Si infittisce il giallo sulla corsa alla Presidenza del Calcio a 5. Andrea Montemurro, infatti, ha visto respinta la sua candidatura, e le 80 designazioni ad essa collegate, presentata lo scorso 8 Novembre e dovrà riconsegnarla nuovamente. Le motivazioni in capo alla decisione del Collegio di Garanzia elettorale sono riconducibili all’inammissibilità della modulistica presentata dal candidato. A supporto di questa tesi, il codice di regolamentazione che prevede la consegna della candidatura entro 7 giorni dalla data di riunione dell’Assemblea. E qui nasce il paradosso. Non essendo ancora stabilita una data assembleare, la richiesta di Montemurro è stata rigettata in quanto fuori dai termini. Quindi, in poche parole, essendosi presentato come candidato prima di quanto richiesto, e cioè prima del termine iniziale dal quale far decorrere i 7 giorni pre Assemblea in cui è possibile consegnare tutto il necessario, Montemurro non era nella posizione di poter inoltrare i documenti e la modulistica richiesta. Da evidenziare, inoltre, che sul sito ufficiale della Divisione Calcio a 5 in data 24 ottobre è stato pubblicato il Comunicato 104 in cui l’allegato 1 mette a disposizione proprio quella modulistica richiesta di cui sopra, il che lascerebbe intendere che da quella data fosse possibile compilare e consegnare la stessa, in assenza di una data prefissata dell’Assemblea. Ma queste sono solo ipotesi.

Come ci racconta, però, Flavio Grisoli su professionecalcio.net, esistono diversi aspetti poco chiari nella decisione del Collegio. E le motivazioni collegate al rigetto appena citate ne sono lo specchio più lampante. Infatti, il termine “inammissibile” prevede un giudizio sul merito e quindi sulla validità delle designazioni presentate. Ma la valutazione di quest’ultime non è stata presa in considerazione per annullare la candidatura ma bensì è stato un vizio di forma, procedurale, ad aver interrotto la corsa alla Presidenza, nonostante a quanto sembra sia stato qualcuno dalla stessa Divisione a convocare Montemurro per la consegna delle designazioni. Ma il peggio, sulla vicenda, deve ancora arrivare così come si vocifera negli ambienti federali.

A margine delle questioni puramente tecniche, il clima di queste elezioni sembra essere tutt’altro che sereno. La mancanza di confronto diretto tra candidati e la quasi totale assenza di programmi ben delineati sono la maggiore preoccupazione di uno sport come il calcio a 5 che ha un evidente bisogno di chiarezza e prospettiva per il futuro prossimo. Quello che appare è un quadro ben preciso dove il nuovo viene visto come una minaccia non tanto per il movimento ma per le posizioni di potere insite nelle stanze dove vengono prese le decisioni. Ipotesi paventata anche dallo stesso Montemurro che, in tempi non sospetti, aveva evidenziato un comportamento ostruzionistico da parte delle massime cariche della disciplina. Al riguardo il presidente uscente Fabrizio Tonelli non ha ancora preso una posizione chiara. Gli altri candidati sono Antonio Dario e Alfredo Zaccardi, rispettivamente Vice Presidente e Vice Presidente Vicario, e sembra essere abbastanza scontato il supporto del Presidente nei loro confronti, proprio per la carica da loro ricoperta durante il suo mandato. Incarico in mano a Tonelli dal 1997 e ritenuto non sufficiente da Montemurro che in un’intervista di poche settimane fa, aveva criticato il suo operato e evidenziato le difficoltà del Calcio a 5 italiano rispetto al numero di adesioni annuali allo stesso. Che sia stato questo il motivo dello stop alla sua candidatura? Io Gioco Pulito, sempre vicino alle tematiche collegate alla crescita di sport purtroppo considerati minori, si mette a disposizione di tutti gli interlocutori interessati nella faccenda per chiarire tutto gli aspetti e gli interrogativi che stanno caratterizzando queste elezioni così da intraprendere un percorso comune che possa portare il Calcio a 5 nei palcoscenici che merita.

 

 

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