Life is now, o meglio ‘the future is now’. Questo è il leitmotiv che sta accompagnando gli azzurrini nella spedizione in Corea del Sud per il mondiale Under 20. L’impresa è compiuta: la squadra di mister Evani ha battuto la Francia, una delle squadre favorite della competizione, che aveva chiuso il proprio girone a bottino pieno (9 punti in 3 gare) con 9 gol fatti e 0 subiti. Gli azzurrini sono riusciti ad eliminare i transalpini agli ottavi di finali sfoderando una prestazione gagliarda e di sacrificio, con i gol della stella Orsolini e del cesenate Panico. Conosciamo meglio, però, i ragazzi di mister Evani che ora sono chiamati ad un altro impegno non facile per staccare il pass della semifinale: sarà contro lo Zambia, che è riuscito a battere per 4-3 la Germania ai supplementari.
 

IL CAPITANO-  Il capitano della squadra è Rolando Mandragora, il giocatore più di esperienza nella formazione azzurra: classe 1997, milita nella Juventus ed è il vero trascinatore del centrocampo italiano. Protagonista lo scorso anno nella promozione del Pescara in Serie A, quest’anno, a causa di alcuni problemi fisici, ha trovato poco spazio nella Juventus. L’esordio con la maglia bianconera è arrivato solamente contro il Genoa lo scorso aprile. In Serie B ha già mostrato personalità, classe e la giusta prestanza fisica per imporsi: doti che sta confermando anche nella spedizione coreana. Carismatico

LA STELLA- La stella della squadra è senza dubbio Ricky Orsolini, premiato quest’anno come miglior giovane della Serie B. La Juve ha già messo le mani sul classe 1997, che quest’anno ha militato tra le fila dell’Ascoli portando i marchigiani alla salvezza con 8 gol e ben 6 assist. Un milione e mezzo sborsato dalla Vecchia Signora per sbarazzare la concorrenza ed assicurarsi un prospetto dal futuro certo: il mondiale coreano sta certificando le sue qualità, 3 gol in 4 partite, ma soprattutto un rendimento assolutamente positivo. Giocate, lavoro per la squadra ed intelligenza tattica: questo è il curriculum che sta mettendo in mostra il talentino ascolano. Juve, preparati!


LA SORPRESA- La sorpresa porta il nome di Giuseppe Panico, attaccante scuola Cesena, che ha siglato già 2 gol in questa competizione ma, soprattutto, ha firmato il centro valso per battere la Francia agli ottavi di finale. Classe 1997, quest’anno ha trovato poco spazio in Romagna: solamente 15 presenza, condite da 3 assist. Più incisivo, invece, nel ruolo che gli ha disegnato mister Evani: accanto ad una punta fisica come Favilli, Panico ha la possibilità di svariare su tutto il fronte offensivo e di inserirsi con velocità, proprio come successo con la Francia. Serie A, guarda anche in cadetteria!

 

GLI ALTRI- Sicuramente merita d’esser menzionato Favilli, una punta d’altri tempi e che in Italia ormai è fuori produzione. Si è messo in mostra quest’anno con l’Ascoli in coppia con Orsolini, mettendo a segno 8 gol e 2 assist. In Corea sta recitando il ruolo più di assist- man: già 2 assist ed 1 gol per l’attaccante scuola Juve che è fondamentale nel gioco di mister Evani. Dalle parti di Vinovo si stanno mangiando le mani per il suo mancato riscatto lo scorso anno, la società bianconera ha chiesto già informazioni per riportarlo a Torino ma ora sarà bagarre con le altre big. Da segnalare anche il lavoro sulle fasce di Scalera, primavera della Fiorentina ed ex Bari, e Pezzella. Il primo si è rivelato fondamentale già in due occasioni con uno strano marchio di fabbrica: la rimessa lunga, che per due volte ha propiziato il gol, invece Pezzella sta mettendo in campo la personalità da big che ha maturato dopo aver calcato i campi di Serie A con il Palermo. Importante anche il lavoro di Pessina sulla mediana che dà equilibrio alla squadra in un 4-4-2 che frutta in entrambe le fasi.

IL MISTER- Un plauso va fatto anche a mister Evani che ha trovato nel 4-4-2 la quadratura giusta di una squadra, capace di essere micidiale nelle ripartenze e fulminea sulle fasce. Dopo una partenza in sordina, che aveva destato qualche dubbio, l’impresa con la quotata Francia ha scacciato qualsiasi tipo di commento negativo. L’Italia U20 è viva e pimpante, soprattutto è un serbatoio di giovani promettenti. E questo non può che far sorridere mister Ventura ed a tutto il movimento calcistico Italiano. Finalmente.

Close