Che fine ha fatto Luigi Spaccarotella? Sì proprio lui, l’agente della Polizia stradale che nove anni fa, l’11 novembre del 2007 uccise Gabriele Sandri. E nel febbraio del 2012 venne condannato in via definitiva per omicidio volontario a nove anni di reclusione. Di cui almeno 3 scontati nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, dove vengono rinchiusi i condannati che appartengono alle forze dell’ordine. Poi, come scrive L’Ultima Ribattuta, nel dicembre del 2015 una richiesta di semilibertà, negata, per assenza di un posto di lavoro stabile. Il motivo? Le aziende toscane alle quali si sarebbe rivolto, avrebbero rifiutato di assumerlo. Da qui, la richiesta di trasferimento in Calabria vicino ai suoi genitori. Non si è mai saputo con certezza, se alla fine sia stato trasferito.

Lui d’altronde, non ha quasi mai voluto rilasciare dichiarazioni. Fatta eccezione per quell’intervista apparsa su L’Espresso nel 2009 nella quale l’ex agente della Stradale ricostruisce a modo suo i fatti accaduti, giudicandosi colpevole di “omicidio colposo”. Dichiarando di non aver voluto uccidere e di aver sparato “involontariamente” pensando che anziché un accenno di rissa, fosse in corso una rapina. E che comunque, “la morte di Sandri è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso pieno di odio verso la Polizia. Fu quella l’unica volta di Spaccarotella intervistato. Di lui infatti, si sa poco o nulla. Neanche una fotografia, se non quella storica che lo riprende di spalle o tutto al più di profilo. Senza dimenticare quell’altra dove invece l’ex poliziotto è immortalato con il dito medio alzato, mentre viene portato dopo un processo dentro una gazzella dei Carabinieri. Proprio come appunto, fosse un assassino qualsiasi. E proprio come gli assassini, Luigi Spaccarotella alla fine, è finito in galera. Ma dal giorno della Cassazione, di lui, fatta eccezione per qualche notizia, si sono perse le tracce.

E sono in tanti quelli che si chiedono che fine abbia potuto fare. Se sia ancora in galera per scontare il residuo della pena, oppure abbia ottenuto la semilibertà da qualche parte in Calabria. Se lo chiedono i tifosi della Lazio che per colpa sua hanno perso “uno di loro”; se lo chiedono gli amici di sempre, quelli che non hanno mai dimenticato Gabriele e ogni anno lo ricordano nella Chiesa della Balduina; se lo chiede, soprattutto la famiglia Sandri: i genitori di Gabriele, Giorgio e Daniela, con il fratello Cristiano, che in questi nove maledettissimi anni, non hanno mai ricevuto una volta, una richiesta di scuse. Neanche quando, correva l’anno 2010, Spaccarotella avrebbe potuto farlo nel corso della trasmissione “Quarto Grado”, nella quale si trovava come ospite insieme al papà di Gabriele, Giorgio. Anche quella volta, però, le scuse non arrivarono. Dopo che invece, nell’intervista a L’Espresso l’anno prima, aveva detto di aver provato a mettersi in contatto con loro. Aggiungendo di essere stato dal parroco in occasione dei funerali per portare cordoglio e condoglianze. Che però non sarebbero mai arrivati. Come non sono mai arrivati a Giorgio Sandri come egli stesso ha ricordato in un’intervista a Io Gioco Pulito.

Eppure, chi lo ha conosciuto, ha detto di Luigi Spaccarotella, come un uomo di coraggio. A maggior ragione, allora, verrebbe voglia di chiedergli il perché, dopo aver avuto il coraggio di sparare, non abbia mai avuto quello di chiedere anche scusa. Sarebbe stato più facile.

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