E’ possibile pensare che in una città dove per mancanza di manutenzione si stanno abbassando tutti i limiti di velocità si possa svolgere, ad aprile 2018, un Gran Premio di Formula E, dove E sta per elettrica, che non è la Formula 1 ma che vede sfrecciare comunque i bolidi elettrici a folli velocità?

Sarà questa manifestazione un punto di equilibrio credibile tra le ragioni del fare e le ragioni del proteggere?

Non sono contrario a priori a questa manifestazione ma, vi confesso, che stamani dopo aver letto una riflessione di un esperto ambientale qualche dubbio mi sta venendo. “Una città non è una pista per bolidi. La città è un luogo vissuto da bambini, anziani, persone che lavorano, si muovono respirano e che come oggi sono costretti (se poveri) a spostarsi sotto i 42 gradi di una città senza ombra (il sindaco gli amministratori, si spostano invece tra aria condizionata dell’ufficio e aria condizionata della macchina)
Ombra? Dove c’è un bolide non ci può essere ombra.
Un bolide per essere tale ha bisogno di una pista piatta lineare fatta di tanto asfalto liscio, liscio. Una strada di città invece è sempre cosa diversa perché la strada oltre a servire alle automobili serve agli uomini che ci vivono. Per realizzare questo circuito, un circuito che dovrà essere piatto, piatto bisognerà tagliare tanti, tanti alberi. Gli alberi si sa sporcano, hanno radici che sollevano l’asfalto, pigne che cadono a terra rami foglie. Ma ci regalano anche vita (ossigeno, ombra, acqua e bellezza).” scrive Antimo Palumbo, grande esperto di alberi e di verde.

Nella conferenza stampa di presentazione, l’evento è stato presentato come un modo per avvicinare “i cittadini in maniera divertente a temi importanti come la mobilità sostenibile”.

Strano concetto di mobilità sostenibile. Io per mobilità sostenibile vedrei un’incentivazione all’uso dei servizi pubblici, un vero bike sharing con piste ciclabili degne di tale nome e veramente non comprendo come si possa spacciare l’uso di bolidi elettrici per un Gran Premio come un incentivo a usare mezzi elettrici. Stiamo veramente così indietro?

Che bisogna mirare a un sistema eco-efficiente riducendo il prelievo delle risorse naturali e riducendo l’inquinamento riversato nell’ambiente è oramai patrimonio di tutti e che, purtroppo, da sola l’innovazione tecnologica non potrà bastare è anch’esso risaputo. Occorre cambiare le tipologie dei servizi per il welfare passando a servizi ed a consumi con contenuti materiali inferiori e con minore produzione d’inquinamento. Si tratta di un cambiamento per il quale occorre la cooperazione consapevole dei produttori e dei consumatori ma specialmente una classe politica che faccia politica e che non corra dietro alla logica del “grande evento”. Serve politica quotidiana e non interventi a spot e questo specialmente nello sport che, grazie alle implicazioni dell’imponente pretesto mediatico offerto dallo spettacolo sportivo diventa una gigantesca opportunità per veicolare messaggi.

E il problema sono proprio i messaggi…e il messaggio che oggi passa per il Gran premio di Formula E è che per qualche anno, fino a quando si svolgerà, avremo, all’ Eur (Roma Sud), qualche bel tratto di strada perfettamente asfaltata con marciapiedi senza alberi.

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