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E se il Napoli chiedesse lo scudetto 1914-15?

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di Simone Meloni e Mattia Zucchiatti

La questione sullo Scudetto della Grande Guerra da assegnare alla Lazio è tornata alla ribalta negli ultimi giorni. Ma se legittimamente lo chiedono i biancocelesti, allo stesso modo potrebbe farlo anche il Napoli. Ecco perché.

La Lazio potrebbe vincere uno scudetto senza essere stata non solo Campione d’Italia ma neanche del Centro Sud. È la vicenda del titolo nazionale 1914-15, finora assegnato al solo Genoa, che una petizione lanciata da tifosi della Lazio tempo fa reclama per la squadra biancoceleste. Il campionato era diviso in tre gironi: prima che baionette e mortai lo interrompessero, il Genoa era primo nel girone settentrionale e aveva bisogno di un punto contro il Torino per terminare in testa alla classifica. Pertanto, il Torino (e anche l’Inter) era ancora in corsa per vincere il girone settentrionale. Di contro, la Lazio aveva vinto il girone centrale ma per accedere alla finale nazionale avrebbe dovuto sfidare la vincente del meridione. La situazione nel Mezzogiorno era la seguente: Internazionale Napoli e Fc Naples dovevano sfidarsi per stabilire l’avversaria della Lazio e contendere ai biancocelesti l’accesso alla finale nazionale. Le partite del 18 e 25 aprile, con esito favorevole all’Internazionale, furono però annullate per irregolarità di tesseramento dei giocatori Pellizzone e Steiger (entrambi nelle fila dell’Internazionale). La Figc diede l’ordine di rigiocare le partite di andata e ritorno (come riporta la Gazzetta dello Sport del 3 maggio 1915). La gara di andata tra le squadre partenopee fu giocata il 16 maggio 1915 (vedi articolo della Gazzetta del 17 maggio 1915) e vinta dall’Internazionale per 3-0, tuttavia la sfida di ritorno in programma per il 23 maggio non fu rigiocata a causa del blocco dei campionati per motivi bellici.


Il titolo nazionale fu assegnato arbitrariamente al Genoa in virtù di un contesto politico e calcistico che vedeva i sodalizi del settentrione occupare una posizione preminente (basti pensare che la Lazio aveva perso le due finali precedenti con il Casale per 7-1 all’andata e 2-0 al ritorno e con la Pro Vercelli per 6-0 in gara unica). I biancocelesti quindi reclamano questo scudetto in nome di una finale che non hanno mai avuto la possibilità di giocare, non solo a causa dell’imminente guerra ma anche perché non ebbero l’occasione di affrontare la vincente nel meridione. Ma è questa la chiave della faccenda: è lo scudetto del condizionale, del pronostico, quello che non andava mai assegnato perché mai giocato, perché al momento della sospensione sei squadre erano ancora in corsa per vincere  quel titolo. Genoa, Lazio, Torino, Inter e le due napoletane che successivamente si fusero per dare vita all’Internaples, club che nel 1926 cambiò denominazione in SSC Napoli, come oggi lo conosciamo. Il Napoli potrebbe quindi reclamare quello che sarebbe il suo terzo scudetto, proprio nella stagione in cui si festeggiano i 90 anni di vita della società partenopea.

C’è un precedente che sorride al Napoli e a quella che potrebbe essere una rivendicazione storica. In Germania, infatti, lo SV Blau-Weiss Berlin vanta nel proprio palmarés un titolo nazionale vinto dal Berliner Thor-und Fussball Club Union 1892, club che, insieme al Berlines FC Vorwarts diede vita nel 1927 a questo club della capitale.

Ma non è tutto: la decisione di assegnare il titolo 14-15 ad un’altra squadra che non sia il Genoa rischierebbe di creare un precedente che potrebbe scatenare un’ondata di rivendicazioni in grado di sconvolgere l’albo d’oro come lo abbiamo conosciuto per più di un secolo. Il Bologna potrebbe avanzare la richiesta per ottenere lo scudetto del 1927 revocato per illecito sportivo al Torino e non assegnato a nessuno. Lo stesso Genoa sogna la stella che potrebbe arrivare dall’assegnazione ex aequo dello scudetto 1925 che vede oggi il Bologna campione, il Guardian la definì la più grande ingiustizia della storia. L’Us Conversano e Juve Stabia potrebbero tornare alla carica per ottenere rispettivamente i titoli del 43-44 e del 44-45, così come tutte le squadre che hanno vinto nei vari campionati regionali in quelle stagioni, anche in virtù del titolo onorifico assegnato allo Spezia calcio nel 2002. Anche l’Udinese ha lanciato una petizione per ottenere lo scudetto del 1896 vinto dalla Società Ginnastica Udinese, non assegnato in quanto allora la Federazione non esisteva.

Quella dello scudetto 14-15 “è una questione complessa” come disse nel 2916 lo stesso Tavecchio. La palla è poi passata al consiglio federale per decidere o meno sull’eventuale assegnazione del terzo scudetto alla Lazio. La commissione all’epoca parlò di “evidenti omissioni” nell’assegnazione al solo Genoa ed è probabilmente vero. Tuttavia, le “evidenti omissioni” rischierebbero di non cancellarsi così, con l’ex aequo a favore della Lazio, bensì potrebbero solo che peggiorare e dare il via a un effetto domino per nuove rivendicazioni.

