fa, qui a Cagliari c’era questo posto con dentro un Thurston un po’ trascurato: panno vecchio, stecche non adeguate. Però a me giocare piaceva tanto, sempre di più. Lo guardavo spesso anche in televisione, alla fine 3 anni fa convinsi mio fratello a togliere nella nostra sala un tavolo a buche strette per prenderne uno da snooker”.

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Il classe ’68 di Reggio Calabria sta guidando la classifica nella Serie A sarda, ha preso parte alla spedizione azzurra per gli europei di Cipro, gestisce insieme a suo fratello il Club del Biliardo di Cagliari (nel quale si svolgono i tornei federali). Dopo tanti anni di pool e italiana adesso lo snooker assorbe una grossa parte del suo tempo: “Diciamo che dedico 80% del mio tempo allo snooker e il resto al pool, ho quasi abbandonato l’italiana. A volte è 70-30, dipende da quanto è occupato il tavol: se fosse sempre libero giocherei sempre a snooker”.

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Giovanni Nicolò ha iniziato tardi a giocare a snooker ma ha una voglia di imparare tremenda e questa è di solito la chiave per il miglioramento: “Io sono ambizioso, cerco sempre di migliorare. Non ho iniziato da giovanissimo, ma non credo questo possa essere un ostacolo. Certo non voglio diventare forte come O’Sullivan, ma la volontà di imparare e giocare sempre meglio c’è”. Gianni non sembra minimamente aver perso gli stimoli, nonostante si sia perfettamente reso conto di quanto complesso sia questo gioco: “La difficoltà non è il motivo per cui si lascia perdere, è lo stimolo per cui si continua. Con lo snooker lo sai che è un percorso lungo, non puoi pretendere di fare tutto da un giorno all’altro. Si va a piccoli passi, dopo un primo periodo in cui il miglioramento è più rapido. Anche se piccoli, Ii vedo costantemente i miei passi in avanti: adesso faccio sempre più spesso break di 30 o di 40”.

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Il leader della Serie A cagliaritana poi parla degli altri italiani Caperna, Manoli e Tonini: “Nel confronto li vedo sempre più vicini, ma loro sono più bravi di me. Sono tutti ottimi giocatori, anche se Caperna non l’ho mai visto giocare (gioco poco fuori dalla Sardegna, i prezzi da pagare sono alti!). Vorrei avvicinarmi al loro livello, ma avendo anche la sala da gestire è tutto più difficile. Nei miglioramenti credo sia fondamentale dedicarsi interamente allo snooker, purtroppo io al momento non lo posso fare”. Giovanni Nicolò ha preso parte alla spedizione azzurra a Cipro per gli Europei, competizione che ha confermato la crescita degli ultimi anni dei nostri player. La valigia, tornando a casa, è stata comunque riempita: “Esperienza importantissima. Dal vivo vedi cose che aumentano il tuo bagaglio tecnico. Dal vivo vedi molto di più che in televisione, nonostante poi il livello dei giocatori sia inferiore. Credo il nostro movimento sia in crescita, nei prossimi anni saremo sempre più competitivi con il resto d’Europa, paesi britannici esclusi”. Uscendo un po’ dal discorso Italia, Gianni fa notare come sia un po’ tutto il continente a muoversi lungo la giusta strada: “Ho visto tanti giovani forti, allenati, che possono migliorare ancora tanto. Credo siano tutti i paesi europei che stanno migliorando velocemente, non solo l’Italia. Anche se poi il livello dei britannici è comunque un’altra storia”.

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