Il 5 giugno Roma è chiamata a scegliere tra 13 candidati sindaco. Questo articolo vuole essere una mini-guida ai programmi elettorali che riguardano lo sport a Roma. Ho utilizzato come fonte principale i programmi ufficiali pubblicati dai candidati, che ho occasionalmente integrato con dichiarazioni rilasciate alla stampa.

Alcune premesse prima di cominciare. La candidatura per ospitare le Olimpiadi 2024 è l’argomento relativo allo sport che è stato affrontato con più frequenza dai candidati. Il problema, a mio avviso, è che i candidati a favore della candidatura la hanno spesso definita come un’occasione imperdibile per intervenire in maniera efficace sul rilancio dello sport di base e sul recupero degli impianti pubblici che versano in pessime condizioni. Ovvero, fanno dipendere ciò che dovrebbe essere l’ordinario da un evento straordinario. Ma, poiché lo stesso Malagò ha dichiarato che Roma ha solo il 20% di possibilità di aggiudicarsi le Olimpiadi, la domanda sorge spontanea: se quel restante 80% dovesse avverarsi, cosa ne sarà dei piani per il rilancio dello sport a Roma?

Il progetto del nuovo stadio della Roma (che in realtà non sarà di proprietà diretta dell’AS Roma, ma questa è un’altra storia) è probabilmente il secondo tema sportivo su cui più si sono spesi i candidati. In questo articolo, però, si vuole centrare l’attenzione sullo sport di base, sull’impiantistica usata quotidianamente, sull’ordinario, come detto, e non sullo straordinario. E il nuovo stadio voluto da Pallotta e soci ha ben poco di ordinario, essendo un maxi-progetto finanziato da investimenti privati. Altro discorso sarebbe se allo stadio si accompagnasse la realizzazione di strutture nelle periferie e la riqualifica di Campo Testaccio a spese della società giallorossa: ma di questi due interventi promessi dalla dirigenza della Roma, se escludiamo l’aiuto fornito alla Liberi Nantes, non si è più sentito parlare pubblicamente.

Olimpiadi e stadio della Roma hanno conquistato facilmente la ribalta delle prime pagine. Più difficilmente, invece, i media hanno dato risalto a questioni legate alla concessione degli impianti pubblici, all’accessibilità dello sport e alla difficoltà di sopravvivenza di numerose associazioni sportive. Allo stesso modo, si è sentito raramente parlare di progetti di rigenerazione per impianti come la Città dello Sport di Calatrava a Tor Vergata, mai terminata e costata centinaia di milioni, o il polo natatorio di San Paolo, utilizzato per i Mondiali di Nuoto del 2009 e poi abbandonato. Ma veniamo ai programmi, presentati seguendo l’ordine ufficiale consultabile sul sito del Comune.

ALESSANDRO MUSTILLO

Il programma elettorale del giovane candidato del Partito Comunista prevede di aumentare la trasparenza nell’assegnazione degli impianti comunali, “diversificando società a natura privata da associazioni di sport popolare”. Il candidato del Partito Comunista mira a porre fine a quella che è stata chiamata l’affittopoli dello sport, con circoli di lusso che pagano affitti ridicoli alle casse del Comune. Mustillo, inoltre, si prefigge di aumentare gli impianti sportivi pubblici e di accordarsi con le federazioni nazionali e le associazioni sportive romane per il loro utilizzo, così come di riqualificare lo Stadio Flaminio per farne “il progetto di punta dello sport popolare nella città”.

VIRGINIA RAGGI

Al punto 9 del suo programma per il Campidoglio, Virginia Raggi presenta una lista di impegni: “verificare la messa in regola degli impianti (accatastamento, collaudo, agibilità) ed eliminare le barriere architettoniche presenti; riassegnare le strutture, pur assegnate, ma in stato di abbandono; approvare un nuovo Regolamento per gli impianti sportivi di proprietà di Roma Capitale; rimodulare le tariffe comunali differenziandole per attività sportiva”.

Inoltre, il Movimento 5 Stelle si impegna a promuovere lo sport di gruppo e l’impiantistica leggera, andando a creare delle “palestre a cielo aperto, nonché di aumentare i punti jogging, gli skatepark e i percorsi ciclabili.

FABRIZIO VERDUCHI

L’unico punto riconducibile allo sport del suo programma è la realizzazione di 50 chilometri di piste ciclo-pedonali. Per il resto, il candidato di Italia Cristiana ha scelto di non trattare temi legati allo sport.

GIORGIA MELONI

Il programma di Giorgia Meloni si concentra soprattutto sulle Olimpiadi e sullo stadio della Roma. A questi due temi si aggiungono il recupero delle strutture sportive abbandonate e il rilancio del Regolamento degli impianti sportivi, “per permettere ai concessionari di rendere un servizio adeguato, investire nel potenziamento dell’offerta, costruire nuovi impianti”. La candidata ha inoltre pubblicato un video che mostra la sua visita a Campo Testaccio, promettendone la riapertura come centro sportivo comunale, e un altro che la ritrae dentro lo Stadio Flaminio, che nei suoi piani dovrebbe divenire la Casa dello Sport, “una struttura sportiva polifunzionale di cui i romani possano godere 365 giorni l’anno”.