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36 Commenti

36 Comments

  1. Daniele Donati

    agosto 2, 2016 at 12:03 pm

    Un’errata corrige si rende necessaria. Nel caso del Genoa si tratterebbe della prima stella e non della decima. Scusate se mi sono permesso.

  2. Mario

    agosto 2, 2016 at 1:18 pm

    Finalmente qualcuno che condivide esattamente la mia visione della questione scudetto 1915. Dopo svariate ricerche e con il conforto di parecchi periodici dell’epoca si può benissimo affermare che le richieste laziali siano quanto meno da ridimensionare.

  3. Fabio Belli

    agosto 2, 2016 at 2:09 pm

    Allego uno stralcio di un mio articolo scritto per far luce sulla vicenda, che mi sembra calzare a pennello sulla questione da voi sollevata. Al di là che il dossier emerotecario prodotto per la rivendicazione della Lazio attesta come la partita fra Internazionale e Naples fosse stata annullata, bisogna sottolineare come il Napoli attuale non possa rivendicare i meriti di quelle due formazioni. Questo perché:

    Questione di matricola. Il sito della casa editrice “Edizioni in Contropiede” propone: “C’è una considerazione da fare: che la squadra che avrebbe potuto disputare gli incontri conclusivi era ancora la “Società Podistica Lazio” che sarebbe diventata Società sportiva Lazio ben dieci anni dopo! Infine, è da notare che Internazionale Napoli e Naples dopo otto anni si fusero in Internaples per poi dopo altri quattro anni, diventare Napoli.” Da far rizzare i capelli: la differenza tra Lazio Calcio e Società Podistica non viene neppure riproposta ormai dai siti satirici giallorossi che provano a fare del revisionismo storico il loro cavallo di battaglia. Il Napoli riconducibile alle squadre partenopee dell’epoca è ancor più madornale. Il Genoa e la Lazio sono le uniche squadre tra quelle in lizza all’epoca che vantano lo stesso numero di matricola e di affiliazione alla FIGC del 1915: anche se non fosse emerso il ritaglio del dossier emerotecario che attestava l’annullamento della semifinale tra Internazionale e Naples, Genoa e Lazio sono le uniche due squadre che potrebbero beneficiare dell’ex aequo. Le altre, semplicemente… non esistono più.

    Per chi avesse dubbi o bisogno di delucidazioni sulla questione dello Scudetto 1915, segnalo: http://www.nuovocorrierelaziale.it/2016/07/28/scudetto-1915-basta-fregnacce-non-carnevale-puntualizzazioni-difesa-della-rivendicazione/

  4. Odoacre

    agosto 2, 2016 at 7:22 pm

    Caro Fabio, credere a chi ha mentito sapendo di mentire NASCONDENDO volontariamente e creando ad arte l’equivoco sull’annullamento é quantomeno difficile. Resta comunque il fatto che se la lazio doveva ancora disputare una partita allora era nella stessa condizione di Inter e Torino. Avete posto l’annullamento come elemento cardine…. abbiate la decenza ora di tacere.

  5. Fabio Belli

    agosto 2, 2016 at 10:03 pm

    Odoacre, non capisco a cosa ti riferisci. Di decenza in questa iniziativa ce n’è molta, soprattutto per ricordare gli eroi di guerra che indossavano la maglia biancazzurra. La decenza la sta perdendo chi la sta buttando in una mera conta degli scudetti.
    Io ti posso dire per conoscenza diretta che nei dossier presentati non ci sono menzogne, ma testimonianze reali che non erano mai emerse fino ad oggi.
    Inoltre, parlare di Lazio con una partita ancora da giocare è abbastanza singolare, visto che al di là della questione Naples, la partita col Lucca fu annullata dalla FIGC, e non certo per supposizione.
    Sulla questione Napoli, ripeto: società diverse, matricole diverse. La Lazio di oggi è quella che giocava nel 1915, il Genoa idem. Il Napoli al contrario non può rivendicare il passato sportivo di quei club, la questione di chiude semplicemente qui. Con buona pace di chi invita a tacere su argomenti che evidentemente innervosiscono: peccato, perché in fondo si tratta solo di calcio (anche se quelli che lo prendono troppo sul serio spesso sono invariabilmente sotto una precisa bandiera, sarà una fatalità…). Buona serata

  6. Nicola

    agosto 2, 2016 at 10:33 pm

    Attenti che se lo viene a sapere Moratti lo fa assegnare alla sua (fu) prescrittese, è un esperto di scudetti di cartone….

  7. Bigiarelli

    agosto 2, 2016 at 11:09 pm

    Erano due tornei seoarati,il Settentrionale e il Centromeridionale.
    Erano strutturati in maniera diversa,ma ognuno dei due portava una squadra in finale per il titolo nazionale.
    Al momento della sospensione,Genoa e Lazio erano le più avanti nella corsa al titolo.
    Inequivocabilmente.

  8. antonio fortedeimarmi

    agosto 3, 2016 at 1:11 am

    L’Internaples il 1° agosto 1926 cambiò il suo nome in A.C. Napoli che Il 25 giugno 1964 prese il nome di SSC Napoli.

