La Sis Roma in pochi anni è diventata una delle realtà più sorprendenti della pallanuoto italiana. Abbiamo incontrato il presidente Flavio Giustolisi che ci ha raccontato i segreti di questa fantastica storia di sport.

Buonasera presidente. Allora, come c’è scritto nel vostro sito siete una società “giovane”. Il 2017 sarà il settimo anno di attività. Eppure però vi siete già tolti un bel po’ di soddisfazioni. Non è vero?

Esatto, siamo sulla scena della pallanuoto femminile da sette anni ma con costanza, sacrificio e tanta passione, ci siamo imposti a livello nazionale come una delle migliori compagini presenti sulla scena, arrivando sempre a disputare le finali nazionali e vincendo anche uno scudetto nel 2013 con la squadra under 17.Anche la prima squadra è motivo di soddisfazione, abbiamo conquistato la serie A1 e stiamo facendo un buon campionato che, salvo sorprese, ci dovrebbe vedere giocare in finalsix per aggiudicarsi il titolo di campione d’Italia, cosa non da poco per una neopromossa!

La vostra realtà è diventata in pochi anni uno dei punti di riferimento della pallanuoto femminile a livello cittadino ma anche nazionale. Qual è il vostro punto di forza?

Abbiamo sin da subito sposato un progetto di lungo respiro e che potesse gettare le basi per il futuro della società, non abbiamo mai ragionato sulla singola stagione o sulla singola categoria, per noi era, ed è, importante far crescere un gruppo di atlete che possa dare continuità alla nostra società, al di la del risultato.

Tra le ragazze che giocano in prima squadra, diverse tra queste provengono dal settore giovanile. Il vostro vivaio è un punto di forza. Possono esserci delle affinità tra le vostre “politiche giovanili” e quelle della As Roma calcio?

Sotto questo aspetto abbiamo certamente delle affinità con la AS Roma Calcio, il vivaio è sempre stato il punto forte della SIS Roma, dalle giovanili abbiamo cresciuto atlete che oggi sono punti di forza della prima squadra, e che iniziano a diventare un punto di forza anche della Nazionale Italiana come Domitilla Picozzi. Lavoriamo quotidianamente in questa direzione perché è questo modo di operare che ci garantisce il futuro, in una disciplina che, purtroppo, ha grandi difficoltà per trovare il “capitale umano” per andare avanti. A differenza del calcio le risorse sono limitate ed i sacrifici che le atlete devono fare sono tanti.

Attualmente occupate la zona medio alta della classifica. Qual è il vostro obiettivo per questa stagione?

L’obiettivo dichiarato è la salvezza, tutto ciò che verrà in più possiamo annoverarlo tra i sogni… e quando si sogna nulla è vietato.Tornado realistici, anche partecipare alla finalsix sarebbe una grande soddisfazione ed una bella esperienza.

Se dovesse raccontare la situazione della pallanuoto italiana come sport ad una persona che non la conosce che cosa le direbbe?

La pallanuoto è sicuramente uno degli sport più belli e nobili nel panorama delle discipline sportive in Italia e nel mondo, nello specifico c’è da sottolineare che le nostre nazionali, sia maschile che femminile, portano sempre lustro all’Italia raggiungendo ottimi risultati come alle ultime Olimpiadi di Rio, con la conquista del bronzo per il Settebello e dell’argento per il Setterosa. Di contro l’aspetto negativo è la difficoltà che riscontriamo nel coinvolgere i giovani nei vivai, difficoltà dovute alla carenza di idonei spazi acqua all’interno degli impianti, ma soprattutto la problematica più grande è la difficoltà di reperire sponsor e quindi risorse che possano supportare l’attività agonistica di alto livello.

Quali consiglio invece, dare ai ragazzi o alle ragazze che vorrebbero avvicinarsi a questo sport?

La pallanuoto è uno sport duro, fatto di sacrifici, fatica e dedizione, ma allo stesso tempo è uno sport che riesce a dare tanto, non solo in termini prettamente sportivi, ma anche dal punto di vista dei rapporti umani, dello spirito di squadra.

Close