Tyson Fury ci ricasca. A poco meno di due mesi dall’incontro che lo vedrà protagonista contro Wladimir Klitschko per la corona dei pesi massimi, il pugile irlandese fa parlare di sé più per le sue dichiarazioni a dir poco bislacche che per i suoi allenamenti, che dalle ad una prima impressione, sembrano tutt’altro che costanti e impegnativi.

CONTRO TUTTI- Durante una video intervista pubblicata su Youtube, Fury ne ha per tutti. Prima attacca gli ebrei definendoli Ebrei sionisti che possiedono tutte le banche, i giornali e le televisioni e accusandoli di fare il lavaggio del cervello al mondo politico. Poi sposta la mira contro le donne che secondo lui sono Pronte ad aprire le gambe per tutti. Non ci piacciono queste donne sgualdrine che escono solo per fare sesso.

Parole che gli sono valse subito il duro attacco del movimento britannicoCampaign Against Anti-Semitism, che si è scagliato duramente contro il pugile, tramite il suo portavoce Jonathan Sacerdoti: “Le dichiarazioni di Tyson Fury sugli ebrei sono offensive e razziste. Non dovrebbe esserci posto per l’antisemitismo nello sport”. Delle dichiarazioni che fanno scalpore soprattutto se dette da un pugile che il 9 Luglio si giocherà gran parte della sua carriera nella rivincita valevole per la corona mondiale dei pesi massimi contro uno dei boxeur più forti nel panorama mondiale come l’ucraino Klitschko. Nel Dicembre scorso, Fury, ebbe la meglio su Klitschko, ma l’impressione attuale, anche vedendo lo stato di forma del pugile, è che il Campione del Mondo dei pesi massimi, al momento, stia pensando più all’extra ring che all’incontro che lo aspetterà contro Klitschko. Un atteggiamento che potrebbe pregiudicarne pesantemente la preparazione, che per match del genere deve essere meticolosa sia sotto l’aspetto fisico sia per quanto riguarda la sfera mentale.

RECIDIVO- Non è però la prima volta che Fury si lascia andare a dichiarazioni così pesanti. Lo scorso dicembre l’irlandese, appena laureatosi Campione del Mondo, si beccò una denuncia per omofobia per aver sparato a zero sui gay durante una trasmissione della BBC condotta da Victoria Derbyshire : “I tre fattori che potrebbero determinare la fine del mondo? Legalizzare l’omosessualità, l’aborto e la pedofilia. Chi avrebbe mai pensato negli anni Cinquanta e Sessanta che i primi due sarebbero stati legalizzati?”. Anche in quella circostanza il gigante gitano non aveva lesinato qualche colpo verso il genere femminile dichiarando che Il posto dello donne è solo in cucina”.  Parole e uscite che stridono con l’essere molto religioso da parte di Fury. Lo stesso pugile si è poi sempre difeso dalle accuse di omofobia, respingendo ogni tipo di attacco di questo genere. Le parole dell’irlandese non sono poi inedite nel mondo del pugilato dato che poco tempo fa anche Pacquiao definì i gay peggiori degli animali perché “Sanno distinguere i maschi dalle femmine. E una questione di buon senso vedete per caso animali che si accoppiano con esemplari dello stesso sesso?”, salvo poi fare una mezza retromarcia con un post su Instagram in cui il pugile filippino cercava di sistemare le cose, in vista anche delle elezioni di Maggio (in cui è riuscito a farsi eleggere senatore) : “Preferisco obbedire ai comandamenti del Signore che cedere al desiderio della carne. Non condanno nessuno, ma dico solo la verità che è contenuta nella Bibbia”.  Frasi e atteggiamenti che sicuramente non aiutano il mondo della boxe in un momento tutt’altro che d’oro. Se anche dei protagonisti assoluti del panorama mondiale come Fury e Pacquiao si lasciano andare a dichiarazioni di questo tipo, il processo di allontanamento del grande pubblico dalla nobile arte rischia di conoscere una brusca e definitiva accelerata, impoverendo ancora di più uno sport già in evidente difficoltà.

Ecco l’intervista integrale di Tyson Fury

bannerpacquiao

Close