  9. Horus65

    agosto 3, 2016 at 8:43 am

    Ma non capisco.
    Lunedì 01/08/2016 il Napoli ha festeggiato i 90 anni!!!
    Facendo 2016 meno 90 arriviamo a 1926..!!!
    Quindi nel 1915 non esisteva!?..
    E voi sareste dei giornalisti.?…

  10. Odoacre

    agosto 3, 2016 at 9:04 am

    Fabio perdonami ma ni sembri un po l’avvocato de Proietti… come non ci sono menzogne? Della ripetizione del torneo meridionale lo sapeva qualsiasi appassionato anche amatoriale di calcio antico ben prima che partisse questa bislacca iniziativa… date comprese… e ne voi ne la FIGC avete sentito il bisogno di indagare… e che menzogna é stata lo dimostra che oggi “il tempo” sostiene che questo articolo non riporti i giornali… (io vedo le foto). Il fatto è che a 100 anni di distanza qualsiasi “giuria” neutra avrebbe risposto “ci spiace é passato troppo tempo”… “non abbiamo più documenti”… “dovevate parlare prima (anche perché il Genoa avrebbe a quel punto chiesto di disputarla la finale e l’int. MAPOLI avrebbe fatto lo stesso al pari do Toro ed Inter) “… mentre a voi vi verrà dato uno scudetto basandosi sui ritagli di giornale d’epoca confezionati da un avvocato di parte… l’obrobrio giuridico – parlo da profano – lo vedo qui. Poi per favore non scomodare i caduti in guerra… perché non morirono solo i laziali… su questa base andrebbe dato a tutte le sqiadre lo scudetto. Piuttosto state speculando orrendamente su quelle morti…. senza le quali avreste perso sul campo (dopo aver superato l’int. napoli) ed oggi non saremo qui a fare una discussione kafkiana. State facendo tutto solo per eguagliare la Roma nei titoli vinti… tra l’altro è diffusa tra molti la speranza che ve lo diano questo titolo… sarebbe la pietra tombale sugli sfotto.

  11. ANDREA

    agosto 3, 2016 at 9:10 am

    i DUE GIORNALISTI, NEL LORO ELABORATO ARTICOLO, SCRITTO, A MIO AVVISO, SOLO PER SCREDITARE LE GIUSTE RIVENDICAZIONE DI UNA GLORIOSA SOCIETA’, LA LAZIO, VITTIMA DI UN EVIDENTE SOPPRUSO, HANNO “DIMENTICATO” DI EVIDENZIARE CHE NON SOLO LE DUE SQUADRE NAPOLETANE DI ALLORA OGGI NON ESISTONO PIU’ E NON HANNO NIENTE A CHE VEDERE CON L’ATTUALE NAPOLI, MA ANCHE IL NAPOLI NATO NEL 1926, QUELLO DI MARADONA PER INTENDERCI, NON HA NIENTE A CHE FARE CON L’ATTUALE SOCIETA’ ESSENDO FALLITO QUALCHE ANNO FA E AVENDO DOVUTO RICOMINCIARE, CON ALTRO NOME E CON ALTRA SOCIETA’, DALLE SERIE INFERIORI …
    DUNQUE COSA DOVREBBE RIVENDICARE?
    MEDITATE LUPACCHIOTTI …

  12. Mirza

    agosto 3, 2016 at 10:42 am

    Odoacre è l’unico qui a parlare con raziocinio…. sono passati piu di 100 anni, non esiste la minima continuità giuridica e soprattutto non sono morti solo laziali in guerra. ma se vogliamo giocare al vostro gioco, bisogna specificare alcuni dettagli che avete omesso.
    Cominciamo dal Napoli, è vero non ha la stessa
    matricola, ma è la società creata ad hoc dallo stesso
    presidente dell’Internaples (fusione delle prime due) per assorbire la vecchia società, quindi ne è il legittimo erede. Poi la Lazio, la lazio NON aveva ancora vinto il girone del centro, le due partite dell’ultima giornata non sono state giocate, ufficialmente perrinuncia, ma la rinuncia stessa era motivata da eventi bellici, infatti nell’archivio dell’almanacco quelle partite sono registrate come non giocate per motivi bellici e teoricamente il Pisa avrebbe potuto raggiungere la Lazio al
    primo posto. Infine, anche nel girone del Nord mancava una giornata, con possibilità di arrivare al primo posto per Torino e Inter. Quindi erano 7 le squadre che ipoteticamente potevano vincere quello scudetto: il Genoa, il Torino, l’Inter, la Lazio, il Pisa, il Naples e l’Internazionale di Napoli (queste ultime due fuse dopo qualche anno nell’Internaples). A questo punto o lo si da a tutti o a nessuno, oppure si lasciano le cose come stanno. E come giustamente ricordato dai due giornalisti, avanti con i ricorsi di Udinese, Bologna, Genoa e chi più ne ha, più ne metta.

    • Enrico

      agosto 3, 2016 at 10:06 pm

      Peccato che la matricola non dice questo, la burocrazia e la storia sono con la Lazio ente morale per regio decreto per il servizio svolto durante la prima guerra mondiale.
      A voi non vi resta che rosicare.

  13. lele

    agosto 3, 2016 at 10:42 am

    e perchè è stato assegnato al genoa?

