Chi si ricorda quel gesto straordinario di Paolo Di Canio quando giocava in Premier League? L’allora giocatore del West Ham, con il portiere della squadra avversaria a terra, volle interrompere un’azione d’attacco dei suoi compagni, bloccando il pallone con le mani, per consentire al portiere di riprendersi. Come sarebbe andata a finire, quell’azione di gioco, non possiamo saperlo. Ma comunque, quel gesto di puro “fair play” valse a Di Canio i complimenti di tutta la squadra avversaria.

Ecco, a partire da adesso, se un gesto del genere succedesse anche in Italia, il Di Canio di turno si beccherebbe un bel cartellino verde. Si proprio così: verde. Non rosso nè giallo. L’ultima trovata del calcio italiano, adottata dalla serie cadetta,  si chiama infatti “cartellino verde”. Il cartellino nazionale del gioco pulito. A partire da ora gli arbitri di serie B, avranno perciò a disposizione, nel taschino della giacca, tre cartellini : il giallo, il rosso e appunto, anche il verde, figurativamente parlando.

E’ la nuova proposta per premiare i comportamenti corretti, che prenderà il via a partire dall’anticipo di stasera Spezia – Bari. E prevede che, oltre ai “cattivi”, dovranno essere premiati anche i più “buoni”: coloro che nel corso della gara si renderanno protagonisti di gesti “speciali ed esemplari”. Ma non è detto che siano calciatori. Al contrario, potranno esserlo anche i dirigenti. E la persona da premiare verrà segnalata dall’arbitro e dai suoi collaboratori attraverso uno specifico modulo fornito dalla Lega che al termine della partita, consegnato al Delegato presente sul campo.

La “green card” del calcio italiano, è un’altra idea targata Andrea Abodi, il presidente della serie cadetta, già promotore di alcune misure volte ad inasprire le sanzioni contro il calcio scommesse ed altre rivolte, invece, a premiare tutti coloro che denunciano i casi di partite “truccate”. Il quale ha fortemente voluto il “cartellino verde” accettando la proposta di un Comitato Etico all’interno del quale siedono tra gli altri il giornalista Marino Bartoletti, il compositore Mogol, l’allenatore Mondonico e la moglie di Stefano Borgonovo, Chantal.

Nell’ottica dei suoi promotori, l’iniziativa dovrà riportare l‘attenzione su quelle che sono considerate le “tematiche sensibili” di uno sport: il rispetto, la cultura sportiva e la responsabilità sociale. Secondo Abodi, come riporta anche il Corriere della Sera, l’iniziativa avrà “forte carico educativo ed emulativo perchè tutto quello che accade di positivo ha enorme riflesso nella mente dei tifosi”.

Basterà per ripulire il calcio dalle mele marce? Qualcuno pensa che no, non basterà. Come Il Foglio, il quotidiano fondato da Giuliano Ferrara e diretto da Claudio Cerasa, che la scorsa estate scrisse a proposito del cartellino verde come “l’ultimo atto di un moralismo nazionale”, che si è espanso a macchia d’olio, dalla politica è arrivato fino allo sport. In effetti, in politica, molte volte andrebbe usato il cartellino rosso.

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