Il 26 febbraio 2016, a Zurigo, il calcio mondiale dovrà decidere chi sarà il successore di Blatter alla Presidenza della FIFA. Dopo le dimissioni del colonnello svizzero, molte sono state le candidature paventate da nomi illustri dello sport tra cui l’ex stella brasiliana Zico, el Pibe de Oro Maradona e l’attuale presidente dell’UEFA, nonché ex juventino Michel Platini.

Proprio quest’ultimo, negli scorsi giorni, ha ufficializzato la sua corsa alla poltrona più importante del calcio mondiale, forte dell’appoggio dell’Europa e delle Federazioni Nord, Centro e Sud Americane. Oltre ai personaggi provenienti direttamente dal calcio giocato, come quelli appena citati, tra i pretendenti alla Presidenza c’è anche il Principe giordano Ali bin Al Hussein, già candidato alle scorse elezioni di maggio 2015, il presidente della Federcalcio liberiana Musa Bility e in ultimo il coreano Chung Mong-joon. Quest’ultimo, con l’esperienza maturata all’interno della FIFA, nel ruolo di vice-presidente, e attuale azionista di maggioranza della Hyundai, vanta un patrimonio, secondo Forbes, di 1.2 miliardi di dollari, e ha tutta l’intenzione di sovvertire il pronostico secondo il quale il successore di Blatter possa essere Michel Platini.

Il coreano, desideroso di spostare il potere economico e, soprattutto, la leadership verso una figura non europea, sottolinea come sia impossibile per Le Roi attuare quelle riforme strutturali necessarie interne alla FIFA in quanto “è per intero il prodotto dell’attuale sistema” e “poggia sul supporto istituzionale dell’attuale struttura della Federazione mondiale”. Per poter contrastare l’ascesa di Platini, Chung Mong-joon dovrà vedersela con i Paesi europei, sostenitori del francese, e, soprattutto, dovrà convincere le Federazioni extra-europee, avendo già dalla sua l’appoggio dell’Asia e di molti Stati africani. A sua favore, inoltre, il dilagante avanzamento economico di investitori asiatici nel Vecchio Continente e, maggiormente, quella voglia da parte di tutti di interrompere la linea di continuità che Platini rappresenterebbe nel caso succedesse a Blatter, essendo, egli stesso, un uomo salito al potere nel periodo dell’egemonia del colonnello svizzero nel mondo del calcio.

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