Nella giornata di domani andrà in scena il Derby della Lanterna a Genova, tra il Genoa di Ivan Jurić e la Sampdoria di Marco Giampaolo. Così abbiamo deciso di farvi calare nell’atmosfera della stracittadina genovese, ma secondo l’ottica rossoblù grazie a Matteo Calautti e Lorenzo De Vidovich, due redattori di fede genoana.

Matteo: Lorenzo, sabato c’è il Derby…

Lorenzo: Ormai per le genovesi è sempre più la partita che vale una stagione, un obiettivo costante di entrambe è la supremazia cittadina. Per ora è nostra, dici che la difenderemo?

Matteo: Da quando siamo tornati dagli inferi della Serie B siamo in vantaggio di un Derby. Per giunta partiamo anche favoriti. Belìn, di ferro da toccare nei paraggi ne hai?

Lorenzo: Guarda, io mi sbilancio, questo lo vincono loro (di poco, come al solito). Hanno un bisogno estremo di punti e un giro di partite infernale. Noi arriviamo più “accomodati” poiché favoriti, secondo me. Certo è che se poi la prima mezz’ora pende tutta verso il Genoa come nell’ultimo derby di Suso, il discorso cambia…

Matteo: Che spettacolo. Pensaci un attimo: le gioie che abbiamo avuto noi negli ultimi dieci anni di stracittadine sono inestimabili. Quale generazione ha visto il Genoa trionfare per ben quattro volte con tre goal segnati?

Lorenzo: Infatti! Poi c’è un dato non calcolabile che per me è importante: quando abbiamo perso, è sempre stato dopo una lunga lotta. Anche all’andata dell’anno scorso, dove sul 3-0 temevo il peggio. L’unica eccezione a questo dato è il Derby di Icardi perso 3-1.

Matteo: Icardi. L’unico giocatore che è riuscito ad unire il popolo rossoblù e blucerchiato contro di lui dopo il mitico Elói. Chissà cosa succederebbe adesso se i tifosi portassero una scimmia allo stadio come successe nel lontano 1983!

Lorenzo: Credo che nel suo DNA non esista la capacità di farsi apprezzare dalle curve. Ma tornando a noi, tutte queste assenze, mister compreso, peseranno secondo te?

Matteo: Bella domanda. Peseranno sicuramente, ma non lo so. Il Genoa storicamente nei Derby mette in campo un mordente che la Samp solo con Mihajlović ha mostrato negli ultimi anni. Cosa ne pensi? Peccato che non ci sarà Jurić in panchina.

Lorenzo: Qualcosa mi dice che le urla di Jurić dalla tribuna si sentiranno in campo. La nostra forza, come dici tu, è il mordente, anche perché soprattutto in questo caso non ci sarà un top player a risolvere la partita.

Matteo: Quando mi dici top player penso a lui: Diego (Milito, ndr).

Lorenzo: Beh, lui prima di tutti. Poi sono arrivati tanti uomini risolutori, top player per un giorno: Rafinha, Boselli, Suso, anche Pavoletti nel penultimo derby, fondamentale almeno per salvare la faccia.

Matteo: Eh ma «Boselli non lo sapeva» in quel Derby in cui causammo indirettamente la retrocessione della Samp…

Lorenzo: A maggior ragione ancora più top player. Comunque stavolta sarà il gruppo vero e proprio a fare la differenza, come in quel 3-0 firmato Antonini-Lodi-Calaiò nel 2013. Lo stesso vale per la Samp.

Matteo: Quella punizione di Ciccio Lodi era scolpita nel destino. Diciamo, l’unica gioia per cui viene ricordato il buon Liverani. Che derby sarà senza il Gasp in panchina? A me fa già strano.

Lorenzo: Non dirlo a me, resto dell’idea che Jurić sia stata l’unica soluzione coerente per il post-Gasp, ma per le valutazioni bisogna aspettare. Mi fa strano anche essere orfani di Suso Ansaldi e Pavoletti, artefici dell’ultimo derby, senza nulla togliere a questo gruppo, che mi sembra ben coeso.

Matteo: Assolutamente coeso. Ma ricordo ancora il mio primo derby, quel maledetto giorno in cui Christian Maggio sarebbe potuto diventare capocannoniere dalla quantità di goal che si divorò, prima di segnare quello decisivo. Era il 2008. Qual è stato il tuo primo derby al Ferraris?

Lorenzo: Così inferisci! I miei primi derby al Ferraris furono gli ultimi due di Serie B, persi 2-1 (che gol di Vincenzo D’Isanto) e 2-0. Poi andammo in C e loro in A. C’è un giocatore che temi sabato? Io, può sembrare strano, ma temo Torreira, mi sembra sgusciante per Rincón e Veloso.

Matteo: Ti dirò, onestamente nessuno. Proprio questo mi spaventa, perché spesso nei Derby la spunta chi ha meno da perdere. Però sai che gioia vincere con goal contro Puggioni?

Lorenzo: Non vorrei essere nei suoi panni: tifoso doriano all’esordio con la Samp. Pensa se facesse una papera e si rendesse responsabile della sconfitta…

Matteo: Pensa se invece parasse un rigore sotto la Nord. Non mi ci far pensare. Come ti vivrai questo Derby?

Lorenzo: Lo vivrò come da un po’ di anni, purtroppo, da milanese troppo distante da Genova, e non avendo nemmeno Sky (per scelta) andrò o da qualche amico o nel bar dei cinesi sotto casa da cane sciolto. Due volte l’ho visto col padre di un mio amico, sampdoriano. Gli voglio molto bene, ma non ripeterò questa dura esperienza! Tu invece?

Matteo: Io me lo vedrò, ironia della sorte, nei Distinti in mezzo ai Doriani. Ho trovato un biglietto solo lì. Fai te.

Lorenzo: Anche io ne vidi due dai Distinti a suo tempo, almeno tu puoi respirare sempre l’atmosfera pre-Derby che si vive in quella culla di calcio che è Genova. Anche se per il fegato non so quanto sia un bene. Forza Vecchio Balordo!

Matteo: Ti saluto Lorenzo, che Dio ce la mandi buona. Ho già l’ansia.

 

 

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