Il pallone a ritmo di musica. Due carriere travagliate hanno portato a scelte inaspettate, il fulmen in clausola dell’addio al calcio di Djibril Cissé è stato seguito a distanza di pochi giorni da quello di Royston Drenthe, con entrambi i giocatori pronti ad intraprendere carriere nel mondo della musica moderna.

Il primo farà il DJ, Il secondo si fa già chiamare da tempo ‘Roya2Faces’ e si è lanciato nel mondo del rap olandese. ‘Paranoia’ il primo singolo di Royston: possibile che si tratti anche dell’ultimo?

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‘Una serie di infortuni pazzesca non ha contribuito all’exploit del francese’ mi ha sussurrato recentemente nel silenzio della biblioteca un compagno di studi, che paragonando proprio Djibril Cissè ad Antonio Cassano ha dato una chiave di lettura nuova e da ponderare: è stata veramente soltanto colpa delle due fratture scomposte a tibia e perone (nel 2004 e nel 2006) o una buona dose di follia ha reso la storia dell’attaccante classe 1981 un continuo saliscendi di emozioni e delusioni?

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La passione sfrenata per le macchine e non poche disavventure nella vita di tutti i giorni hanno reso particolarmente scapigliata la vita di Djibril, famoso anche per le pettinature tutt’altro che morigerate. Paragonato fin da subito ai più grandi, è finito per prendersela con i più piccoli: nel 2015, accusato di aver collaborato in un tentativo di estorsione nei confronti di Mathieu Valbuena, è persino finito in manette, proprio come accadde in un locale notturno a Newcastle.

Royston Drenthe, invece, cugino di Georgino e Giliano Wijnaldum nonché nipote di Edgar Davids, ha perso già da giovanissimo la sfida più grande nella sua carriera: il duello per la fascia sinistra con Marcelo, che gli rubò posto e nomignolo di terzino ‘galactico’.

Da quell’esperienza in chiaroscuro non si riprese più, complici forse i pochi club capaci di sopportarne l’ormai pesante ingaggio, fatto sta che il centrocampista olandese si è lanciato in esperienze da numero 10, persino da centrocampista centrale o trequartista, con squadre di campionati decisamente stravaganti; prima la Russia, poi la Serie B inglese, quindi gli Emirati Arabi prima dell’annuncio del ritiro a soli 29 anni. Con qualche chilo di troppo, già da qualche anno.

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La vita e il calcio, le scelte e gli infortuni, possono far male. Ne sa qualcosa Djibril Cissé, ne sa qualcosa anche Roja2Faces. Da sempre ci insegnano come il mondo sia bello perché vario, puoi trovare terzini con la 10 sulle spalle oppure decappottabili con discoteca e cinema integrati. La vita insegna a non dare mai nulla per scontato, neanche se hai 20 e ti chiamano già il futuro della nazionale francese. Quando, non importa se per sfortuna o per eccessi, ti accorgi di essere arrivato al capolinea, puoi lasciare in silenzio oppure scegliere di salutare in maniera stravagante, rumorosa, per lasciare di te un’immagine incolmabile di genio incompreso. L’importante è non andare fuori tempo.

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