Dal Grande Calcio alla Grande Arte

Fabio Capello grande calciatore e allenatore rivela in questa intervista a Io gioco pulito la sua grande passione per l’arte .

L’aria del calcio Fabio Capello l’ha respirata  in casa, suo zio, per parte di madre, era  il campione Mario Tortul.

Fabio Capello inizia a giocare nella squadra del Pieris, dove è nato nel 1946. Il resto  è storia del calcio; va ricordato il suo esordio nella Nazionale italiana nel 1972 dove si fa riconoscere come un fuoriclasse .

Ogni grande calciatore ha il suo gol indimenticabile  e quello di Capello è  stato segnato il 14 novembre del 1973 con il quale l’Italia vince per la prima volta nella sua storia in casa dell’Inghilterra, a Wembley.

Chiude la sua carriera nel 1980 con addosso la maglia del Milan dopo aver vinto una Coppa Italia nel 1977 e tanti scudetti con varie squadre .

Ma se come giocatore Capello ha regalato non poche emozioni, sarà tuttavia come allenatore che creerà i suoi capolavori calcistici portando in auge il Milan, il Real Madrid, la Roma e la Juventus.

Dopo essere diventato nel 2012 il nuovo commissario tecnico della Nazionale russa, Capello è stato il terzo allenatore più pagato al mondo dopo José Mourinho e Carlo Ancelotti. Ora dopo un periodo di “pensione”, come da lui stesso dichiarato tempo fa, in cui commentava la Liga su Fox Sports, è stato ingaggiato in Cina dallo Jiangsu Suning, gli stessi proprietari dell’Inter.

In occasione del suo compleanno, vi riproponiamo un’ intervista rilasciata a Io Gioco Pulito qualche tempo fa in cui ci ha rivelato la sua passione per l’arte e, a giudicare dagli artisti che ama, la sua anima di raffinato collezionista.

Come è nata la passione per l’arte e per il collezionismo?

Nel 1972 quando ero giocatore della Juventus, Italo Allodi, che era comproprietario di una galleria d’arte,  cominciò a suggerire , a chi piacesse , di acquistare alcuni quadri, da allora ho cominciato ad interessarmi di arte.

In quello stesso periodo rimasi scioccato quando fui invitato dall’allora presidente della Roma Alvaro Marchini nella sua villa all’Eur, aveva una collezione d’arte di un livello straordinario, con degli artisti meravigliosi

Poi mi è sempre piaciuta la storia ed ho sempre adorato viaggiare, le mie vacanze sono sempre state per metà culturali, ho girato tutto il mondo dal Perù al Messico alla Cambogia, Cina, Egitto, Marocco, Israele per non parlare dell’Europa.

Quali sono i suoi musei preferiti?

Per l’arte contemporanea amo la Tate Modern Gallery di Londra , il Guggenheim di New York .

Qual è la corrente artistica che preferisce?

Io amo l’arte del momento, quando ho cominciato ad interessarmi di arte ho apprezzato tutti gli artisti del ‘900, in seguito  tutta  l’arte dagli anni ’60 in poi. Ho sempre collezionato cose che mi piacevano non cose che andavano di moda.

Sono amico di tanti artisti e spesso andando a trovarli non ho acquistato niente perché in quel momento non c’era nessuna opera che mi piacesse. Non acquisto per investimento ma perché mi piace, l’opera mi deve dare un’emozione, se non mi emoziona non m’ interessa .

Lei è una mosca bianca nel mondo del calcio dove notoriamente i calciatori non amano l’arte.

Non è affatto vero, c’è per esempio Prandelli che è un collezionista, poi c’è Baldini, Montella e anche Costacurta mi pare collezioni. Io ai giocatori dicevo sempre questo: “Ragazzi invece di cambiare una macchina l’anno, che vi costa almeno ottantamila euro, con questa stessa cifra, se avete dei buoni galleristi, dei buoni consiglieri, vi comprate almeno tre quadri e, dato che la vostra carriera dura al massimo dieci anni, alla fine della vostra professione  vi troverete in casa trenta quadri,  e poi è anche bello averle in casa delle opere”.

L’ascoltavano?

Io il discorso lo facevo e qualcuno l’ha fatto, magari non tre l’anno, ma uno, due sì.

Cosa pensa del mondo del calcio di oggi ?

È un mondo dove ci sono tanti interessi, ci sono tanti giovani che spesso sono in mano a degli agenti che fanno più i loro interessi che quelli del calciatore, ma la prego non voglio parlare di calcio..

Allora torniamo all’arte, i pittori che ama di più?

Enrico Castellani e Michelangelo Pistoletto mi piacciono molto …e poi ci sono tutti gli artisti , amici fraterni, del Pastificio, il gruppo di San Lorenzo, come Nunzio Di Stefano, Marco Tirelli, Gianni Dessì, Roberto  Gallo .

L’unico dispiacere che ho avuto è stato quello di non essere andato a Gaeta a trovare Twombly, era lì e non sono riuscito ad andare.

Sono stato molto amico di Alberto Burri che era tifoso ma non ho mai acquistato una sua opera. Di lui ho solo una cartolina che mi ha spedito, era talmente amico che non ho avuto mai il coraggio di chiedergli di acquistare una sua opera. Un altro artista che amo è Gianni Kunellis, poi c’è Pizzi Cannella che più che un amico è un fratello.

Apprezza la critica d’arte?

 La leggo, talvolta sono d’accordo altre volte no .

Cos’è l’arte per lei?

L’espressione interna della persona, è una trasmissione di emozioni, su Sky Arte hanno fatto una trasmissione: “Potevo farlo anch’io“, ci sono delle opere come il taglio di Lucio Fontana che sono facilmente replicabili, ma a quelli che dicono potevo farlo anch’io, io direi: “Si, ma dovevi farlo prima … “!

Continua a collezionare?

Certo. Quando c’è qualcosa che mi emoziona, compro.

Ecco alcune opere degli artisti “preferiti” da Mister Capello

 

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