Nel Regno Unito vivono circa 500 mila tra italiani e discendenti. In particolare, sin dall’Ottocento Londra è stata la principale destinazione dei migranti che attraversavano la Manica. A partire dalla metà del secolo si formò nella zona di Clerkenwell una piccola Little Italy, dove abitò anche Giuseppe Mazzini. Anche poco più a sud, a Saffron Hill, si stabilì una numerosa comunità italiana, famosa per rifornire tutta la metropoli di gelato artigianale. Dal secondo dopoguerra Londra registrò un altro grande flusso di italiani in entrata, che si fermò solo negli anni settanta.

Nelle scorse puntate di Emigrante Fútbol Club abbiamo scoperto l’eredità calcistica lasciata dagli italiani in ArgentinaBrasileVenezuela e Australia, paesi che oggi attirano sicuramente meno italiani rispetto agli inizi del Novecento. L’Inghilterra, invece, sta tuttora vivendo una nuova ondata di immigrazione dall’Europa del sud. È interessante, infatti, che tra le squadre fondate dagli italiani in terra inglese ce ne siano due posteriori al 2000, entrambe riconducibili alla zona di Barnet, tra le preferite degli italiani per stabilirsi a vivere.

ITALIA WASTEELS

1. ITALIA WASTEELS

La squadra di calcio italiana più antica di Londra fu fondata nel 1968 da alcuni emigrati, con l’appoggio dei padri scalabriniani di Brixton Road. Più precisamente, a dar vita agli azzurri di Oltremanica furono i fratelli Farnesi, arrivati dalla Toscana da bambini, e Padre Silvano, vero animatore della comunità italiana a sud del Tamigi. Come spiega un dettagliato articolo del Guardian, l’ordine degli scalabriniani fu fondato per mantenere unita (e cattolica) la diaspora degli italiani all’estero. Per questo motivo nel 1963 fondarono a Londra il Club Italia, un centro culturale in cui il prete fungeva anche da disck-jockey nelle serate di musica italiana, e incentivarono il gioco del pallone fondando un vero e proprio campionato.

Si chiamava Anglo-Italian Football League ed era un torneo amatoriale dedicato alla comunità italiana, nel quale si affrontavano squadre come i Garibaldini, l’AC Roma di Nottingham, la Casertana di Godalming e i Diavoli Gialli. Gli Italia Wasteels devono il nome alla sponsorizzazione da parte di un’agenzia di viaggi. La storia di questa squadra annovera numerosi successi nel mondo delle Sunday league inglesi, iniziati nel 1972 con la prima vittoria della AIFL. Per l’occasione il club si guadagnò una doppia pagina su La voce degli italiani, giornale – anch’esso gestito dagli scalabriniani – in cui i risultati di queste squadre di emigrati avevano spesso la priorità su quelli della Serie A. Nel 1984 vinsero la London Junior FA Cup e continuarono a militare nella AIFL con discreto successo fino agli anni Novanta, quando decisero di iscriversi a un altro torneo amatoriale.

Gli Italia Wasteels sono tuttora attivi nel calcio amatoriale londinese e sono gli ultimi rappresentanti di quel campionato di esuli italiani. Né La voce degli italiani né l’agenzia di viaggi Wasteels esistono più, ma gli azzurri di Londra continuano a giocare cercando di mantenere viva l’identità della squadra. Anche gli scalabriniani sono sempre, lì al numero 20 di Brixton Road, ma la comunità italiana è molto meno coesa di un tempo e non ha più bisogno di andare a ballare in chiesa per combattere la nostalgia della penisola.

AC FINCHLEY

2. FINCHLEY

L’AC Finchley è una società sportiva fondata nel 2005 da Franco Sidoli a nella zona di Barnet, a Londra. Può contare numerose squadre tra giovanili, adulti e calcio femminile. È proprio il calcio giovanile il vero cavallo di battaglia di questo club: mentre la formazione degli adulti compete in un torneo domenicale, sono ben 26 le squadre giovanili iscritte dal Finchley alla Watford Friendly League. Tale eccellenza è stata recentemente premiata con una partita balzata agli onori delle cronache: una formazione maschile del Finchley ha affrontato una femminile dell’Arsenal. Le impressioni dei bambini, raccolte in un articolo del Guardian, scardinano gli stereotipi secondo i quali è giusto separare calciatori e calciatrici sin dalla tenera età.

L’identità italiana del Finchley, la cui scuola calcio è ovviamente aperta a tutti, è ancor oggi rappresentata dall’azzurro della maglia e dallo stemma tricolore. Ma anche gli sponsor sono caratteristici: tra di essi figura l’officina Proietti, Fiat 500 speacialist, che dal 1965 vende e ripara solo macchine italiane nella zona di Caledonian Road.

