Sembra non finire mai la questione doping in capo al marciatore altoatesino Alex Schwazer, trovato positivo al doping su una provetta di gennaio che all’epoca aveva dato esito negativo. Dopo i risultati delle controanalisi del laboratorio di Colonia che hanno confermato la sua positività, l’atleta azzurro, durante una conferenza stampa a Vipiteno, tuona contro la Federazione internazionale di Atletica, dichiarando di non essere dopato e che i suoi risultati in gara sono frutto solo di un duro allenamento portato avanti negli ultimi quattro anni.

A poche settimane dall’inizio delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, Schwazer rincara la dose dicendo che qualcuno lo ha dopato di nascosto o ha manipolato la provetta. A fare eco alle sue parole, il suo allenatore Sandro Donati, guru dell’antidoping, che è convinto che la Iaaf voglia distruggere il suo lavoro come quello del suo atleta, andando poi ad accusare l’organo internazionale di corruzione a più livelli, facendo anche i nomi dei fratelli Damilano, in particolare di Maurizio, presidente del Comitato Marcia della Iaaf, indicandolo come oppositore di Schwazer e delle stesso Donati,, sottolineando come fosse contrario anche all’organizzazione dei Mondiali di specialità che si sono tenuti a Roma pochi mesi fa.

Il legale del marciatore, Gerhard Brandstatter, ha fatto richiesta del test del DNA sul campione di urina in oggetto, dicendo che porterà il caso anche al TAS con l’ipotesi di frode sportiva. Esiste poi un dossier sull’accaduto che getta ombre sull’operato del senior manager dell’antidoping della Iaaf, Thomas Capdevielle, il quale secondo le carte, richiedendo una seconda analisi ha intrapreso un percorso del tutto straordinario. In più, le ombre sulla provetta che potrebbe essere stata manipolata – soprattutto per quanto riguarda il viaggio della stessa dal contenitore dal momento del prelievo a quello dell’analisi – con la volontà di screditare la figura di Schwazer ma anche quella di Donati.
Intanto Rio è dietro l’angolo e, se l’azzurro vuole partire per il Brasile, deve essere risolto entro gli imminenti termini prestabiliti, e anche qua sembra che la Iaaf se la stia prendendo molto comoda.

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