Vladimir Putin, si sa, non ha peli sulla lingua. E non ha paura di dire quello che pensa. L’occasione per lanciare l’ennesima bordata nei confronti dell’USA, in questa guerra fredda 2.0, è relativa ai sospetti nati in merito all’assegnazione dei mondiali di calcio del 2018 in Russia, nell’indagine condotta dall’FBI sull’illegale giro di soldi e tangenti interno alla FIFA.

Il Presidente russo, evidenziando l’operato degli Stati Uniti, dichiara che, qualora qualcuno fosse sospettato di aver commesso un crimine, la prova deve essere trasferita alla Procura del paese in cui l’accusato risiede, sottolineando come l’America, invece, voglia far valere, senza nessun fondamento, il suo diritto di giudicare gli arrestati nel suolo a stelle e strisce. Continua, poi, dicendo che nessuno Stato, indifferentemente dalle dimensioni, ha la libertà di andare “in giro per il mondo, trascinando in galera gli individui che vuole”.

Putin, da sempre vicino a Joseph Blatter, il quale ha sempre sostenuto i Mondiali in Russia del 2018, anche in occasione dei sorteggi delle qualificazioni, a San Pietroburgo nella giornata del 26 luglio, ha voluto esprimere tutto il suo appoggio al colonnello svizzero, dichiarando di non credere a nulla in merito al coinvolgimento del Presidente FIFA nell’indagine relativa alle tangenti e alla corruzione. Conclude, sottolineando la sua ammirazione per l’operato del cinque volte rieletto Presidente della FIFA, affermando alla radiotelevisione svizzera Rts che persone come Blatter meriterebbero il Nobel per il lavoro svolto nell’avvicinare le nazioni di tutto il mondo e l’integrazione tra le stesse.

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