Gli stadi di calcio? Non più solo un’arena dove ci si contende punti, posizioni in classifica e traguardi, ma anche (e soprattutto) un campo di gioco per le tasche e gli investimenti delle società. In Italia la Juventus ha fatto da apripista, seguita da esempi avviati o in fase di start-up come quelli offerti da Udinese, Atalanta, Sassuolo, Cagliari e Roma: l’ultima conferma arriva da Bari, dove la società presieduta da Cosmo Giancaspro sta portando avanti un piano finalizzato a rilanciare il “San Nicola”, impianto progettato dall’archistar Renzo Piano in occasione del mondiali di Italia ‘90. Da struttura avveniristica a obsoleta e fatiscente rappresentazione del passato che fu, quello che doveva essere uno dei fiori all’occhiello dell’architettura sportiva nazionale oggi ha perso petali (intesi come teloni di copertura dei singoli settori), appeal e sostenibilità.

Il cammino avviato dalla Fc Bari 1908 ha radici lontane, risalenti all’ottobre 2016: “E’ allora che ho avuto i primi contatti con l’allora presidente di Lega Andrea Abodi –ha spiegato lo stesso Giancaspro in conferenza stampa- persona lungimirante e di spessore, che mi ha seguito in una serie di passaggi”. Passaggi che hanno seguito una certezza: la società di calcio strutturata secondo i criteri tradizionali non esiste più.  Esiste un’azienda, che al patrimonio personale del suo proprietario deve affiancare idee che producano appeal e un parco giocatori in grado di generare utili. Così, a circa un anno dal suo arrivo alla presidenza del Bari, Giancaspro ha presentato all’amministrazione comunale di Bari lo studio di fattibilità del progetto di restyling. L’operazione prevederebbe l’affidamento dell’impianto attraverso la procedura del project financing sulla base di una concessione di 99 anni, procedura amministrativa oggi molto inflazionata, grazie alla quale è possibile recuperare l’investimento attraverso la gestione dell’impianto e delle strutture realizzate. Un investimento dettato “nelle motivazioni iniziali dalla volontà di creare un’azienda dalle ceneri della Fc Bari nata e sviluppatasi tra il 2014 e il 2016” ha spiegato lo stesso Giancaspro: tra i partner tecnologici del progetto ci sarebbero Siemens e Osram, in qualità di fornitori e non di finanziatori.

La palla, però, al momento viaggia a centrocampo. Il Comune ha ricevuto lo studio di fattibilità che presenta tutti gli interventi, per cui è previsto un costo di 150 milioni di euro e una durata biennale, per la struttura concepita dall’architetto Renzo Piano. Tra le novità principali previste c’è l’eliminazione della pista di atletica, proposta per avvicinare i posti a sedere ridotti da 58mila a 44mila, al campo. Nel progetto sarà data attenzione anche alle attività parallele a quelle svolte nello stadio: ristoranti (o bar come l’Fc Bari 1908 caffè), negozi, alberghi, palestre, sale congressi, centri medici, persino un ‘museo’ dedicato alla storia della squadra biancorossa. La società vorrebbe anche realizzare 70 sky box con 700 posti a sedere, 700 posti premium e 1300 posti business per ricavi complessivi da circa 30mila euro annui. Un progetto innovativo, al quale sarà affiancata la costruzione di un centro medico di Eccellenza con annesso hotel per pazienti e parenti, operazione che potrebbe vedere il coinvolgimento del management della clinica romana Villa Stuart: il tutto “sul modello dello Juventus Stadium”, come da presentazione del presidente biancorosso. Che non ha voluto commentare la presunta “ispirazione” tratta dallo studio di fattibilità realizzato dal Cagliari nel 2015, che lo studio proposto dal Bari sembra ricalcare in alcuni stralci.

Il sogno? “Una città dello sport targata Fc Bari 1908, in grado di generare flussi di reddito in maniera autonoma”, per dirla con le parole del numero 1 del club pugliese. Un’opera complessa paragonabile a un “parco eolico” (Giancaspro dixit), la cui Equity (il capitale di rischio addizionale inserito dagli investitori privati) potrebbe arrivare fino a 30 milioni di euro. A mancare, ad ora, sono però alcuni documenti fondamentali per la valutazione di una proposta di project financing, tra cui le società che diventano soggetto proponente, il progetto preliminare e il piano economico finanziario. Potrebbero arrivare durante la prossima settimana, quando sarà forse anche tempo di presentare lo staff manageriale al completo e diradare le nubi. “Sono pronto anche a partecipare al consiglio comunale per dare tutti i chiarimenti che chiederanno. Non sono un benefattore, non posso fare assistenzialismo e non posso fare salti nel buio come già avvenuto –ha precisato Giancaspro- Ho già investito buona parte del mio patrimonio economico personale e voglio tenere i piedi per terra. Al Comune e allo Stato non chiederò un euro “. Il sindaco Decaro ha spiegato di attendere un arricchimento della documentazione, Giancaspro attende risposte. Per il primo cittadino, però, al momento “il documento inviato da Fc Bari 1908 non contiene i requisiti minimi per poter essere considerato una proposta ai sensi di legge”. Chi farà la prossima giocata?

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