La notizia che fa da corollario al derby di Roma (passata in secondo piano rispetto alle dichiarazioni di Lulic) è che la giornata, si è svolta senza incidenti. All’insegna della massima civiltà da parte delle due tifoserie. Le quali, erano arrivate a questo derby, ancora una volta, nella veste di sorvegliate speciali. Dopo che alla vigilia un tifoso laziale era stato arrestato e altri 4 denunciati perché trovati in possesso di mazze e bastoni. Ma anche dopo le polemiche scoppiate in seguito ai “cori sbagliati” (“derby come una guerra etnica” da parte laziale, “uccidiamoli” da quella romanista) che avevano preceduto la stracittadina facendo gridare allo scandalo. Come se fino ad oggi la partita più sentita dell’anno a Roma, fosse stata sempre una sorta di raduno hippie celebrato all’insegna della filosofia peacelove. Pace e amore. Come quello che con buona pace dei tanti moralisti dell’ultimo minuto, non c’è mai stato, da quando esiste il calcio, tra le tifoserie di Roma e Lazio ma anche di tutte le squadre che appartengono alla stessa città.

E allora perché meravigliarsi tanto, se proprio dalle due tifoserie, sono arrivate parole al fulmicotone finalizzate, per lo più a caricare le reciproche squadre? Come se prima non fosse mai successo. Perchè invece non meravigliarsi allo stesso modo, che alle parole non siano seguiti i fatti? E sottolineare piuttosto che questo derby, definito come un “banco di prova” nientemeno che dal ministro degli Interni Angelino Alfano, si sia svolto invece nella massima civiltà? La stessa che evidentemente, deve aver sorpreso più di qualcuno intento a cercare la notizia solo nelle dichiarazioni (per quanto offensive) che il laziale Lulic ha indirizzato al romanista Rudiger.  Senza invece dare il giusto risalto alle altre dichiarazioni, quelle pronunciate proprio da Alfano il quale, parlando di derby come banco di prova per le barriere aveva fatto intendere che le tanto vituperate barriere in curva, motivo di protesta delle due tifoserie, se la partita si fosse svolta senza incidenti, sarebbero potute anche essere eliminate.

E allora, caro ministro Alfano, adesso che al derby non è volata neanche una mosca, che cosa farà? Eliminerà le barriere dalle curve come aveva promesso? Oppure, proprio come le due tifoserie di Roma e Lazio, alle parole non farà seguire i fatti? Se così fosse, alla fine, non ci sarebbe da meravigliarsi.

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