Il 16 aprile un’enorme, straripante doccia gelata si è abbattuta sul basket continentale:la FIBA ha sospeso quattordici Federazioni europee da tutte le sue competizioni, compreso l’Europeo del 2017. Tra le Federazioni colpite troviamo non solo l’Italia, ma anche la Spagna, la Lituania, la Grecia, la Russia e molte altre nazioni che per anni hanno fatto la storia del basket europeo.

Le motivazioni di questa durissima “punizione” va attribuita all’annoso scontro tra Euroleague e FIBA. Quest’ultima ha infatti deciso di squalificare le Federazioni i cui club hanno stretto accordi con l’Eca (ossia Euroleague e Eurocup),  disinteressandosi delle direttive della FIBA, promotrice della Basketball Champions League.

In questo modo la lettera di sospensione giunta alle varie Federazioni ha assunto le sembianze di un ultimatum. Infatti, le nazioni hanno avuto tempo fino al 20 aprile per chiarire le loro posizioni e schierarsi a favore della FIBA, imponendo quindi  ai loro club di non aderire all’Eurocup. In caso contrario, la sospensione dalle manifestazioni internazionali sarebbe stata confermata.

Pertanto, nel giro di quattro giorni l’Italia e le altre Federazioni sono state costrette a inviare lettere in cui confermavano il pieno appoggio alla FIBA. Il che ha implicato l’avvio delle procedure con cui verranno puniti i club che non hanno aderito alla Basketball Champions League, un’inadempienza che viene considerata una grave violazione dell’ordinamento sportivo vigente. Di conseguenza, in terra nostrana sono previsti duri provvedimenti contro Reggio Emilia, Trento e Sassari.

Del resto, va ricordato che l’Italia è uno dei tre Paesi ospitanti il torneo Preolimpico di luglio. Quindi, se avesse contravvenuto alle direttive della FIBA non solo sarebbe stata squalificata per Euro2017, ma avrebbe anche rischiato di perdere l’assegnazione del Preolimpico, con conseguente esclusione dal torneo stesso e dalle Olimpiadi.

Mentre la FIBA ha sferrato il suo attacco a suon di squalifiche e di minacce, l’Euroleague ha provato a reagire in ogni modo. Jordi Bertomeu, CEO dell’Euroleague, in questi giorni ha condannato le azioni della FIBA, definendole esagerate e brutali, per poi sottolineare come le misure adottate vanno a danneggiare le nazioni più forti e meritevoli, ledendo di fatto la tanto sbandierata meritocrazia.

Tutta la vicenda rischia di finire sui banchi di tribunale, allungando i tempi e allontanando una possibile soluzione nel breve periodo. Per evitare questo, Bertomeu ha cercato fin da subito il dialogo coi vertici della FIBA, finchè non è stato organizzato un meeting tra le due parti, fissato al 2 maggio a Monaco.

In quest’occasione l’Euroleague ha presentato alcune proposte alla FIBA. Anzitutto, ha chiesto di collaborare nella gestione delle manifestazioni europee, facendo in modo che l’Euroleague continui ad occuparsi della prima competizione europea, mentre la FIBA potrà gestire la seconda.

In secondo luogo, l’Euroleague ha però richiesto espressamente la cancellazione di squalifiche nei confronti di club e squadre nazionali, esigendo rispetto per le decisioni dei singoli club.

Ma su questo secondo punto le parti sono ancora molto distanti. La FIBA si è infatti rifiutata di rimuovere le sanzioni, ritenendo che i club hanno violato regolamenti internazionali e che per questo vanno sanzionati.  L’incontro non è stato di certo risolutivo, ma è comunque un buon punto da cui partire.

Nei prossimi giorni sono previsti nuovi meeting tra i vertici della FIBA e l’Euroleague. Anche se, per adesso, la situazione sembra tutt’altro che rosea. Finora il rischio squalifica per la Federazione italiana sembra sventato, ma il braccio di ferro è solo all’inizio.

bannereurolega

FOTO: www.millenialspress.com

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