Capolista solitaria in Serie B, da neopromossa, la S.P.A.L. 2013,  adesso può concretamente tentare l’assalto alla massima serie, così come hanno fatto tante altre compagini nel recente passato, riuscendo a transitare dalla serie cadetta dopo la promozione della Lega Pro. La squadra è tornata in B dopo 23 anni di assenza, e dopo 31 giornate si trova al comando, davanti al Frosinone (in attesa del nuovo stadio Benito Stirpe) e all’Hellas Verona, la superfavorita che sta però faticando in questo girone di ritorno. Così, ecco l’outsider, che si era già rivelata la sorpresa del campionato assieme ad un’altra neopromossa, il Benevento, ed ora può davvero fare sul serio, perché il primo posto a +2 sui canarini ciociari, deve valere da monito per tentare l’assalto ad una Serie A che manca dal 1968. Poi, inutile dirlo ma corretto ribadirlo, questo primo posto fa un po’ coltivare una speranza collettiva di rivedere gli spallini nel calcio che conta, poiché il sapore nostalgico è molto forte. Ma l’ottimo momento del team ferrarese, è frutto anche di un grande lavoro tattico, ben descritto qualche giorno fa da L’Ultimo Uomo, e di una ripartenza dopo tanti anni brucianti.

RINASCITA – L’ascesa vissuta sin qui è stata rapida, ed è una vera e propria reazione dopo due fallimenti: uno per decade, dall’inizio del 2000, prima nel 2005 e poi nel 2012. La ragione sociale S.P.A.L. 2013 srl ha però rappresentato la ripresa degli estensi, in un percorso che ha portato velocemente ad una Serie B che permesso di rivedere lo stadio Mazza gremito. A Novembre 2016, quando i biancazzurri ancora non coltivavano il sogno promozione, l’esperto Simone Meloni aveva documentato su SportPeople l’atmosfera di una passione ritrovata, recandosi in terra estense per la partita contro l’Avellino, squadra al tempo in piena crisi. Amarti ancora, farlo dolcemente, così intitolava il report – che riprende le parole anche di un coro ferrarese (oltre che di un brano di Gianna Nannini) – della partita che vedeva la Curva Ovest ribollire di passione,; una passione che si era spenta dopo tanti anni difficili, prima dell’arrivo della famiglia Colombarini per iniziare un nuovo corso degno di un nome importante nella storia del calcio italiano. Nel 2005 fu il Lodo Petrucci a permettere alla squadra di ripartire dalla Serie C2, dopo l’estromissione a fine della stagione 2004-2005 (dove all’inizio, in panchina sedeva un certo Massimiliano Allegri). Il triennio di Gianfranco Tomasi alla presidenza furono incolore, ma anche tutti gli anni successivi riserveranno ben poche soddisfazioni ai tifosi estensi, sempre più rassegnati a vivere una realtà che non va oltre la terza serie. Ma a gettare benzina sul fuoco sarà il secondo bruciante fallimento del luglio 2012. Un brutto colpo per la squadra, costretta a ripartire dai Dilettanti, con la classica manovra in cui è il sindaco a dover mettere mano per trovare nuove cordate disposte a rilanciare il calcio in città. Il 12 luglio 2013, un anno dopo il fallimento, la fusione tra Giacomense e S.P.A.L inaugura la gestione Mattioli-Colombarini, con la nuova creatura S.P.A.L 2013 che da un lato raccoglie la storica eredità del calcio a Ferrara, ma dall’altro è la trasformazione della Giacomense, squadra di Masi San Giacomo, paese di 466 anime. La società è iscritta nella seconda divisione di Lega Pro, terminato al sesto posto dopo un avvio titubante. Ammessa alla Lega Pro unica, formata da tre gironi, la squadra conclude la stagione successiva al 4° posto, e con una semifinale nella Coppa Italia di categoria, confermando però un allenatore che si rivelerà importantissimo nelle prossime stagioni, sino ad ora: Leonardo Semplici, il cosiddetto Mistersemplici di Giovani Speranze, il programma di Mtv che era dedicato alla primavera della Fiorentina, di cui Semplici era allenatore, prima di sbarcare a Ferrara. L’annata 2015-2016 sarà vincente: con Semplici in panchina e una rosa competitiva, la SPAL completa il percorso di rinascita e torna in Serie B: promozione con due giornate di anticipo, in una stagione vissuta quasi sempre al comando, e viene portato a casa anche un secondo trofeo, la Supercoppa di Lega Pro.

Video di SportPeople, Spal-Avellino:

OGGI – Il ritorno in serie B non ha obiettivi chiari se non quello di mantenere la categoria, ma si capisce fin da subito che la squadra è competitiva. L’arrivo a gennaio di Sergio Floccari dal Bologna ha arricchito l’attacco che poteva già contare sull’esperienza di Mirco Antenucci, tornato in una Serie B dove sa farsi valere, dopo la parentesi Leeds United. La squadra lavora molto bene sugli esterni (uno di questi era Beghetto, ora oggetto misterioso nel Genoa in crisi), ha arginato le difficoltà in difesa della prima parte di stagione e sta facendo crescere ottime prospettive, due su tutti: il difensore Kevin Bonifazi, tra le rivelazioni del torneo, prossimo al Torino, e il portiere Alex Meret, che sembrerebbe il secondo miglior talento italiano tra i pali, dopo l’ormai solito Gigio Donnarumma. Ma c’è chi si sbilancia, come l’ex portiere Fabrizio Ferron, oggi preparatore dell’Under 17 italiana: «Donnarumma non sente pressioni, ma Meret è tecnicamente più completo», ha dichiarato a Goal.com. Gli esperti però erano già a conoscenza delle doti del portierino di proprietà dell’Udinese cresciuto a fianco a fianco con Scuffet, che proprio in questi giorni ha ritrovati i campi di Serie A dopo un breve declino precoce. Ora, con un gioco convincente ben architettato da Leonardo Semplici, la corazzata di giovani talenti guarda tutti dall’alto e potrebbe rappresentare la nuova promozione a sorpresa e diretta, dalla Lega Pro alla Serie A in due stagioni: prima di loro, nel recente passato ci sono riusciti il Frosinone nel 2014 e il Novara nel 2011. Tentarci è un obbligo.

 

 

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