La vittoria del torneo di Brisbane per il 25enne Grigor Dimitrov, lo risolleva da un periodo non facile. Dopo quasi due anni torna a conquistare un titolo Atp facendo risplendere quelle sue qualità che, osservandolo, risulta facile paragonarle+ alle gesta dello svizzero Roger Federer. Che sia lui l’erede? Il talento c’è e nonostante in questi anni non abbia raccolto molto, la giovane età è dalla sua parte.

Dopo aver eliminato Raonic (vincitore dello scorso anno) in semifinale, in finale ha avuto la meglio, dopo un’ora e 49 minuti, su Kei Nishikori, altro talento che sta mettendo in luce tutte le sue doti. 6-2, 2-6, 6-3 lo score a favore del bulgaro che, a fine gara si è lasciato andare. “È una vittoria emozionante per me, ma allo stesso tempo non è inaspettata perché ho lavorato tanto fuori e dentro il campo – ha detto il bulgaro in conferenza stampa – Nei primi sei mesi di questo anno volevo vincere un torneo ed è già accaduto nella prima settimana della stagione, il che mi dà tanta fiducia. Ma rimango coi piedi per terra”. Fiducia che potrà risultare fondamentale per affrontare nel migliore dei modi il primo Slam della stagione. In merito all’imminente torneo di Melbourne, Grigor ha detto: “Appena arriverò a Melbourne mi concentrerò su cosa mi aspetta, quindi il caldo, le partite al meglio dei cinque set. Devo stare concentrato al massimo ora.”

Con il trofeo in mano, durante la cerimonia di premiazione, si è lasciato andare ulteriormente, affermando che i mesi appena trascorsi non sono stati per niente facili, soprattutto a livello mentale: “Un insieme di cose, la vita in sé. Noi se non giochiamo a tennis stiamo solo a casa e cerchiamo di trovare una soluzione. La nostra vita, i nostri ritmi… quando non puoi trascorrere del tempo con i tuoi cari, con la tua famiglia è difficile. Viaggiamo 23 settimane l’anno. È terribile se pensiamo a questo. E a volte hai la necessità d distrarti. Sono il tipo di ragazzo che non riesce a stare chiuso in camera e a pensare solo al tennis per 24 ore. In questi ultimi 10 giorni mi sono divertito ma allo stesso tempo sono rimasto concentrato. Non ricordo qual è stata l’ultima volta in cui mi sono sentito bene in campo e fuori.”

Dichiarazioni che mostrano come, rimanere ad alti livelli riuscendo a convivere con pressioni e difficoltà non sia facile. Dopo anni difficili, il bulgaro (17esimo nella classifica Atp) è riuscito a trovare una sorta di equilibrio psicofisico che gli ha permesso di mettere all’opera le sue indiscusse qualità. Dopo mesi di caos, la quiete l’ha fatto rifiorire, rinascere. Un ritorno che per gli appassionati ed esperti di tennis può solo che far piacere.

Sicuramente, visto lo stato di forma (caldo e tre set su cinque permettendo) sarà tra i protagonisti dell’edizione 2017 degli Australian Open.

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