Rinnovare e poi andare comunque alla Juventus nel giugno 2018. E’ la strategia di Mino Raiola per il futuro di Gianluigi Donnarumma, un presente da portiere del Milan, un destino da possibile o probabile successore di Buffon a Torino. La rotta è tracciata,  l’idea che “frulla” nella testa del potentissimo agente del giovane numero uno rossonero è altrettanto chiara. Il portiere classe 1999 ora percepisce 250 mila euro netti annui, briciole rispetto a quanto offre la concorrenza, nulla rispetto a quanto reclama e pretende per il suo assistito Raiola. Il closing dei cinesi per il cambio di proprietà continua a slittare e allora Raiola prepara il terreno per il passaggio di Donnarumma in bianconero come degno erede di Buffon, che farà un’altra stagione e poi appenderà gli scarpini al chiodo.
Lanciato titolare da Sinisa Mihajlovic quando aveva appena 16 anni, Donnarumma si è preso la maglia da titolare e non l’ha più mollata, e sotto la guida di Vincenzo Montella si sta consacrando. Ha dimostrato non solo grandi qualità nel suo ruolo, ma anche una spiccata personalità e un carattere da veterano. E’ uno degli elementi sui quali il Milan punta per provare a tornare grande, mentre sulle tracce del “Gigio” ci sono già i più importanti club del Vecchio Continente, persino il Real Madrid e pure il Psg. I tifosi sperano che Donnarumma possa diventare una bandiera, stesso auspicio fatto da Silvio Berlusconi, che pochi giorni fa ha dichiarato: “Abbiamo avuto diverse richieste per Donnarumma, De Sciglio e Romagnoli ma le abbiamo rifiutate con tranquillità. Non li vendiamo perché è su questi giovani che vogliamo costruire il futuro vincente del Milan“. Il pressing più forte, a fari spenti, è quello di Marotta e Paratici per fare del portiere milanista l’uomo del dopo Buffon: il corteggiamento è forte, spietato, e si intensificherà col passare dei mesi. Raiola gongola, non vuole forza la mano, aspetta come ha fatto per Pogba facendo salire il costo del cartellino e non intende fare lo sgarro al Milan di portare via il suo cliente a parametro zero. Il rinnovo sarà solo un fatto formale per adeguare intanto lo stipendio del Gigio, un atto di cortesia per far cautelare il club di via Turati dall’incubo dello svincolo e avvicinarsi alla prospettiva di un’operazione di mercato a cifre altissime da imbastire adesso e portare a compimento tra 18 mesi.
E’ il Cavaliere, di fatto, l’ultimo avamposto che può alimentare le residue speranze del popolo rossonero di non dover perdere a 18 o 19 anni un portiere destinato a consacrarsi come il migliore d’Italia e probabilmente tra i primi d’Europa nei prossimi 15-20 anni. L’ex Premier vuole che il Milan riparta da Donnarumma, Locatelli e De Sciglio, e secondo i bene informati sarebbe persino disposto a far inserire nei contratti con Sino Europa delle clausole tecniche di salvaguardia del patrimonio calcistico attualmente in forza alla squadra rossonera. Una mossa clamorosa per sparigliare il campo in quello che sembra già un matrimonio annunciato tra Raiola e la Juventus per Donnarumma.
I cinesi non hanno ancora avuto dal loro Governo le garanzie finanziarie che servono per chiudere l’operazione di acquisto del Milan. Motivo per cui Berlusconi, che in cuor suo spera possa saltare in extremis il cambio di proprietà, pensa al piano B, un eventuale e clamorosa permanenza al timone del Milan. Il Cavaliere ha già incassato 100 milioni di caparra e si avvia a prenderne altrettanti per i ritardi dei cinesi di Sino Europe. Se a febbraio, alla scadenza del nuovo closing, dovesse registrarsi una inattesa (ma non troppo) fumata nera per il passaggio delle quote societarie, Berlusconi rimarrebbe in sella, con un bel pò di soldi cinesi a disposizione e con la voglia di riscattare gli anni recenti di delusioni passando per il rafforzamento di un gruppo italiano che Montella sta cementando in modo encomiabile.
Il domani di Donnarumma è un intrigo di calciomercato: resterà a Milano o saluterà? E con quale dirigente si occuperà della trattativa Mino Raiola per discutere il rinnovo? Il 25 febbraio l’estremo difensore milanista compierà 18 anni e potrà firmare il suo primo contratto quinquennale da professionista. Raiola chiuderà un’intesa su quel contratto, lo farà rinnovare a cifre ampiamente adeguate per poi mettersi alla finestra a osservare anche la reale consistenza dei cinesi. La partita a scacchi è aperta.
Close