Non c’è pace per Paul Gascoigne. Dopo i noti problemi con l’alcool l’ex giocatore della Lazio ora è nei guai con la giustizia inglese. I fatti risalgono a quasi un anno fa: Gascoigne era sul palco di un locale di Wolverhampton quando,  con una battuta poco felice, si rivolse ad un buttafuori davanti a quasi 1000 persone, così: “Puoi sorridere per favore, perché non riesco a vederti?” giocando sul fatto che la sala fosse poco illuminata e sul colore della pelle del buttafuori. Una battuta che è costata cara al giocatore inglese perché il giudice distrettuale del Dudley Magistrates’ Court di Wolverhampton, Graham Wilkinson, lo ha condannato per frasi razzisti e gli ha imposto di versare 1000 £ come risarcimento a Errol Rowe, questo il nome del buttafuori vittima della battuta infelice di Gazza.

RAZZISMO STRISCIANTE- Il giudice Wilkinson ha anche elogiato il Crown Prosecution Service per aver portare il caso in tribunale, sostenendo che la battuta di Gascoigne è stato un esempio di razzismo “insidioso”, che doveva essere messo in discussione. Nella lettura della sentenza il giudice non ha lesinato parole pesanti e dirette verso quella che poteva sembrare un ennesima bravata ma che invece in Inghilterra viene vista come una prova di razzismo vero e proprio: “A causa di quella battuta il Signor Rowe è stato chiaramente umiliato davanti a quasi mille persone. Come società è importante che mettiamo in discussione il comportamento razziale aggravato in tutte le sue forme. E’ il razzismo strisciante, quello di basso livello che la società ha ancora bisogno di sfidare. Questo è un messaggio che deve essere inviato che nella società del 21 ° secolo in cui viviamo, tali azioni, tali parole non saranno tollerate “. Parole che non lasciano dubbi e che fanno capire come si alta l’attenzione oltremanica su questo argomento.

MEA CULPA- Gazza, quando fu raggiunto dalla denuncia, si dichiarò innocente, negando l’accaduto. Davanti alla corte del Dudley Magistrates’ Court di Wolverhampton, però, ha cambiato versione , forse consigliato dai suoi legali, ammettendo le sue colpe: “Non è accettabile cercare di fare battute e strappare qualche risata facendo questo tipo di scherzo. Questa è una macchia sul mio carattere, perché non sono razzista“. Un’ammissione di colpa che ha sicuramente aiutato Gascoigne nel subire una pena più “morbida” che magari data la severità delle corti inglesi su questo argomento, poteva essere ben più pesante. L’ex giocatore di Newcastle, Tottenham e Rangers è sembrato tutto sommato molto sereno e ben più lucido rispetto alle ultime foto risalenti a Marzo di quest’anno, che lo ritraevano ancora in grande difficoltà, totalmente trasandato e in stato confusionale sin dalle prime ore del mattino. Un giocatore geniale che nella sua carriera ha raccolto molto meno di quello che poteva avere  a causa del suo carattere completamente incontrollabile e del suo vedere la vita sempre al di sopra delle righe. Un talento che però è ancora molto amato in Inghilterra come testimoniano i tanti autografi firmati all’esterno del tribunale di  Wolverhampton prima della sentenza.

Close