CARLO RIENZI

Sul sito del Codacons, cliccando su “programma”, appare un volantino che non contempla temi sportivi. Tuttavia, il numero uno del coordinamento di associazioni dei consumatori ha proposto a Francesco Totti di divenire assessore allo sport, per poi dichiarare qualche giorno dopo: “Siamo molto delusi del silenzio di Totti. Noi abbiamo denunciato che Totti fa pubblicità al gioco d’azzardo, evidentemente deve essersela legata al dito perché non ci ha proprio risposto”.

MICHEL EMI MARITATO

Nel programma del candidato di AssoTutela, oltre ad un elogio della pratica sportiva come strumento di crescita umana, appare una sola proposta concreta: quella di ampliare gli spazi di pratica sportiva.

ALFREDO IORIO

Il candidato che ha tappezzato la città con manifesti inneggianti alla resistenza contro l’invasione aliena non ha un programma elettorale, o quantomeno il suo programma non è reperibile dopo più di 20 minuti di ricerca sui siti e sulle pagine social della sua lista e delle sigle che lo appoggiano (Trifoglio, Msi, Forza Nuova, Fiamma Nazionale).

ROBERTO GIACHETTI

La sezione relativa allo sport del programma di Roberto Giachetti è la più estesa tra quelle di tutti i candidati. A partire da pagina 75 sono descritte numerose proposte, che qui è impossibile elencare tutte esaustivamente, tra cui: valorizzazione delle associazioni che promuovono lo sport tra le fasce più deboli e tra i disabili; impegno nel garantire le pari opportunità di accesso allo sport; censimento e riqualifica delle strutture comunali degradate; sostegno delle attività economiche relative allo sport; nuovo Regolamento degli impianti sportivi e lotta a concessioni irregolari e morosità; introduzione dei Buoni sport per permettere ai giovani provenienti da famiglie economicamente svantaggiate di fare sport; investimenti sullo sport all’aperto; aumento delle strutture per sport come skateboard, bmx e parkour; speciale attenzione per sanare la ferita dello Stadio Flaminio.

SIMONE DI STEFANO

Nemmeno per Di Stefano è stato possibile rintracciare online un programma elettorale, né dichiarazioni relative a politiche sportive da attuare a Roma.

STEFANO FASSINA

Nel programma per il Campidoglio di Stefano Fassina lo sport è definito un “pilastro del welfare municipale”. Uno dei primi punti è quello della lotta ai canoni ridicoli pagati da privati che erogano servizi a prezzi di mercato e hanno all’interno dei circoli attività di ristorazione e negozi. Allo stesso tempo, si promette di privilegiare nell’affitto delle strutture comunali le realtà che hanno già dimostrato di saper svolgere un’attività di pubblica utilità. Un’altra proposta è quella di “realizzare un piano generale di servizi sportivi in ogni municipio, stabilendo discipline, tariffe, modalità di erogazione (per esempio ingressi giornalieri per le piscine), collegamenti con le scuole, con le ASL, coi centri anziani”. Infine, Fassina si impegna nella riattivazione e riqualifica di impianti come il Palazzetto dello Sport, lo Stadio Flaminio, la pista di atletica Paolo Rosi e quella delle, la piscina ex GIL di Montesacro e la palestra di scherma di via Sannio.

DARIO DI FRANCESCO

Anche il candidato sostenuto dall’Unione Pensionati e da alcune liste “clone” di quelle più famose ha ritenuto opportuno non dare diffusione al proprio programma elettorale.

ALFIO MARCHINI

Dei 101 punti del programma di Marchini, nessuno riguarda specificamente lo sport e le sue strutture. Eppure, il 25 maggio scorso, ha firmato presso un lounge bar di Roma Nord il “Patto per lo Sport”, proposto da un candidato della Lista Storace: un decalogo di impegni per lo sport a Roma che, tuttavia, non è reperibile online. Nel programma della Lista Storace, che appoggia la candidatura di Marchini, è invece presente un punto relativo allo sport. Recita (in versione integrale): “Impianti sportivi per ogni quartiere di Roma”.

Infine, Alfio Marchini ha già annunciato il nome del suo eventuale assessore allo sport: è quello di Manuela Di Centa, ex fondista, medaglia d’oro alle Olimpiadi invernali del 1994, e poi deputata con Forza Italia e PdL per otto anni.

MARIO ADINOLFI

Nel programma del Popolo della Famiglia la parola “sport” appare tre volte, ma senza associarsi ad alcun progetto di politiche sportive per la città. Due di queste volte è associata a misure repressive: “Particolare severità verso chi corrompe o tenta di corrompere, all’interno del mondo della scuola, dei media e dello sport, i giovani” e “un sistema legale severo e ben conosciuto che stronchi i fautori e responsabili di: 1) pedofilia, 2) violenza sessuale, 3) diffusione delle droghe; 4) promotori del loro uso e della cultura dello sballo, 5) doping sportivo, 6) teppismo negli stadi, 6) degrado di città e beni culturali”.

Non sappiamo dunque quali siano le politiche sportive che Mario Adinolfi ha pensato per la città di Roma. Sappiamo, tuttavia, che il candidato è un estimatore di Claudio Lotito, al quale ha anche dedicato questo Elogio di Claudio Lotito nel 2014.

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