Non solo Siviglia. La Champions League per le squadre italiane si macchia ancora di sangue in questa quinta giornata della Coppa dalle Grandi Orecchie. Dopo gli incidenti nel bar di Siviglia di lunedì notte, dove gli ultras della squadra andalusa avrebbero attaccato un gruppo di juventini con coltelli, spranghe e bastoni, costringendo la corsa all’ospedale e l’intervento chirurgico per un tifoso italiano, accoltellato e ora in condizioni serie senza essere in pericolo di vita, anche a Napoli si sono verificati episodi simili nei confronti, questa volta, di sostenitori stranieri della Dinamo Kiev che si scontrerà stasera contro la squadra di Sarri. A farne le spese due tifosi ucraini che, con le stesse modalità ma in circostanze diverse, sono stati riconosciuti da un gruppo di partenopei (non identificati, però, come facenti parte di gruppi organizzati) per via della sciarpa intorno al collo, accerchiati e accoltellati. Per entrambi ferite da corpo contundente che però non destano preoccupazione. Il tutto è avvenuto nelle zone del centro di Napoli e adesso i carabinieri stanno indagando sui possibili colpevoli anche grazie all’utilizzo delle telecamere di sorveglianza della zona.
Una Champions League molto calda in questa stagione, ripensando anche ai tifosi del Legia Varsavia e agli episodi con Dortmund e a Madrid, che sottolinea una volta per tutte come, malgrado le misure di sicurezza e le lunghe procedure per accedervi, lo Stadio resta una zona sostanzialmente libera da questi scontri e che se le intenzioni dei tifosi sono bellicose, non c’è nulla che può fermarli. Sarebbe forse più importante concentrare gli sforzi sull’ordine pubblico cittadino durante questi eventi piuttosto che focalizzarsi solo sull’aspetto marginale rappresentato dallo stadio, dove, ripetiamo, non succede praticamente niente da molto tempo, anche prima dell’intensificarsi dei protocolli di sicurezza.

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