Mai compagni, sempre l’uno contro l’altro. Chi ha vinto prima, chi ha vinto dopo. Nel ’98 erano vicinissimi, punto a punto, poi per un motivo o per un altro (per testimonianze in merito chiedere a Ronaldo), a spuntarla fu Zidane. Nel 2000 la vendetta, nell’ultima stagione di Zidane alla Juventus a spuntarla fu invece Simeone che nel frattempo aveva lasciato l’Inter per abbracciare la causa laziale di Cragnotti che porterà nella capitale il primo scudetto del Millennio, proprio nell’anno del Giubileo.

Cinque anni insieme in Italia per i due. Zidane arriva nel 1996 con la Juve fresca campionessa d’Europa. A Torino vince subito lo scudetto (bissando l’anno successivo), la Supercoppa Europea, la Supercoppa Italiana e la Coppa Intercontinentale. La prima delusione arriva a Monaco di Baviera il 28 Maggio 1997 con la Vecchia Signora che perde in finale la Champions League per 3-1 contro la sorpresa Borussia Dortmund di Matthias Sammer e dell’ex Paulo Sousa, che oggi è l’allenatore della Fiorentina.

Simeone invece è arrivato in Italia dal Velez, dopo 3 anni nel massimo campionato argentino, passa al Pisa di Anconetani per formare quello che doveva essere uno dei centrocampi più promettenti d’Italia: Simeone-Larsen. Il danese aveva fatto ottime cose in patria ed a 24 anni sembrava pronto per il salto nel grande calcio. Non manterrà mai le attese però che soddisfazione si sarebbe tolto due anni dopo nell’Europeo in Svezia.

Tornando al Cholo, resta al Pisa anche in B perché la prima stagione è sfortunata e si conclude col 16° posto in classifica, ed in B, nonostante i gol del promettente Marco Ferrante in prestito dal Napoli e l’esperto Ilario Castagner in panchina, il Pisa non sboccia e Simeone lascia. Direzione Siviglia.

In Andalusia trova uno dei suoi miti: Diego Armando Maradona. El Diez è scappato da Napoli nel ’91 e condivide la stagione 92/93 con questo fumantino ragazzo di Buenos Aires, sotto la guida tecnica di Carlos Bilardo. Due ottime stagioni per Simeone che viene quindi acquistato dall’Atletico Madrid che tornerà a vincere una Liga dopo 18 anni anche grazie a Simeone.

Nel ’97 torna in Italia per giocare in una squadra forgiata per vincere ma sulla strada trova la Juve, è la trentunesima giornata.  La data, indimenticabile. Domenica 26 aprile 1998. La Juventus, che conduce la classifica con 66 punti; l’Inter segue con 65. Chi vince la partita ha un’autostrada per lo scudetto. La Juventus scende in campo con: Peruzzi; Torricelli, Iuliano, Montero (58’Birindelli) e Pessotto; Di Livio, Deschamps, Davids (84’Pecchia), Zidane; F. Inzaghi (62’Conte) e Del Piero, allenata da Marcello Lippi, l’Inter risponde con: Pagliuca; Fresi, West, Colonnese, J. Zanetti; Moriero (56’Zamorano), Winter (66’Zé Elias), Simeone, Cauet; Djorkaeff e Ronaldo, il tecnico è Luigi Simoni.

La Juve passa in vantaggio grazie a Del Piero al 21′, al 26′ del secondo tempo però il famoso fallo non fischiato da Ceccarini che perseguiterà il campionato ’98 per tutta la storia del calcio italiano. La Vecchia Signora vincerà lo scudetto numero 25 e il digiuno dell’Inter dal titolo di Campione d’Italia compirà 9 anni.

Alla Lazio, allenata da Eriksson, Simeone forma un terzetto di centrocampo tutto argentino, fatto di grinta e tecnica, insieme alla “Boquita” Nestor Sensini ed alla “Bruijta”Juan Sebastian Veron, tutti e tre davanti ad un altro argentino, Matias Almeyda, El Pelado e al Matador Marcelo Salas, che era cileno però.

Questa squadra formidabile (che aveva Nesta e Mihajlović in difesa tra le altre cose), strapperà lo scudetto alla Juventus dopo una rincorsa incredibile perché la Lazio alla ventiseiesima giornata è a -8 dalla Juventus. La rimonta si fa reale proprio grazie allo scontro diretto, deciso da Simeone per 1-0. Il Cholo segna su imbeccata di Veron. Con questa vittoria la Lazio è a -2 dalla Juve. Il miracolo si compie nella discussa partita che la Juventus perderà a Perugia per 1-0 e le aquile alzeranno il tricolore dopo 26 anni per un solo punto di differenza.

Domani sera, a San Siro, in quella Milano che li ha visti protagonisti nei migliori anni del calcio italiano, Simeone e Zidane saranno di nuovo faccia a faccia per un grande traguardo. Hanno vinto una sfida a testa per ora. Chi vince la bella?

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