Uno spettacolo nello spettacolo: questo è stato il risultato dei due concerti “Rock 2.0” targati Gianluca Grignani. Milano e Roma sold-out, con più di tremila persone ciascuno, due eventi unici per ripercorrere vent’anni di successi ininterrotti. E sul palco lui: il Joker con le inseparabili chitarre che lo accompagnano da sempre. Un Grignani in grandissima forma, pieno di grinta, un concentrato di energia e un carico di emozioni. Un artista consapevole della sua grandezza, con alle spalle vent’anni di successi e l’entusiasmo degli esordi. Maturo ma ancora pieno di passione. Due date che sono state un autentico successo (qui la sua intervista). Gianluca Grignani canta, balla, emoziona e trascina il pubblico in un concerto che più rock non si può. Vecchi successi del passato e del presente, da “Destinazione paradiso” e “Falco a metà” a “Una strada in mezzo al cielo”, passando per “La fabbrica di plastica”, “Una donna così”, “Speciale”, “L’aiuola”, “A volte esagero”, “Baby revolution”, “Cammina nel sole”, “L’allucinazione”, “Romantico rock show”, “Dio privato” e “Sogni infranti”, tanto per citarne alcuni. Venticinque successi no stop, canzoni completamente riarrangiate, suonate insieme alla fortissima band e brani come “Madre” interamente in acustica con la chitarra elettrica. Il Grigna, come la rockstar che è sempre stata, ha messo a nudo la su anima e sempre fedele a se stesso ha fatto impazzire il pubblico regalando uno spettacolo indimenticabile. Rock 2.0 è stato un vero trionfo. Fan in visibilio, gente di tutte le età proveniente da ogni parte d’Italia, da nord a sud, ha cantato insieme a lui tutte le canzoni. Là solo per lui, per le sue canzoni, per le emozioni, per quel graffio che riesce a dare con un solo tocco di chitarra. La sua voce è pura melodia, la chitarra è rock allo stato puro: quello bello che cattura, che fa saltare, urlare ed esultare. Quello che riempie gli stadi, le piazze e soprattutto nutre l’anima. Più di due ore di musica ininterrotta e un repertorio vastissimo. Il risultato è un grandissimo spettacolo, due concerti fenomenali. La rockstar si reinventa. Introspettivo e a tratti struggente nell’intimissima versione di “Madre”, esagerato e rockstar navigata in “Dio privato”, irriverente nell’“Aiuola”, metamorfosi graffiante nelle dissonanze di chitarre elettriche e riverberi di “Fabbrica di plastica”, meravigliosamente delicato in “Una donna così”. Il Joker dalle mille sfumature. Delicato, intenso, esplosivo.

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Vent’anni di carriera racchiusi in undici album. Vent’anni di successi e una storia raccontata sul palco, quella di un ragazzo di nome Gianluca che, con la chitarra in mano si racconta senza filtri e senza maschere. Racconta la sua vita, il suo percorso fatto di tappe, partenze come un treno in corsa, dove l’unica destinazione è la libertà artistica e la sperimentazione. E i due concerti sono tutto questo: un viaggio senza fermate né confini ma solo orizzonti e sullo sfondo il grande artista che è sempre stato.

Tanti applausi per lui, foto e soprattutto cori da stadio: “Uno di noi, Gianluca uno di noi…”. E il concerto si fa festa, ripercorre i ricordi, ricorda gli amori, diventa poesia e si trasforma in energia. E il guerriero Grignani si emoziona. Abbraccia i fan che, sulle note dell’aiuola “gli lanciano le caramelle”, cambia le chitarre, canta, vibra, soffre e si emoziona con loro. Quello che era preannunciato come un successo si è trasformato in un trionfo. Assolutamente da ripetere.

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