BARNET AZZURRI FC

3. BARNET

Il Barnet Azzurri è stato un club calcistico attivo nella stessa zona del Ficnhley. Anch’esso specializzato nel calcio giovanile, dal 2006 ha coinvolto bambini e ragazzi di Barnet dai 7 ai 18 anni. Come si evince dal nome, anche questo club ha origini italiane, tuttavia il suo smantellamento ne ha fatto quasi perdere le tracce.

 ICA SPORTS FC

4. ICA

L’ICA Sports FC fu fondato nel 1985 come sezione sportiva della Italian Community Association di Peterborough, nel Cambridgeshire. Come accadde per molte altre squadre animate da italiani in giro per il mondo, i fondatori si ispirarono alla Juventus: in passato la squadra era infatti chiamata ICA Juventus e ancor oggi presenta un toro nello stemma, tra l’Union Jack e il tricolore. Anche la divisa è un richiamo a quella che probabilmente era la fede calcistica dei fondatori, visto che l’ICA alterna una maglia azzurra a quella bianconera. Il club in passato ha dato vita alla ICA Foxes, una formazione Under 13 direttamente connessa con il Leicester City. Al momento, però, è attiva solo la squadra maschile Under 15.

 LONDON ITALIA FC

5. LONDON ITALIA

Questo progetto, ideato nel 2015 da Enrico Tiritera, non si è mai tramutato in realtà. Enrico è un allenatore italiano che da 24 anni frequenta il mondo della non-league inglese: è ormai un punto di riferimento per tutti gli italiani che cercano una squadra in cui giocare nel calcio dilettantistico londinese. L’idea di Enrico era quella di creare un club ad azionariato popolare che divenisse il fulcro della comunità italiana odierna, grazie alle partite della prima squadra, ma non solo. La scuola calcio doveva essere uno degli elementi centrali del club, che avrebbe anche organizzato stage a base di calcio e lingua inglese per ragazzi italiani.

Enrico, insieme ad alcuni collaboratori, ha lavorato all’idea per mesi durante il 2015, arrivando ad ottenere grande seguito presso gli italiani a Londra e presso la stampa italiana.

Tuttavia, a causa della differenza di vedute con alcuni degli altri organizzatori, il progetto è sfumato. «Dopo mesi di riunioni, tempo dedicato e fatica, avevo predisposto tutto. C’era una società dilettantistica pronta a venderci il club con tanto di stadio e clubhouse per eventi sociali. Sarebbe divenuto il punto di riferimento per tutti gli italiani che vivono o arrivano a Londra per motivi di studio o lavoro», racconta Tiritera. «Purtroppo, però, la mia idea è stata interpretata diversamente da altri collaboratori. Io ero per dare un’impostazione comunitaria e popolare, per cui ogni tifoso, pagando una quota, avrebbe avuto diritto a un voto sulle questioni societarie. Altri, invece, avrebbero preferito mantenere il controllo personale sul club per crearsi delle opportunità di business. Ma erano inesperti, io dopo più di vent’anni qui posso garantire che in non-league non ci si arricchisce».

«Il sogno lo coltivo ancora – conclude Enrico – ma la delusione è stata così grande che ho lasciato perdere. Gli italiani in Inghilterra preferiscono ghettizzarsi, fanno solo casa-chiesa-ristorante, gli manca il senso di comunità presente in Canada, Argentina o Australia. Non sono pronti per un progetto del genere».

LONDON BARI FC

6. BARI

Anche se non è stata fondata da italiani, merita una menzione questa particolare squadra londinese. Il London Bari è una realtà molto conosciuta nel mondo della non-league e in particolare della Essex Senior League, campionato disputato dalle squadre proveniente dai sobborghi e dalle campagne ad est di Londra. Già dal nome si può notare il particolare accostamento tra le città di Londra e Bari, ma – se non bastasse – i colori biancorossi dovrebbero fugare ogni dubbio: cosa ci fa un Bari a East London? No, non è una squadra fondata da esuli baresi, ma la sua storia è così particolare che merita un posto in questa rassegna.

Il giovane indiano Imran Merchant era un appassionato di calcio residente nella capitale britannica. In particolare, adorava l’allora capitano dell’Inghilterra David Platt. Dopo il mondiale Italia 90, Platt fu acquistato dal Bari di Matarrese, e Merchant finì per seguire anche le sue imprese col galletto sul petto. Così, quando nel 1996 Merchant volle fondare una squadra di calcio, decise di tributare il Bari, di cui si era invaghito grazie alla militanza d David Platt.

IN COPERTINA: una vecchia foto dell’Italia Wasteels FC (theguardian.com)

 

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