Il rapporto eros-sport è possibile? Secondo il mensile Sport Illustrated sì. La nuova copertina del mensile statunitense, infatti, raffigura tre belle atlete in costume adamitico (come si scriveva una volta) .

In realtà le tre ragazze, Lindsey Vonn, campionessa di sci statunitense, Caroline Wozniacki, tennista danese di origini polacche e Ronda Rousey, campionessa di arti marziali, erano nude ma coperte. Come? Con il body painting. Artisti del maquillage hanno dipinto sui loro corpi muscolosi costumi da bagno colorati e molto sexy.

Le tre sportive sono state scelte per l’iconico supplemento annuale “Sports Illustrated Swimsuit Issue“, un numero speciale nel quale alle tematiche sportive si affiancano modelle famose fotografate in pose ammiccanti e vestite con costumi di grandi marchi.

Quest’anno però è andato in scena qualcosa di un po’ diverso. Se è abbastanza comune incontrare corpi femminili nudi o semi nudi in copertina altrettanto non si può dire di corpi di atlete che, a ben riflettere, fanno del loro corpo uno strumento esaltandolo nelle loro discipline. Ed è proprio il gesto sportivo e il valore strumentale a spostare il focus dell’attenzione da un semplice bel paio di gambe a un paio di gambe che fanno qualcosa di eccezionale. Che siano anche belle, perciò desiderabili, passa in secondo piano rispetto al loro essere campionesse.

Dunque il corpo di una sportiva non dovrebbe avere un immediato richiamo erotico. Questo, però, non è quello che hanno pensato a Sport Illustrated. Nel bel libro “Fimmine” (Mondadori), Pietrangelo Buttafuoco descrive molto bene il rapporto tra eros e impresa sportiva celebrando i successi delle atlete azzurre nei Mondiali di nuoto del 2009. L’autore scrive: “E certo che poi c’è un richiamo erotico nella festa di popolo che accompagna il successo di Federica Pellegrini e Alessia Filippi. Niente di lubrico, per carità, ma nelle due nuotatrici dalle belle braccia imperlate di acqua e cloro si svela il ricordo ancestrale della femmina che si fa delfino. [..] Non dunque la stupida sirena che mammalucca i naviganti ma il delfino che disegna lo sbalordimento con il muso e con il culetto, come fanno le ragazze quando in acqua a fine gara guardano il tempo realizzato“. L’erotismo, quindi, nei corpi delle atlete azzurre come nelle splendide fanciulle della rivista americana sarebbe proprio nell’evocazione delle loro capacità sportive. Difatti lo scrittore siciliano conclude così : Ecco perché tutto ciò è erotico. Perché è eroico“.

Un altro aspetto interessante è che i corpi delle nostre tre atlete sono muscolosi e non c’è alcun tentativo di camuffamento, il che dà un immediato rimando alla virilità, o per lo meno al suo idealtipo. E questa è una scelta in assoluta controtendenza rispetto ai nostri tempi moderni votati allo scardinamento delle identità di genere e caratterizzati da quello che Eric Zemmour ne “L’uomo maschio” (Piemme) definisce con preoccupazione “femminizzazione dell’uomo moderno”. Il richiamo alla virilità negli splendidi fisici di Lindsey Vonn, Caroline Wozniacki e Ronda Rousey c’è ma è funzionale all’esaltazione “erotica” della loro femminilità magnificata ancor di più dall’esplosione di colori dei quali si vestono.

In definitiva la nuova copertina di “Sport Illustrated” è un piccolo gioiello di sottile  anticonformismo e un bel tributo al genio (sportivo e non solo) femminile.

FOTO: www.ilbuzz.it.eurosport.com / Sport Illustrated

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