L’Europeo si macchia di sangue. Scorre a fiumi, come la birra venduta con (troppa) leggerezza, nel porto di Marsiglia. Eccoli, gli Hooligans. Ancora e sempre loro. Una piaga mai debellata. Perché sottovalutata. Da queste parti, poi, non è una novità. Un tifoso inglese, trasportato in ospedale in seguito a una sprangata in testa che gli ha causato un arresto cardiaco,è in fin di vita.

Stessa storia, stesso posto, stessi bar: tutto si compie nel budello del Porto Vecchio di Marsiglia. Un imbuto che diviene teatro di scontri. Il 15 giugno del 1998 un  tifoso inglese è strappato alla morte dopo essere stato colpito alla gola da una bottiglia rotta. Quel giorno si giocava Inghilterra-Tunisia. Lezione inutile: 18 anni dopo, la nazionale dei Tre Leoni affronta la Russia. E il canovaccio non cambia. Scontri, violenza e sangue. E la sicurezza? Questa sconosciuta.

Alla luce di quanto accaduto, la gestione dell’Ordine Pubblico è preoccupante: quanto accaduto in queste ore era annunciato. Del resto, cosa altro è lecito aspettarsi se si lasciano scorrazzare liberamente migliaia di tifosi in evidente stato di ebbrezza, senza biglietto, in cerca di birra e guai? Una invasione, fra l’altro, con tanto di infiltrati: si parla anche di gruppi ultras del PSG a caccia di tifosi dell’OM.

Il risultato è scontato. Cosi come gli interrogativi. Chi e perché ha venduto birra sin dalle 9 del mattino senza alcuna restrizione? É un caso che gli Hooligans abbiano trovato terreno fertile in Francia e in Belgio (Charleroi devastata nel 2000) ovvero le stesse nazioni vittime degli attentati ISIS? Interrogativi inquietanti. E la sensazione che il peggio possa ancora arrivare, questa notte, quando il buio diverrà amico di chi è assetato, questa volta, di vendetta.

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