“Ci sono pittori che trasformano il sole in una macchia gialla, ma ci sono altri che con l’aiuto della loro arte e della loro intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole.”

Parafrasando Pablo Picasso, che di talento se ne intendeva, diciamo che Siniša Mihajlović è il pittore, e Donnarumma la macchia gialla diventata Sole.

Il 25 Ottobre 2015 è una data che segnerà la storia del calcio italiano perché uno dei migliori portieri della sua generazione, Abbiati, e uno dei migliori spagnoli degli ultimi anni, Lopez, sono stati messi in panchina da uno che di anni ne aveva appena 16 anni dopo essere stato portato in prima squadra (da Inzaghi) a 15 anni, grazie ad una proroga della FIGC.

Donnarumma è un predestinato, è un fenomeno e non lo scopriamo da questo articolo perché negli ultimi 2 anni le penne più illustri del giornalismo del Bel Paese hanno consumato tasti ed inchiostro per questo teenager che è totalmente diverso dai millenials a cui i media hanno abituato la popolazione, ma è anche totalmente diverso da tanti calciatori ben più adulti di lui.

Ah sì, perché Donnarumma oggi compie 18 anni. E inizialmente il pezzo doveva finire qui perché quando uno che ha già superato le 50 presenze in Serie A, compie appena 18 anni, che vuoi dire più?

E invece c’è da dire.

Gigio non fa balletti e non sboccia ai Navigli. Gigio vive nel convitto del Milan insieme agli altri calciatori pari età e va in appartamento solo quando lo vanno a trovare i suoi genitori con tante cose buone da mangiare portate direttamente dalla sua amata Castellammare dove tutti li conoscono e tutti li rispettano perché i Donnarumma sono una famiglia per bene che onora ogni santo giorno il sacrosanto diritto al lavoro ed alla felicità.

Dopo aver mangiato il ragù di mammà si mette a giocare alla play e fa i test per la patente perchè dopo due anni in Serie A a difendere le porte del Meazza sei anche stanco di farti scorazzare in giro dai tuoi compagni di squadra multimilionari e con tutte le modelle che ronzano intorno. Ah perché Gigio, a 18 anni, è anche fidanzatissimo, di quegli amori meravigliosi che solo alla sua età ti puoi godere. I primi, quelli delle sorprese e della passione. Del romanticismo anche sdolcinato e dei gadget pacchiani (la cover del telefono di Gigio è una foto che lo ritrae insieme alla sua Alessia). Della gentilezza e della paura. Quelli dove si cresce tanto, ma proprio tanto, a prescindere da come andrà a finire.

Adora infinitamente il fratellone Antonio, che a Milano gli ha fatto da padre, e la sorella Nunzia. E’ un ragazzo normalissimo proprio.

Poi cambia, va sul campo e come se fosse ̶B̶a̶t̶m̶a̶n̶ (no, è Taglialatela)  ̶U̶o̶m̶o̶ ̶R̶a̶g̶n̶o̶ (no, è Zenga)  ̶S̶u̶p̶e̶r̶m̶a̶n̶ (no, è Buffon)… Vabbè come se fosse un supereroe qualsiasi (dato che sono tutti presi i soprannomi), cambia completamente pelle e diventa insuperabile tra quei pali, con quei suoi 2 metri di apertura alare.

Una carriera perfetta, un’ascesa che sembra inarrestabile.

Alfredo Magni, uno dei preparatori del Milan, centra in pieno il Donnarumma-Pensiero: “La cosa che mi rende più orgoglioso è vedere la persona che sta diventando, l’equilibrio, il rispetto, la disciplina, la sensibilità che mostra verso gli altri”.

E’ semplicemente mostruoso perché quando la maggior parte dei suoi colleghi aveva già esordito tra i professionisti (Buffon addirittura già in Nazionale) il buon Gigio Donnarumma faceva i suoi primi respiri. E’ incredibilmente giovane, è straordinario, quasi indisponente il suo talento. Probabilmente mai si è vista una tale mole di sapienza calcistica in un ragazzo così giovane perché il portiere del Milan non è solo dotatissimo dal punto di vista tecnico ed atletico, ma è una persona matura, è “calmo, freddo, distaccato… tipo Zoff”. Le indicazioni date da Giacomino a Giovanni in “Chiedimi se sono felice” si rispecchiano perfettamente nel prodigio di Castellammare di Stabia, un ragazzo costantemente sotto età e sovradimensionato, uno che a 17 anni è in grado di portare sulle sue spalle un fardello enorme come la difesa della porta della Scala del Calcio.

Allora auguri caro Gigio, che tu possa avere sempre il vento in poppa, che il sole ti risplenda in viso e che il vento del destino ti porti in alto a danzare con le stelle.

 

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