In vista delle prossime elezioni alla Presidenza della Divisione Calcio a 5, abbiamo intervistato il candidato Andrea Montemurro. Con lui abbiamo parlato della situazione attuale della disciplina, del suo programma e delle problematiche per cui il movimento futsal non riesce a decollare.
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 Secondo gli ultimi dati, il calcio a 5 è lo sport più praticato in Italia, ma anche uno dei meno visibili. Perchè questa contraddizione?
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 Il calcio a 5 è lo sport che io chiamo “dell’amicizia“, nel senso che un gruppo di amici può decidere di sognare partendo dalle serie minori di arrivare fino alla massima serie in tempi relativamente brevi, è lo sport più praticato in Italia ma questo non basta . Detto questo il problema credo sia stata una gestione errata che ha portato negli anni a mettere il calcio a 5 sotto una mattonella per renderlo uno sport sconosciuto dal punto di vista mediatico e non metterlo invece in stretta correlazione con i milioni di partecipanti che lo amano e lo praticano. Se questo sia stato fatto per volontà politico sportiva o per incapacità non posso saperlo. In Italia a differenza di molti altri paesi , riteniamo che il calcio a 5 sia uno sport da praticare alla fine della carriera di un atleta, ovvero dopo un percorso differente spesso ovviamente nel calcio, e quindi da praticare con gli amici una volta finita l’attività agonistica. Ecco è assolutamente il contrario: il calcio a 5 è lo sport per eccellenza propedeutico per il calcio come dimostrano campioni che hanno segnato la storia del calcio internazionale e che partivano tutti dal futsal quali :Ronaldinho, Iniesta, Higuain, Messi e anche lo stesso Hernan Crespo con il quale stiamo sviluppando insieme il progetto “Futsal in Soccer
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A novembre ci saranno le elezioni per la Presidenza del Calcio a 5, Lei è uno dei candidati. Qual è il suo programma per rilanciare il Futsal?
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Il programma nella sua totalità è molto esteso e prevede ben 54 punti, per riassumerlo in poche righe le linee essenziali sono quattro: Rinnovata centralità alle società che al momento sono abbandonate a loro stesse, Rafforzamento della mediaticità a carattere nazionale e regionale, ricorso agli sponsor per mitigare l’attuale mortalità delle società che è divenuto un fenomeno ormai troppo diffuso e addirittura questa stagione ha colpito anche l’Asti campione d’Italia e vera forza del futsal internazionale, in ultimo creazione dei settori giovani e rafforzamento delle nazionali nazionali con giocatori nati in Italia
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 La nazionale italiana, uscita con le ossa rotte dai recenti mondiali, così come la formazione Under, hanno in organico moltissimi giocatori stranieri naturalizzati italiani. La scelta degli oriundi era stata fatta per dare la spinta iniziale al movimento calcio a 5, ma ormai gli stranieri sono in pianta stabile non solo nelle nazionali ma anche nei club. Qual è la sua posizione al riguardo?
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 Che il ricorso agli oriundi sia divenuto ormai uno dei problemi del futsal è palese a tutti: i risultati degli ultimi anni della nazionale non giustificano tale atteggiamento anche perché uscire negli ottavi di un mondiale per mano dell’Egitto credo non sia un risultato per il quale dobbiamo ricorrere agli oriundi. Detto questo la politica in essere fino ad ora ha sempre agevolato e diffuso il criterio di portare oriundi in nazionale e nei club. Ci sono stati episodi di giocatori oriundi convocati in nazionale prima ancora di avere un club: il giocatore italo brasiliano è sempre stato avvantaggiato a scapito di un talento italiano di pari livello, in Nazionale da oltre dieci anni si parla unicamente portoghese. Io non sono contrario per principio a nulla ma credo che un atleta italiano che inizia a pratica il calcio a 5 ha il diritto per sognare di indossare la maglia della nazionale. Ecco io voglio difendere questo diritto. In italia esistono società come la Fenice Venezia, il Lecco , il Cisternino e molte altre che stanno facendo un lavoro eccelso con i giovani, dobbiamo portare tutte le società a credere nei nostri giovani perché abbiamo in Italia dei valori assoluti .
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 A livello regionale, ma non solo, sempre più squadre hanno difficoltà di budget per sostenere i costi di una stagione. Crede che sia necessario un’intervento delle istituzioni (Federazione, Governo, etc) per supportare il circuito associazionistico?
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 Credo sia necessaria una divisione che consenta a sponsor nazionali di entrare per distribuire risorse in termini diretti e indiretti anche attraverso sconti , promozioni , biglietti omaggio per trasferte e molto altro.
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 Vedendo le partita di calcio a 5 in Spagna e Brasile, ci accorgiamo del grande pubblico che riempie i palazzetti. Sarà possibile arrivare a questa situazione anche in Italia?
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 In Italia fino al 1996 eravamo molto in vantaggio come attenzione del pubblico rispetto alla Spagna ma anche al Sudamerica. Basti ricordare le mitiche finali al Foro Italico gremito da oltre 5000 persone paganti e riprese da canali nazionali in diretta. Ecco credo che questi venti anni di politica abbiano ucciso tutto questo interesse, cercando di svantaggiare gli atleti  italiani in favore degli oriundi, non sostenendo mediaticamente quelle società come BnlPrato, Roma Rcb, LazioAmalfi, PerugiaTorino e molte altre che cercavano di fare delle iniziative di diffusione della disciplina, non facendo mai iniziative per avvicinare il futsal alle scuole, e quindi ai giovani, ma cercando in tutti i modi di nascondere questo splendido tesoro che è il nostro sport. Ritengo pertanto che la mancanza di pubblico sia solo una conseguenza di tali scelte, scelte ripeto fatte negli anni il perché o il percome mi è ovviamente sconosciuto ma tutti coloro che amano il futsal sanno cosa è accaduto.
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 Colgo l’occasione per ringraziare la Vostra testata , il nome è davvero entusiasmante e vista la possibilità che mi date vorrei lanciare un appello a tutti coloro che amano il calcio a 5 e che sono coinvolti in queste elezioni : “Cerchiamo di giocare davvero pulito e di consentire alle società di esprimere liberamente la loro volontà senza pressioni e vessazioni di ogni natura. Grazie mille
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