“Uniti per contare: non sarà una rivolta ma una rivoluzione”.  C’è aria di fermento nel popolo laziale. Non c’è solo l’iniziativa “Di Padre in figlio” che ha avuto il merito di risvegliare una parte della tifoseria (50mila persone  presenti all’Olimpico la sera dell’evento) dal torpore nel quale sembrava essere caduto, per vari motivi, negli ultimi mesi, ma c’è anche la nuova idea pensata dall’Associazione “Federsupporter”, (una sorta di sindacato dei tifosi) verso i piccoli azionisti della società biancoceleste. Di che cosa si tratta? Di un appello. Che l’associazione, che come si legge sul sito ha lo scopo di “rappresentare e tutelare i sostenitori di società e associazioni sportive” ha voluto lanciare insieme a “Emozione Lazio” (iniziativa nata lo scorso aprile da 100 laziali VIP per riavvicinare i tifosi alla squadra) ai piccoli azionisti della Lazio. I quali attualmente sono i proprietari del 33% del capitale sociale della loro squadra del cuore. Dato che il restante 67% (la quota maggioritaria) è nelle mani del principale azionista che è anche il presidente della società, Claudio Lotito.

Per questo che Federsupporter ed Emozione Lazio attraverso un appello lanciato in un comunicato pubblicato su una pagina del Corriere dello Sport di domenica 22 maggio, hanno chiesto ai tifosi-azionisti di uscire allo scoperto. Inviando le proprie generalità con il numero di azioni possedute all’indirizzo di Federsupporter. La quale, come è scritto nel comunicato è anche un Ente esponenziale dei diritti e degli interessi collettivi e diffusi dei tifosi abilitato a raccogliere le deleghe di voto. Infatti lo scopo dell’appello sarebbe quello di riuscire a rappresentare una percentuale di azionisti che sia almeno del 2% del capitale sociale (cioè un totale di 67.738.911 azioni). A quel punto, si legge ancora nel comunicato, gli azionisti (e chi li rappresenta) potrebbero porre in essere tutta una serie di azioni a loro tutela.

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Come la denuncia al Consiglio di Sorveglianza di tutti quei fatti “che si ritengono censurabili”, oppure nel caso in cui la rappresentanza sia maggiore (per esempio del 2,5%) di poter eleggere un componente del Consiglio di Sorveglianza. Fino ad arrivare, nel caso in cui la rappresentanza arrivi al 10% del capitale sociale, alla possibilità di convocare un’assemblea degli azionisti che abbia  come ordine del giorno anche un aumento di capitale. Il quale, come si legge nel comunicato, “ se fosse bocciato dal socio di maggioranza potrebbe far emergere eventuali responsabilità per il mancato rafforzamento societario e ove invece fosse deliberato ma non sottoscritto, l’inoptato ( cioè la parte di capitale rimasta senza collocazione sul mercato) potrebbe essere sottoscritto da altri soci o investitori. A quel punto, l’azionista di maggioranza, in questo caso Lotito, potrebbe vedere diluita la sua partecipazione, con il rischio di perdere anche il controllo della società.

E questo sarebbe il sogno di tanti tifosi laziali che adesso Federsupporter vuole rappresentare. Dato che, come si legge nelle righe finali del comunicato, “ci sono numerose ed ottime ragioni affinchè si dia al socio di maggioranza una risposta forte e chiara allo strapotere con il quale ha gestito la Lazio pretendendo di tenere ingabbiati un amore e una storia ultracentenaria”.

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