  14. Fabio Belli

    agosto 3, 2016 at 12:11 pm

    Odoacre l’accusa di speculare sui morti è talmente vomitevole che per me chiude qui la discussione, pensatela come volete, comunque vada a finire questa storia siamo felici di aver reso un buon servizio alla memoria di quei ragazzi, del resto interessa poco.
    Sul Napoli al di là della matricola non scrivere che il club partenopeo è stato costituito per fondazione e non per fusione delle due squadre: per dire, la Roma è diretta erede dell’Alba e della Fortitudo. Il Napoli non dell’Internazionale e del naples.
    Comunque pensatela come volete, le beghe Roma-Lazio non mi interessano e in questo contesto mi fanno pure un po’ schifo.

  15. Mirza

    agosto 3, 2016 at 1:01 pm

    Vomitevole o no è esattamente quello che chi riesce a scrivere “per ricordare gli eroi di guerra che indossavano la maglia biancazzurra” fa. Sono morti i calciatori di molte squadre in guerra e molti erano eroi, sta di fatto che in questa discussione è un elemento che non c’entra niente. Altra cosa, il Napoli è stato fondato dallo stesso presidente dell’Internaples (fusione di naples e inter) e di fatto ha assorbito la vecchia socetà, compresi il titolo sportivo e tutti gli asset. Diventandone l’erede, ti stai attaccando ai dettagli della procedura di fondazione del Napoli, quando è evidente che lo stesso è figlio della società Internaples.

  16. netzer

    agosto 3, 2016 at 3:13 pm

    daii, e date sto scudetto a lotito, almeno fa vedere ai suoi tifosi che lui è un vincente. poi vorrà pure giocare la champion’s e un posto nel gotha nel calcio che conta.
    della serie ” non svegliate il poveraccio dal sogno”

  17. Paolo

    agosto 3, 2016 at 3:55 pm

    Fabio Belli, ti fanno schifo le beghe Roma Lazio ma non ti fa schifo speculare sui morti.. questa la dice lunga sulla poveracciaggine del popolo biancazzurro e di chi comunque pensi che questo scudetto andrebbe assegnato alla Lazio.
    non c’è proprio più ritegno. ma si sa, gottardi ha vinto più di totti.

  18. Rob

    agosto 3, 2016 at 6:31 pm

    A me sembra che di speculazione sui morti parlano solo i poveracci giallorossi. Che schifo, a cosa arriverebbero pur di evitare di farsela sotto per uno scudetto che poi probabilmente non sarà assegnato o al limite sarà solo onorifico.
    Da chi insulta da anni Paparelli e offende la madre di Ciro Esposito ogni 3×2, parlare di speculazione sui morti è lo schifo finale.
    Sulla questione scudetto, visto che probabilmente la Lazio ha subito un’ingiustizia, che si possa riassegnare lo scudetto o meno, parlare di questa storia è un modo per ricordare i caduti biancocelesti (non c’entra NULLA che anche le altre squadre hanno avuto morti, ognuno onori i morti suoi) ed p stato giusto farlo.
    Lo scudetto secondo me non sarà assegnato, ma che bello vedere i romanisti avere la solita valanga di cadute di stile. Siete la nostra gioia.

  19. Bigiarelli

    agosto 3, 2016 at 8:02 pm

    Al Genoa il titolo fu assegnato,in maniera nemmeno ufficiale, nel 1921,quindi sei anni dopo l’interruzione del 1915.
    Il titolo fu assegnato al Genoa che era avanti nel girone Settentrionale al momento della sospensione.
    La Lazio quindi può rivendicare legittimamente lo stesso trattamento per quanto riguarda il girone Centro-Meridionale in cui,al momento della sospensione,era avanti a tutti.
    Quindi la richiesta del titolo ex-aequo mi sembra appropriata,visto che non lede il titolo del Genoa.
    E questo tenuto conto che dal girone Settentrionale veniva fuori una finalista e altrettanto una dal girone Centro-Meridionale,che si sfidavano per il titolo Nazionale.
    Altre motivazioni di assegnazioni plurime ,di revoche,di creazione di precedenti scomodi,sono solo chiacchiere.
    Chiacchiere perché quel torneo, sospeso per eventi bellici è al momento unico nel suo genere.

  20. marino maronati

    agosto 3, 2016 at 8:52 pm

    Scusate ma voi del gioco del calcio e della vita al campetto dei colli marini e dintorni sapete che esiste una cosa che si chiama Statute LIMITATION !?!? aspetta che ve lo dico in roman(ac): PRESCRIZIONE!!
    la Prescrizione che non dovrebbe esistere per i politici ma ottima per levarsi dalle palle cose come questa, esiste perché é un casino bestiale trovare le vere prove quando si vá indietro negli anni bui della storia o delle particolaritá!
    madonna che deficienti gli italians scarsi … poi ci si chiede perché un branco di manigoldi guida il vostro (mio) paese!

  21. Enrico

    agosto 3, 2016 at 10:04 pm

    C’è solo il piccolo problema che le squadre napoletane la Internazionale Napoli e Fc Naples non esistono più, si sono fuse ed è nato il Napoli di oggi con un altra matricola di iscrizione e non la stessa, anzi il napoli rinato con Napoli soccer di oggi forse a ricambiato la matricola d’iscrizione un altra volta, quindi le uniche squadre che burocraticamente hanno diritto a chiederlo sono il Genova e la Lazio con oltre 200 anni di tradizione in due.
    Fatevene una ragione alla fine mischiarsi e ripartire dalla serie C non paga.

