Iniziano gli Europei di calcio e la Francia trattiene di nuovo il respiro. Il ricordo degli attentati di novembre è ancora recente e il primo ministro Manuel Valls, nei giorni scorsi, ha ricordato che il Paese è ancora “l’obiettivo numero uno dei terroristi”. Per i francesi e non solo, anche per tutti i tifosi degli altri Paesi, questi Europei non potranno essere come tutti gli altri. Per la Francia in particolare e per il suo governo, saranno un banco di prova. Dal quale, se come si spera, filasse tutto liscio, Parigi potrebbe ricevere un’importante iniezione di fiducia anche in termini economici. Ma se una volta, in questo genere di manifestazioni, il “nemico” numero uno poteva essere rappresentato dagli hooligans, oggi invece ci sono i jihadisti. Non che gli hooligans non ci siano più, visto anche quanto accaduto ieri a Marsiglia tra francesi e inglesi, ma i due “pericoli” non possono essere messi a confronto. Per questo che come hanno ripetuto il presidente Hollande e il premier Valls, il Paese si trova in uno stato di guerra. Ciò nonostante, non vuole cambiare il suo stile di vita perché “cambiare farebbe il gioco dei terroristi”. E anche se come ha detto il Ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve, “gli Europei rappresentano un rischio”.

Parigi però, ha scelto comunque di volerlo affrontare, prendendo le dovute precauzioni: per tutta la durata della manifestazione sarà infatti schierato un esercito di 100mila, tra poliziotti, gendarmi, pompieri e soldati. Forse, uno dei più imponenti servizi di sicurezza che sia stato mai impiegato in una manifestazione sportiva. Inoltre ai tifosi verrà chiesto di arrivare allo stadio molto tempo prima (3 ore) dell’inizio della partita in modo di poter facilitare i controlli. Come riporta  il Corriere della Sera negli stadi sono attesi circa 2,5 milioni di persone a preoccupare maggiormente sono gli obiettivi cosiddetti “soft”: ossia gli esercizi commerciali “al chiuso” come pub ristoranti (il terribile ricordo del teatro Bataclan è ancora fresco), ma anche le cosiddette “fan zone”. Ossia le aree all’aperto create appositamente per quei tifosi che non sono riusciti a procurarsi il biglietto. Dove verranno allestiti dei maxischermi dai quali i tifosi che vi accederanno potranno assistere alle partite. Tra queste come riporta sempre il quotidiano di via Solferino, la più grande sarà quella di Champs de Mars proprio sotto la Torre Eiffel, dove sono attese quasi 100 mila persone. E’ qui che si radunerà la maggior parte dei tifosi.

Come ha voluto il governo di Parigi che ha scelto di creare una zona più ampia anziché tante zone più piccole. Una decisione questa che ha finito per diventare anche una battaglia politica. Con la destra che invece, nelle settimane che hanno preceduto l’inizio della manifestazione, si è schierata contro questa decisione perché “la torre Eiffel è il simbolo della Francia” e per questo un obiettivo sensibile. Non sono servite neanche le preoccupazioni del prefetto di Parigi Cadot il quale, in una lettera inviata al governo nel maggio scorso ha chiesto di chiudere le fan zone “perché non siamo in grado di garantire una sicurezza ottimale”. Una resa che invece il governo di Parigi non ha voluto accettare. Decidendo di procedere comunque, schierando un vero e proprio esercito di forze di sicurezza. All’Eliseo sono consapevoli che cosa rappresentino questi Europei anche a livello di immagine. Una sfida che vincerla significherebbe molto. Il governo francese, i suoi “Europei” per la sicurezza dei cittadini, li avrebbe comunque vinti.

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