Mercedes, Ferrari, Red Bull, McLaren: non è la griglia di partenza del Gran Premio di Russia. Anzi. É un tutti contro tutti. Il seme della discordia affonda in un terreno fertile di polemiche: regolamento, power unit, gestione motori, governance del circus. Nodi al pettine in questo weekend, in cui le scuderie decideranno le norme  per il 2017.

In primis, i motori indipendenti. Soluzione proposta dalla FIA e messa in discussione dalle case costruttrici, che perderebbero “clienti” e denaro. Attualmente le monoposto sono spinte da motori Ferrari (Ferrari, Haas, Sauber e Toro Rosso), Honda (McLaren), Mercedes (Mercedes, Williams, Manor Racing e Force India) e Renault (Red Bull, Renault F1). La Fia vorrebbe introdurre un bando per motorizzare i team “clienti” tramite case “indipendenti”. La sensazione è che l’ipotesi verrà accantonata.

Capitolo power unit: una volta, si chiamavano motori. Adesso, è un turbo da 1,6 litri con l’aggiunta di componenti elettriche e una batteria che si attiva mediante l’energia accumulata dai freni. La Mercedes ha tecnologia avanzata e performante. E vuole mantenere lo status quo. La Red Bull punta sulla rivisitazione di aerodinamica e motori.

La Ferrari? Ha altri obiettivi. Sergio Marchionne punta alla “restaurazione”. Maranello ha individutato, con l’appoggio di Mercedes, figure ad hoc per i nuovi vertici FIA. Niki Lauda, David Coulthard e Alex Wurtz. Uno scenario che rovescerebbe Bernie Ecclestone.

Possibile? Difficile. Il “Supremo” ha percepito il “rumore dei nemici”. Le sue dichiarazioni non sono casuali: “La F1 è impoverita per colpa di Ferrari e Mercedes, che forniscono motori ai non costruttori. Non mi spiacerebbe un ritorno al passato, quando dettavo legge senza permettere a finti democratici di manipolare situazioni”. Insomma, a dispetto dei 15 – 18 gradi previsti, a Sochi si prevede un weekend rovente.

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