  22. Luca

    agosto 3, 2016 at 11:31 pm

    Molto interessante, quindi mi vorreste dire che una squadra nata nel 1926 rivendica uno scudetto del 1915? Logico, direi che fila tutto.

  23. Antonio

    agosto 4, 2016 at 2:27 am

    ma se manco esisteva il Napoli all’epoca. bah…

  24. Leandro

    agosto 4, 2016 at 10:47 am

    Buongiorno,

    vorrei anzitutto ringraziare gli estensori di questo articolo, Simone Meloni e Mattia Zucchiatti, che in maniera provocatoria hanno messo per iscritto delle perplessità che avevo circa questa surreale vicenda. Purtroppo dai commenti noto che il succo del discorso non sia stato colto da tutti. Anzi, alcuni rivelano una grettezza intellettuale dei relativi estensori che farebbe rabbrividire i più retrogradi dei cavernicoli. Ma questo in fin dei conti non è poi così sorprendente, conoscendo – ahimè – i contorti nonché risibili processi mentali di quelle genti.

    Ciò che mi preme evidenziare è che il focus della questione non sia su chi OGGI abbia diritto a reclamare l’assegnazione dello scudetto del 1915, ma nel caso sarebbe chi IERI, nel 1915, avrebbe avuto potuto fregiarsi di tale premio. La prima risposta, la più ovvia e naturale, sarebbe NESSUNO. Ma all’epoca fu fatto un torto, dando la vittoria del campionato al Genoa. Vogliamo “riparare” a quel torto con un altro torto, assegnando lo scudetto solo ad un’altra delle altre 5 squadre di allora (la sezione calcio di quella che era chiamata Podistica Lazio, appunto, ma anche Torino, Inter, Internazionale Napoli e Fc Naples) che, classifica alla mano dell’epoca, avevano ed hanno (che esistano oggi o meno) tale diritto? In un’Italia onesta si arriverebbe alla revoca al Genoa dello scudetto del 1915, ma in un calcio italiano gestito dai vari Preziosi e Lotito, assistiti in ciò da Tavecchio, ciò appare inverosimile. Anche perché ci sarebbe il rischio di far scoppiare una guerra tra tifoserie del Genoa e della Lazio.

    È quindi probabile che il tutto si risolva con la più ridicola delle conclusioni: scudetto del Genoa confermato ed assegnazione dello scudetto ex-equo alla Lazio. Così tutti saranno contenti, a cominciare da Lotito che, coi suoi tifosi ottenebrati dalla felicità per una vittoria che loro sentirebbero (per quanto assurda) “giusta”, avrà ancor più le mani libere nella personalistica gestione della squadra con sede a Formello e dai colori che intendevano rifarsi alla bandiera greca.

    Cordialità.

  25. Mirza

    agosto 4, 2016 at 10:49 am

    Gli fai capire perché il Napoli ne avrebe diritto e loro ricominciano “ma se manco esisteva il Napoli all’epoca. bah…” oppure “una squadra nata nel 1926 rivendica uno scudetto del 1915”.
    Gli dimostri che sono 6 le squadre che hanno lo stesso diritto al campionato del 1915 e loro “burocraticamente hanno diritto a chiederlo sono il Genova e la Lazio”.
    Gli spieghi che non è carino mettere di mezzo i morti in guerra con questa storia e di nuovo “è un modo per ricordare i caduti biancocelesti”.
    Non c’è niente da fare vivete in un altro mondo, in mezzo alle vostre fantasie, rispondete con illazioni a chi vi parla di fatti. Ma lo stupido sono io che ho pure perso tempo per rispondervi.

  26. Bigiarelli

    agosto 4, 2016 at 8:41 pm

    Gli fai capire perchè “il Napoli ne avrebbe diritto” …ma a chi?…e come?…forse con teoremi personali?
    Gli dimostri che “sono 6 le squadre che hanno lo stesso diritto “….cioè?… E perchè?
    …ma cosa vuoi dimostrare parlando di cose che non hanno nessun costrutto.
    Quindi,lasciare lo status quo è indice di Italia onesta…assegnare un ex-aequo è indice di Italia marcia.
    Ammazza che menti che girano.

  27. roberto

    agosto 4, 2016 at 9:24 pm

    La cosa fantastica è andare sui profili facebook dei due giornalisti estensori dell’articolo e scoprire un tripudio di Forza Roma, Curve Sud e C’è solo la Magica.
    Siete senza vergogna. La deontologia non la incontrate nemmeno per sbaglio in metropolitana.

  28. Fernando

    agosto 5, 2016 at 10:10 am

    E’ solo una ridicola iniziativa di rosiconi lazzialotti (guido de Angelis) che parlando di giustizia, vorrebbe raggiungere la Roma ne numero di scudetti. Consideriamo che poi gli scudetti dei lazzialotti diventerebbero 2,5 e non 3, vorrei sapere come si fa a considerare la Lazio una squadra di Roma se ha sede, centro sportivo (ipotecato) a Formello e che ormai a Roma i lazzialotti sono in via di estinzione.

