Nel corso della nostra trasmissione IGP Zoom, all’interno di www.iogiocopulito.it, è intervenuto il radiocronista della nazionale italiana Francesco Repice, ecco le sue parole:

Quali sono gli umori alla vigilia della gara contro la Svezia?

C’è tanta preoccupazione. Non è l’umore che accompagna una scampagnata. Come ha detto Daniele De Rossi, una non partecipazione al mondiale sarebbe una macchia indelebile nel curriculum di qualche giocatore che ha vinto tutto o nei pressi di tutto. Incontriamo una squadra che ha battuto la Francia e l’Olanda. Non è una gita fuori porta ma una cosa complicata.

L’Italia arriva sotto pressione e la squadra non sembra in fiducia. Com’è l’ambiente intorno a Ventura?

Non è un segreto, come ribadito ieri da Giorgio Chiellini, che dopo la sfida del Bernabeu contro la Spagna siano crollate alcune certezze ed è venuta meno la spensieratezza. Da lì in poi sono arrivate prestazioni non esaltanti soprattutto da parte dei giovani. Sempre De Rossi ha detto ieri che spera che ai giovani non tremino le gambe perché lui a 22 anni ha giocato una finale mondiale, partita molto più importante di quella di domani. Io credo che il Ct abbia dovuto virare su certe sue convinzioni tattiche, il 4-2-4, e tornare su un sistema meno difficile da addestrare. Prima si vincono queste due partite poi per tutto il resto c’è tempo.

Ventura è un allenatore che lavora molto sul campo. E’ per questo un allenatore adatto alla nazionale?

Io credo che siano tutti allenatori adatti. Quando si raggiunge un certo tipo di esperienza, dopo tanto lavoro fatto in Serie A e non solo, la nazionale sia un punto di approdo. Anche per un motivo economico, la federazione ha scelto che non per forza il Ct debba essere pagato 4,5 mln l’anno. Poi c’era anche il discorso che Ventura avrebbe dovuto agire sotto il parafulmine di Marcello Lippi ma così non è stato. Adesso bisogna solo vincere queste due stramaledette partite.

Tu hai detto che bisogna vincere queste due partite per forza. Ma nella gara di domani bisogna vincere per forza o un pareggio con goal o anche una sconfitta di misura con goal, 2-1, in vista del ritorno a Milano potrebbe andare bene?

Felice Pulici diceva che era meglio giocare l’andata in casa e poi andare in avanscoperta e vedere cosa succede lì. Io credo che una sconfitta anche se con goal sarebbe difficile da digerire per una squadra fragile psicologicamente. Per questo spero in un pareggio con goal e alla catalana vi dico che vincere con due goal di scarto potrebbe andare bene.  

In un momento così complicato l’Italia è in cerca di certezze. Ci sono?

Certezze non ce ne sono state. Anche a livello internazionale, prendendo come spunto i club che giocano le competizioni fuori dall’Italia, si è capito, come ad esempio il Napoli, che certe realtà sono distanti da noi, bisogna prenderne atto. Gioco bello ma è quasi fuori dalla Champions. D’accordo che le nostre squadre sono piene di stranieri ma il divario è palese ed è un segnale.

Parliamo di convocazioni, cosa ne pensi della mancata chiamata a determinati giocatori. Il caso Giovinco è un esempio perfetto: tanti goal in MLS, Mvp dell’anno ma nessuno lo ha mai preso in considerazione.

Su questo voglio essere onesto. Con quel fisico o sei Messi o altrimenti è dura. 

E per Insigne?

Ti dico la stessa cosa.

Chi sarà il singolo che può risolvere la doppia sfida?

Io spero Ciro Immobile. Ma a differenza degli anni passati, singoli che possono risolvere non ce ne sono più. Alla fine degli anni 90 e inizio 2000 c’erano delle cifre tecniche inarrivabili: Totti, Pirlo, Nesta, Cannavaro, Maldini, tanto per citarne alcuni.

 Quanto influisce la poca vicinanza tra gruppo e allenatore nella non convocazione di Balotelli?

Balotelli non viene convocato perchè gli manca il sacrificio. Prende la palla ai 30 metri e tira, ma non rincorre mai l’avversario. Come ci disse un suo allenatore, guardate cosa fa in allenamento, poco o nulla. E questo si ripete sul campo.

Per il Mondiale si dice sempre che bisogna convocare i giocatori che stanno meglio piuttosto che quelli che sono più forti. Ventura sarà in grado di fare questa scelta?

Spero che i giocatori più in forma siano quelli più forti. Difficile, però, tenere fuori qualche eccellenza in un gruppo che ne ha poche. Alla fine credo che bisognerà affidarsi ai soliti noti.

ASCOLTA L’INTERVISTA A FRANCESCO REPICE

 

 

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