Non puoi pulire con un panno sporco un tavolo che è già sporco di suo. Chi lo conosce, di Tokyo Sexwale, apprezza soprattutto il coraggio. Di dire le cose che vanno dette; di prendersi le proprie responsabilità. Il coraggio a uno come Tokyo Sexwale, non è mai mancato. Fin da quando era un ragazzo e per le strade di Orlando West (la sua città natale in Sudafrica) manifestava da attivista contro le politiche di apartheid. Un coraggio, quello di manifestare contro le politiche del regime sudafricano dell’epoca, che Sexwale pagherà anche e molto caro: arrestato nel 1976 per cospirazione e terrorismo verrà liberato nel 1990 dopo 14 anni trascorsi in prigione.

Ma il carcere non servirà a togliergli il coraggio. Lo stesso che, alcuni giorni fa, con l’imminenza delle elezioni FIFA nelle quali si presenta come il candidato alla presidenza, lo porta a lanciare un nuovo e inquietante grido di allarme sulla situazione in cui versa l’organizzazione che potrebbe comandare per i prossimi anni. La più importante al mondo per quanto riguarda il gioco del calcio. Che agli occhi dell’ex ministro sudafricano all’Urbanistica si presenta appunto come “tavolo sporco”. Che deve necessariamente essere ripulito. Un tavolo che al contrario rischia di sporcarsi ancora e peggio, perché, secondo Sexwale, nell’ambito di queste elezioni per la presidenza (previste per il prossimo 26 febbraio), starebbero girando “bustarelle”. Ci sarebbe insomma, e fosse la prima volta, puzza di nuove tangenti.

Il politico sudafricano che parla nel corso di un’intervista, non dice altro di più. Non dice chi siano i corrotti e chi i corruttori. Chi abbia pagato e quanto. Si ferma al peccato ma senza dire, invece, chi siano i peccatori. Ma comunque la sua denuncia non è di quelle che possono passare inosservate. Non può perché la FIFA è appena uscita (o sta ancora uscendo) da uno scandalo corruzione (guarda un po’ il caso) che la scorsa estate ha travolto il suo ex presidente Sepp Blatter e anche il possibile successore Michel Platini. Entrambi condannati dalla FIFA a 8 anni di squalifica perché “colpevoli di abuso e corruzione”. Il caso riguarda il pagamento di 2 milioni di franchi svizzeri che Blatter da presidente FIFA versò a Le Roy Michel, per una consulenza svolta tra il 1998 e il 2002, che però, secondo il Comitato Etico della FIFA non avrebbe avuto alcuna base legale.

Insomma, soldi in “nero” che sarebbero usciti dalle casse dell’organizzazione ma senza un benché minimo perché. Fuori Blatter e Platini, come ha scritto qualcuno sembrava finita un’epoca e il calcio aver girato definitivamente pagina. E invece, con queste nuove dichiarazioni di Sexwale, ritornano i fantasmi del passato. La FIFA sembra rimasta una foresta in mano ai lupi. Che ogni tanto perdono il pelo. Ma a quanto pare, non perdono il vizio.

FOTO: www.theguardian.com

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