  29. Mirza

    agosto 6, 2016 at 6:32 pm

    Bigiarelli hai dei seri problemi se non riesci a leggeri e non credi a quelli che ti diciamo da giorni, 5 min di ricerca on line e aprire un almanacco ti potrebbe aiutare.
    Poi che il napoli sia nato dalla fusione delle due societa napoletane dell’epoca è tutto fuorche un teorema personale

  30. Bigiarelli

    agosto 6, 2016 at 10:42 pm

    Fernà,questo non è un bar sulla Casilina.

  31. giamic

    agosto 7, 2016 at 1:49 am

    1. La finale tra internazionale e naples non era stata annullata ma ne era stata decretata la ripetizione, infatti l’andata della ripetizione venne giocata il 16 maggio con vittoria 3-0 dell’internazionale. Il ritorno del 23 non si poté giocare per l’inizio della guerra.
    2. Il Genoa non era la finalista del girone del nord perché doveva ancora giocare col Torino che all’andata vinse “solo” 6-1, se il toro, come probabile, avesse vinto sarebbe arrivato primo a pari punti con Genoa e forse anche con l’Inter.
    3. Per correttezza il titolo andrebbe revocato al Genoa e non assegnato a nessuno, visto che ne Genoa ne Lazio erano le legittime finaliste.

  32. Bigiarelli

    agosto 11, 2016 at 8:08 am

    4- Come anche è altrettanto corretto assegnarlo al Genoa e alla Lazio ex-aequo.Visto che la motivazione di assegnazione postuma fu ” perché era in testa al girone Settentrionale” altrettanto la Lazio era in testa nel girone Centro-Meridionale.

  33. Dino

    ottobre 14, 2016 at 3:08 pm

    A.c Napoli e’solo cambio di denominazione a seguito di fusione di naples e us internazionale il club quindi nasce da un primo ramo del 1905.1906.
    Pertanto tutta la-storia pregressa di diritto passa alla a.c. napoli che diventerà Ssc Napoli nel 1964.
    Quindi diritto pieno nella questione

  34. Claudio

    dicembre 16, 2016 at 8:17 pm

    Non capisco queste polemiche sul club successore delle due squadre napoletane di cent’anni fa: il fatto che il Napoli DI OGGI posa non essere titolato a rivendicare quello scudetto non significa che le due squadre napoletane DI ALLORA non avrebbero potuto vincerlo! L’unico dato certo è che, nella primavera del 1915, c’erano ancora SETTE squadre in lizza per vincere il titolo nazionale. Capisco che la decisione del 1919 di assegnarlo al Genoa sia stata sbagliata, ma non esiste la prescrizione?

  35. Gianni

    marzo 13, 2017 at 8:59 am

    Ma come fate a dire che “La finale tra internazionale e naples non era stata annullata ma ne era stata decretata la ripetizione”, quando nel ritaglio dell’articolo postato (articolo della Gazzetta del 17 maggio 1915), commentando la partita delle due napoletane finita 3-0 parla di “pima partita del nuovo campionato” (intendendo, ovviamente, il campionato 16/17 poi congelato per la guerra)? Dov’è che parla di “ripetizione finale meridionale”??? Forse prima che dalla storia del calcio, occorrerebbe ripartire dalla comprensione di un testo scritto in italiano!

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Calcio

Koulibaly, una rincorsa lunga una telefonata

Ettore zanca

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C’è chi dice che il treno delle occasioni passa una volta sola. E se non siamo bravi a prenderlo, la nostra vita non avrà la direzione che speravamo. Ogni scelta è un viale alberato o una discarica a seconda della scelta precedente. E invece c’è chi dice che a dispetto di futuro e coniugazioni varie, il nostro destino è segnato e va contro il nostro sbattergli la porta in faccia.

Oddio, il signore qui sotto il destino lo ha proprio sfidato, rischiando che fosse pure permaloso. Più che la porta in faccia, gli ha sbattuto il telefono in faccia.
Quel viso in foto, da ieri lo avete tutti familiare. Kalidou Koulibaly, senegalese, difensore del Napoli di Sarri. Angelo d’ebano sceso dal cielo ad incornare la palla che ha riaperto una stagione. All’ultimo respiro ha trafitto la Juve in casa sua, riaprendo i giochi per lo scudetto e creando paradisi artificiali di prostrazione e gioia orgasmica a seconda della prospettiva.

Ma fermiamo un attimo tutto. Come ci è arrivato Kalidou su quella palla? Su calcio d’angolo, direte voi. No, non dicevo quello, perchè per arrivare lì, il ragazzo è partito da lontano e ha rischiato di non arrivare. La sua rincorsa parte dal 2014. Si trova a casa e riceve una telefonata. Dall’altro lato una voce dice: “pronto, sono Rafa Benitez, allenatore del Napoli, vorrei sapere se sei interessato a venire a giocare da noi”, la risposta è di quelle che lascerebbero interdetto anche un maestro zen: “piantala con questi scherzi, dai vieni a casa che ti aspetto, smettila, non ci casca nessuno”, e Kalidou, sorridendo, mette giù. La voce richiama, riproponendo lo stesso refrain, dice di essere davvero Benitez e di allenare il Napoli, ma niente, nuovamente “smettila dai, non è bello questo scherzo”, e giù la cornetta.

