In occasione del suo compleanno, vi proponiamo le dichiarazioni esplosive di Claudio Gentile, ex colonna dell’Italia campione del Mondo 1982 e allenatore di una delle Nazionali Under 21 più forti di sempre. Parole forti che rappresentano bene il temperamento dell’arcigno difensore nato a Tripoli.

Un Claudio Gentile che è tale solo di cognome. E’ passato più di un anno da quel giorno in cui l’ex difensore della Nazionale Italiana ai microfoni di Tv2000 svelò succosi retroscena sulla sua carriera, che sembrava prendere il via dopo il bronzo alle Olimpiadi di Atene dopo numerose peripezie: “Per colpa di persone meschine, mi hanno troncato la carriera perché non abbassavo la testa – raccontaò Gentile, campione del mondo con Bearzot nel 1982Ho detto no quando mi hanno proposto di far giocare ragazzi che io non ritenevo all’altezza dell’Under 21. Questo mi ha messo contro molte società e soprattutto contro la Federazione. Così, dopo aver vinto da allenatore dell’Italia Under 21 l’Europeo e subito dopo la medaglia di bronzo olimpica, sono stato mandato via“.

Facciamo un passo indietro però, perché Gentile ha scritto un’autobiografia qualche tempo fa in cui accusa Guido Rossi del trattamento vergognoso ricevuto 10 anni fa: “La Nazionale vince il Mondiale e Guido Rossi, il 18 luglio, convoca una conferenza stampa a Roma per presentare il nuovo c.t. Donadoni. Rimango sorpreso, anche perché circolava il mio nome come possibile successore di Lippi, dopo le sue dimissioni. Bearzot, in un’intervista alla “Gazzetta” aveva dichiarato che io sarei stato il c. t. ideale, dopo la felice esperienza nell’Under 21, e io ci avevo fatto un pensierino, lo confesso. Tra le tante domande che vengono poste al commissario della Federcalcio ce n’è una che riguarda me. Un giornalista gli chiede quale incarico avrà Gentile. Guido Rossi risponde che in settimana dovrebbe essere formalizzato il mio rinnovo contrattuale per guidare l’Under 21, e la registrazione di quella dichiarazione è in un dvd che conserverò gelosamente. Un paio di giorni dopo, però, mi telefona proprio Guido Rossi: “Gentile, le comunico che lei non è più l’allenatore dell’Under 21. Purtroppo è stata presa questa decisione”. Trenta secondi, non uno di più, per liquidarmi. E allora io vado su tutte le furie: “Così, oltre a togliermi l’Under, mi avete negato anche la possibilità di guidare una squadra di club, perché ormai hanno tutti un allenatore. Si rende conto del danno che mi avete fatto?“. Capisco dalla risposta del commissario che la decisione non è stata sua, ma di altri. Il giorno dopo mi rivolgo a Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Allenatori: “Senta, Ulivieri, il sindacato è disposto a difendermi nei confronti della Federazione?“. Lui, però, mi gela così: “Perché, non sei più all’Under 21?”. Rimango senza parole. Ma come? Il presidente degli allenatori e consigliere federale non sa quello che hanno detto e scritto televisioni e giornali in tutti questi giorni?

Gentile sempre a Tv2000 spiegò che malgrado le tante richieste dall’estero lui desidera solo rimanere in Italia, ma non viene chiamato da nessuno perché la FIGC gli avrebbe fatto terra bruciata attorno: “Voglio allenare in Italia: è possibile che in questo Paese chi è onesto non trova mai una sistemazione e chi si vende le partite invece sì? Diciamo che questo fa molto pensare“.

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