Il passaggio del Milan in mano al gruppo cinese Sino-Europe è alle battute finali, con il closing previsto per novembre che suggellerà il definitivo cambio di proprietà, dopo 30 anni di gestione Fininvest. Come rivela La Repubblica, la cordata asiatica, una volta rilevato il 99,93% del club, ha già le idee chiare per far ripartire i club meneghino attraverso un piano industriale che si fonda su tre punti fondamentali: lo stadio di proprietà, nuove sponsorizzazioni e la quotazione in borsa.

Nel frattempo, a metà ottobre, secondo Calcio e Finanza, il gruppo ha in agenda un appuntamento ad Arcore dove alcuni investitori incontreranno Silvio Berlusconi per presentare parte dei soci ancora non conosciuti e il progetto. Il primo passo da fare riguarda la penetrazione commerciale sul territorio cinese con l’ingresso di nuove sponsorizzazioni soprattutto del settore della grande distribuzione e delle auto. L’intento è quello di raddoppiare i ricavi in breve tempo (negli ultimi anni il range è stato tra i 70 e 80 milioni) e trainare il brand Milan in un pubblico potenziale di 100 milioni di appassionati. In questo modo l’obiettivo è quello di superare i 500 milioni annui di fatturato.
Sotto il profilo societario, con la carica di Fassone a direttore generale e amministratore delegato e Mirabelli come direttore sportivo, entrambi ex interisti, si sta seriamente pensando all’ingresso di Paolo Maldini come bandiera e punto di riferimento per la squadra ma questa ipotesi si è complicata proprio a fronte dei due nuovi dirigenti provenienti dall’altra sponda di Milano . Dovrebbe, in quest’ottica invece, lasciare Galliani anche se al riguardo Confalonieri si dice speranzoso su un posto disponibile per un uomo che ha reso grande il club rossonero. Montella rimane persona gradita anche ai cinesi che hanno individuato il tecnico campano come l’uomo della rinascita. Sotto il profilo sportivo c’è la necessità di ingaggiare in squadra nomi di richiamo che possano servire all’appeal del brand Milan anche se risulta difficile che un campione affermato possa scegliere una compagine che non partecipa alle Coppe europee.

La questione Stadio di proprietà è un altro punto che interessa molto il Sino-Europe: non contemplando la gestione condivisa di San Siro con l’Inter, si sta valutando la possibilità di un nuovo stadio del Milan da 60 mila posti o la ristrutturazione e l’ammodernamento del Meazza qualora i neroazzurri decidano di spostarsi in un proprio impianto.
Se da una parte il gruppo Suning sponda Inter ha già mostrato i muscoli con una campagna acquisti con i botti, dal lato milanista i cinesi sembrano muoversi più lentamente ma con le idee molto chiare per far tornare il Milan ai fasti berlusconiani di un tempo, in barba alle insinuazioni di Bloomberg che avevano gettato ombre sulla nuova proprietà del club che un tempo dominava in campo internazionale.

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