Kalidou era convinto che a chiamarlo fosse un suo amico che gli faceva continuamente scherzi telefonici, aveva chiuso e si era rimesso seduto a guardare la tv. Dopo cinque minuti riceve un messaggio del suo agente: “sta per chiamarti Benitez, deve parlarti, rispondi al telefono”. A quel punto la disperazione, che dura poco per fortuna, perchè Benitez dimostra che “poscia più che la permalosità, potè insistere” parafrasando Dante. E ritelefona. Stavolta Kalidou si scusa quasi in ginocchio e ascolta l’allenatore del Napoli. Ecco da dove arriva tutta la rincorsa per quel gol. Capite bene che dare un colpo di testa dopo questo correre non poteva che essere una sassata. Ma Kalidou è recidivo però.

 

Qualche tempo dopo un magazziniere del Napoli lo avvicina e gli dice: “Kalidou, mi dai una tua maglia? me l’ha chiesta Maradona”, capirai, stavolta è uno scherzo davvero, Kalidou è generoso però, per cui prende la maglia ma ammonisce: “se volevi la mia maglia potevi chiederla senza tante scuse, poi addirittura che la voglia Maradona, dai…”, appunto, dai. Qualche giorno dopo Kalidou riceve un messaggio, contiene una foto. Diego Maradona con la maglia di Koulibaly, Diego gli ha scritto e lo ringrazia per il dono.

Vai a fidarti di chi dice che siamo artefici del nostro destino. Qui il destino è arrivato sfondando la porta e entrando di prepotenza. Più o meno come ha fatto Kalidou dopo una corsa, con quella sassata di testa nella porta bianconera. Veniva da lontano, nonostante tutto.

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Calcio

JAKO & IoGiocoPulito: Una partnership per riscoprire i valori ed il sogno sportivo

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Un’azienda importante come JAKO ha scelto anche IoGiocoPulito.it come strumento di comunicazione e partner editoriale per riportare sul mercato italiano un rinnovato messaggio che abbia lo scopo di veicolare l’educazione e la cultura sportiva.

Lo Sport, qualsiasi esso sia, e a qualunque livello venga praticato, non è solo questione di allenamento e abnegazione. Nel futuro delle discipline un ruolo sempre più centrale per l’ottenimento delle performance desiderate viene ricoperto dai materiali utilizzati, dalle tecniche di prevenzione, dalle tecniche di educazione e dalle tecnologie e le scienze connesse.

JAKO è un brand di abbigliamento e non possiamo negare che il fattore determinante per una prestazione di alto livello è spesso rappresentato dall’equipaggiamento dell’atleta;  la seconda pelle con cui uno sportivo deve potersi sentire a proprio agio, supportato dall’utilizzo di uno strumento in grado di migliorare il proprio benessere fisico e quindi anche mentale. Jako, società leader nel mercato tedesco (il suo know how d’eccellenza l’ha portata ad essere uno dei marchi più riconosciuti e apprezzati per quel che riguarda lo Sportswear e il Teamwear in Germania) è tutto questo, ma non solo.

Pronta a sbarcare anche nel mercato italiano, ha il grande merito di non voler puntare ad una comunicazione puramente commerciale o di prodotto, ma di voler in primis favorire la diffusione di quegli stessi principi educativi e tecnici che hanno permesso al calcio teutonico di divenire il primo movimento Europeo per quanto riguarda l’innovazione, la cultura e l’educazione allo sport come strumento di crescita.

“Il nostro obiettivo  è quello di poter dare alle scuole calcio, alle realtà associative di altri sport e discipline, strumenti e contenuti con cui informarsi per formare attraverso i giovani e giovanissimi i campioni del futuro dell’Italia”. Matteo Di Medio – Resp. Redazione IoGiocoPulito.

Non è un caso se JAKO è partner tecnico in Bundesliga di squadre del calibro del Bayer Leverkusen, Hannover 96 e Darmstadt le quali hanno scelto i prodotti dell’azienda tedesca per vestire le proprie squadre.  E non è un caso neanche se, grazie alla propria politica educativa, è leader in Germania anche nel Teamwear cioè nella fornitura di abbigliamento tecnico per l’attività sportiva di squadre, scuole e associazioni.

“Per noi di IoGiocoPulito questa è una grande opportunità per potenziare il lavoro che da anni portiamo avanti con dedizione e perseveranza. Con l’obiettivo di essere sempre trasparenti e puntuali sugli argomenti trattati. JAKO ci da oggi l’occasione di riportare ai nostri lettori qualcosa che nel giornalismo sportivo e nella comunicazione sportiva sembra essere perso in un limbo: il sogno di essere campioni, anche se per pochi minuti, compiendo un gesto atletico, un’impresa personale o collettiva. E noi non tradiremo né la loro, né la Vostra fiducia, quella di più di un milione di lettori.”

Giorgio Mottironi – Resp. Marketing & Sales IoGiocoPulito.

JAKO dunque supporterà l’attività giornalistica di IoGiocoPulito al fine di produrre contenuti che possano rappresentare un valore unico per i nostri lettori e che siano in linea con la nostra mission e con la loro. Avremo l’opportunità di lanciare nuove rubriche, portare i nostri giornalisti a contatto con tutte le realtà eccellenti del nostro panorama calcistico ed internazionale (personaggi e squadre), parlare di tecnica, educazione, dunque per dare maggiore consapevolezza ad appassionati, praticanti ed aspiranti professionisti di quale deve essere un cammino di formazione e crescita nel mondo dello SPORT.

