Un tavolo di legno quadrato con quattro buche agli angoli, 19 pedine colorate, 9 bianche, 9 nere e una Regina rossa, uno striker, cioè una pedina battente, nelle mani di ciascun giocatore, questi gli ingredienti indispensabili per giocare a Carrom. Scopo del gioco imbucare tutte le proprie pedine prima che lo faccia l’avversario, prestando attenzione alle particolari regole che riguardano la Regina.

Vedendolo praticare per la prima volta le quattro buche agli angoli, i tiri di sponda, la tattica di gioco, fanno subito venire in mente similitudini col biliardo, ed è vero, al punto che in alcune nazioni il gioco è chiamato finger billiard. In realtà il Carrom ha antiche origini orientali, e la sua patria è l’India. Per parlare di questo gioco abbiamo intervistato Elisa Zucchiatti-Martinelli, che del Carrom è stata ed è: giocatrice, organizzatrice di eventi, dirigente federale, fino alla vicepresidenza della Federazione Internazionale, carica che ricopre attualmente, ed è stata per dodici anni segretaria delle Federazione Europea. Insieme al marito Paolo ha importato questo gioco in Italia venticinque di anni fa.

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Elisa dunque parliamo del Carrom. Che origini ha il gioco che vediamo praticare oggi?

Orientali, specificatamente indiane, piuttosto remote nel tempo. Il gioco che vediamo oggi è stato codificato negli anni Cinquanta, quando i rappresentanti delle regioni dell’India riuscirono ad accordarsi per un regolamento unico. Prima ogni provincia lo praticava con le sue varianti locali. Un po’ come le bocce da noi.

In Italia e in Europa come arriva?

Attraverso i paesi anglosassoni, portato dagli indiani che sono venuti a risiedere in Europa per via dell’appartenenza al Commonwealth. Le prime federazioni nazionali europee risalgono agli anni Ottanta, la Federazione Europea al 1994 con l’Italia membro fondatore.

Durante un viaggio in India nel 1990 mio marito Paolo ed io abbiamo visto praticare questo sport e ce ne siamo innamorati. Lui ex calciatore con tanti problemi di lesioni ai legamenti, se ne è appassionato particolarmente in quanto si trattava di una attività che poteva praticare senza sforzo fisico ma che richiedeva comunque abilità manuali per eseguire i tiri, a differenza ad esempio di dama e scacchi che interessano esclusivamente le abilità mentali.

Abbiamo importato i primi tavoli e iniziato a propagandarlo partecipando a ogni genere di fiere in tutta Italia. Abbiamo poi scoperto che c’era un gruppo a Rovereto che lo aveva scoperto autonomamente da noi e lo praticava. Sono nati i primi tornei con noi romani, poi hanno iniziato a Milano e in diverse altre località, ultimamente è molto attivo il club di Verona. Successivamente ci ha molto aiutati nello sviluppo il diffondersi della rete web. Il sito della Federazione Italiana Carrom è il più vecchio portale al mondo dedicato a questo gioco, lo abbiano aperto nel 1995.

Oltre che dirigente e promoter so che sei anche giocatrice.

Sì, dall’inizio. Io e mio marito nel 1995 grazie alla Federazione britannica abbiamo avuto la fortuna di essere invitati ai Mondiali in Sri Lanka, e lì abbiamo scoperto la realtà dei professionisti indiani. Uno shock all’inizio, ci siamo resi conto che la differenza di livello con noi europei era enorme. Tornati a casa, di concerto con le altre federazioni europei allora esistenti, Gran Bretagna, Svizzera Germania e Francia abbiamo fatto nascere i Campionati Europei, per crescere e per giocare partite internazionali senza doverci confrontare coi “marziani” indiani.

In India e Sri Lanka l’attività è professionistica, ci sono molti giocatori pagati per praticare il Carrom che si allenano ore e ore al giorno in vista dei tornei principali, da noi si tende un po’ di più a prepararsi la sera al pub con anche una birra… insomma seriamente ma dando un po’ più di spazio alla componente ludica.

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Gli Europei hanno poi fatto strada?

Certo, molta. Il prossimo anno organizzeremo dal 27 al 31 luglio la ventunesima edizione proprio in Italia a San Michele all’Adige. Ci aspettiamo di superare il record di 120 partecipanti al singolo stabilito quest’anno a Praga, e, oltre che dai paesi fondatori che ti ho elencato prima, arriveranno  atleti da Repubblica Ceca, Spagna, Polonia, Svezia e Serbia. Con dieci, forse undici nazioni nella prova a squadre. Sarà la quarta volta che gli Europei saranno ospitati in Italia.

Anche da noi il Carrom svolge funzioni di integrazione fra popoli?

Ha molto avvicinato gli italiani che lo praticano alla comunità srilankese e indiana. Lo scorso 24 e 25 settembre a Roma organizzata dallo Sri Lanka Carrom Master Roma si è disputata la quindicesima edizione della Sri Lanka Cup, manifestazione di doppio che coinvolge i giocatori della comunità srilankese di Roma e giocatori italiani e che viene vissuta come una festa con degustazione di prodotti tipici di quelle terre. Molti giocatori originari dello Sri Lanka iniziano ad avere passaporto italiano e sono entrati a far parte della nostra Nazionale, tre di loro faranno parte della formazione  che schiereremo ai prossimi Mondiali di Birmingham.

I Mondiali in Europa?

Dal 5 all’ 11 novembre appunto a Birmingham, capita raramente che si giochi a tale livello in Europa, dunque sarà un occasione importante. Il campione uscente è Fernando Nishanta, che ha vinto a casa sua in Sri Lanka nel 2012, i Mondiali si disputano ogni quattro anni, primo Campione del Mondo non indiano.

Il Carrom è praticato anche dai diversamente abili?

Si presta molto. Chi avesse problemi agli arti inferiori può giocare assolutamente alla pari coi normodotati, si gioca da seduti utilizzando solo le braccia. Non siamo però finora riusciti a farci sufficientemente conoscere dalle associazioni che seguono lo sport paralimpico e ci piacerebbe far di più in questo settore.

Carrom e donna?

Binomio molto solido in Oriente, dove le ragazze giocano tornei loro dedicati, più che altro per questione di numeri troppo grandi visto che il Carrom si gioca alla pari anche fra sessi diversi. In un ipotetica classifica mondiale unificata la campionessa mondiale femminile sarebbe tranquillamente nelle prime dieci posizioni. In Europa invece siamo poche. Agli ultimi campionati continentali su 120 partecipanti circa quindici erano donne. Ai prossimi Mondiali di Birmingham per la prima volta potremo schierare una squadra femminile mista, ne farò parte insieme a ragazze polacche e tedesche e potremo finalmente disputare anche noi nazioni che non abbiamo numeri sufficienti per far da sole,  la gara per i Team.

Quindi un grazie ad Elisa Zucchiatti-Martinelli per averci fatto da guida nel mondo del Carrom e noi di iogiocopulito cercheremo nei prossimi mesi di  seguire gli sviluppi dell’organizzazione degli Europei numero 21 a San Michele all’Adige.

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