L’ultima tegola sulla testa del calcio tedesco arriva direttamente dal tetto della FIFA e in particolar modo del suo Comitato Etico. Il quale, il 20 maggio scorso, ha deciso di sospendere per due anni l’ex presidente della Federcalcio teutonica Wolfang Niersbach. Il motivo sarebbe da ricercare nella presunta tangente che Niersbach, quando era il numero due della federazione (il presidente era Franz Beckenbauer), avrebbe pagato per consentire alla Germania di ospitare i mondiali di calcio del 2006. Come riporta anche il Dailymail, Niersbach (che nel novembre scorso rassegnò le dimissioni da presidente) avrebbe ammesso le sue “responsabilità politiche” dichiarandosi però, allo stesso tempo, estraneo ai fatti che gli sono contestati. I quali, per la prima volta, vennero tirati fuori, nell’ottobre scorso, proprio dalla stampa tedesca e in particolare dal Der Spiegel.

Secondo il settimanale di Amburgo infatti sarebbero stati utilizzati fondi neri per comprare 4 voti decisivi della FIFA per l’assegnazione dei Mondiali 2006. Grazie a quei voti la Germania riuscì a superare la concorrenza del Sudafrica (che ospiterà i mondiali 4 anni più tardi) per 12 a 11 aggiudicandosi l’edizione. Come riportava il sito del Corriere dello Sport, il 16 ottobre scorso, proprio Niersbach avrebbe ammesso il pagamento irregolare di una cifra per 6,7 milioni di euro. I fondi neri, secondo l’inchiesta del Der Spiegel, sarebbero stati creati attraverso un passaggio di denaro in epoche diverse. Iniziato con una donazione privata del capo di Adidas Robert Louis Dreyfus di 10,3 milioni di marchi svizzeri (circa 13 milioni di marchi di allora) avvenuta nei giorni precedenti a quello della votazione decisiva per l’assegnazione dei Mondiali, cioè il 6 luglio del 2000. Poi, nel 2005, quando, secondo quello che riporta il sito del Corriere, Dreyfus avrebbe richiesto i soldi indietro, la Federazione tedesca avrebbe provveduto ad un pagamento di 6,7 milioni di euro, depositati su un conto della FIFA aperto presso una banca di Ginevra. Da qui, il denaro, sarebbe poi arrivato sul conto personale di Dreyfus presso una banca di Zurigo. La causale sarebbe stata però una vera e propria “invenzione”: il pagamento di una quota per la cerimonia di inaugurazione all’Olympiastadion di Berlino. Tutto questo mentre dal quartier generale della Federazione tedesca, attraverso una nota ufficiale (nella quale veniva anche anticipata un’azione legale contro il settimanale), le accuse del Der Spiegel, venivano bollate come “inconsistenti”.

Dato che, si leggeva nel comunicato, “né il presidente né altri membri del comitato organizzatore sono stati in alcun modo coinvolti nella vicenda o ne hanno mai avuto notizia”. Adesso invece, a distanza di qualche mese, arriva la sospensione di Niersbach da parte del Comitato Etico della FIFA. Secondo il quale, a quanto pare, le accuse del Der Spiegel sarebbero tutt’altro che inconsistenti.

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