 

JAKO è un’azienda altamente tecnologia, e la sua innovazione si riscontra non solo nel prodotto finale ma anche nella gestione dell’azienda e dei processi, oltre che delle proprie risorse. I vantaggi competitivi che ha raggiunto grazie all’uso di robotizzazione di ultima generazione li investe completamente nella sua mission sociale e nel miglioramento del servizio e nel  trattamento di dipendenti e fornitori.

Oltre alla qualità indiscutibile del prodotto, il servizio al top, la profondità dell’assortimento, la disponibilità dei prodotti 365/24, consegna dei prodotti velocissima, e una professionalità di alto livello sono i segni distintivi e il focus del marchio. 300 articoli e 30.00 varianti colore sono una gamma di prodotti in grado di poter soddisfare le esigenze di uomini, donne e bambini che praticano calcio, running, basket, volley, palestra, tennis, oltre a molti prodotti per il tempo libero.

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Calcio

Giornata Mondiale del Libro: 10+1 opere sul calcio che devi leggere

Canorro

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A partire dal 1996 il 23 aprile si celebra la Giornata Mondiale del Libro, un’occasione per incentivare la lettura e la riscoperta della carta stampata per le nuove generazioni, specie in un periodo come questo in cui il digitale è entrato prepotentemente nelle nostre vita, mettendo da parte l’esperienza di lettura che solo un libro può regalarci.

Ecco Dieci libri dieci (il numero per eccellenza di ogni fantasista che si rispetti) che negli anni sono diventati indispensabili per coloro che vogliono avere una libreria dedicata al calcio.

Partiamo con un evergreen, la biografia di Zlatan Ibrahimovic edita da Rizzoli (396 pagine, 5.90 euro), scritta dal campione svedese con il giornalista David Lagercrantz. “Io, Ibra”, questo il titolo del volume, contiene centinaia di aneddoti legati a luoghi e personaggi da scoprire. Partendo dall’infanzia, Ibrahimovic racconta i suoi numeri fuori e dentro il campo, gioie e follie di una vita sopra le righe. Interessanti, poi, due biografie dedicate ai fuoriclasse simbolo del Barcellona e del Real Madrid: “Pulce, la vita di Lionel Messi” (736 pagine, 17.90 euro) e “CR7” (406 pagine, 19.99 euro), edite da Piemme e scritte entrambe da Guillem Balague, giornalista spagnolo che collabora con varie tv e quotidiani sportivi. Nei libri si esalta il talento dei fuoriclasse, ma anche il loro cuore e una “testa” fuori dal comune.

Per gli appassionati di Premier League, particolarmente sfiziosa è la storia di sir Alex Ferguson narrata nel volume “La mia vita” (Bompiani, 464 pagine, 15 euro); il più grande mister nella storia del calcio inglese – ha allenato giocatori di livello assoluto come Roy Keane, Ryan Giggs, Eric Cantona, Cristiano Ronaldo e David Beckham, solo per citarne alcuni – si racconta per la prima volta. Ed è lo stesso Ferguson a curare la prefazione di “Pep Guardiola, un altro modo di vincere” (Libreria della Sport, 352 pagine, 17.90 euro), la biografia dedicata ad uno degli allenatori più carismatici e vincenti del mondo. Un racconto, anche qui scritto da Balague, che va in profondità nel tratteggiare l’attuale mister del Manchester City. Lo stesso principio di approfondimento (non banale) ha ispirato Carlo Ancelotti che, insieme al giornalista Alessandro Alciato, ha scritto l’autobiografia “Preferisco la coppa” (Rizzoli, 266 pagine, 5.90 euro).

Attenendosi semplicemente ai risultati, Carletto da Reggiolo ha vinto praticamente tutto. Eppure, la sua carriera non è stata sempre in discesa… E ancora, due volumi interessanti su due ex grandi protagonisti della Juventus: “Andrea Pirlo: penso quindi gioco” (Mondadori, 140 pagine, 10 euro) e “Metodo Conte” (Vallardi, 192 pagine, 9.90 euro), entrambi scritti dall’ottimo Alciato.

Se vuoi provarci fallo fino in fondo” (Rizzoli, 272 pagine, 17 euro) è invece il titolo del libro dedicato dal giornalista Malcom Pagani a mister Claudio Ranieri e al suo Leicester. Dai campetti di Testaccio all’incredibile impresa della vittoria nella Premier League, il racconto di un uomo che ha avverato il sogno di Davide contro Golia. Una lunga, intesa storia, come quella scritta a quattro mani da Marco Tardelli e da sua figlia Sara: “Tutto o niente” (Mondadori, 18 euro, 168 pagine). A distanza di oltre trent’anni dall’urlo di Madrid, Tardelli racconta di una passione totalizzante come il primo amore, che nessuna difficoltà è mai riuscita a fermare: il calcio.

Bonus track: l’ultimo consiglio che vogliamo dare riguarda “Johan Cruyff – La mia Rivoluzione”, l’autobiografia del fenomeno olandese che ci spiega la sua visione del calcio, ma soprattutto della vita.

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