So che il Milan ha problemi finanziari. E mi preoccupa il silenzio di Mister Li”. Se l’affermazione l’avesse fatta il presidente della Roma James Pallotta forse, non sarebbe stata neanche una notizia. D’altronde il finanziere di Boston sul tema, come sanno bene i lettori di Io Gioco Pulito, ha già detto la sua nel mese di luglio. Ma se a profferire un’affermazione del genere è invece nientemeno che Silvio Berlusconi, allora il discorso cambia.  Chi meglio di Berlusconi può sapere come stanno veramente le cose? E perché un’affermazione del genere che ha gli effetti di un’autentica “bordata” sull’ambiente rossonero? E solo a pochi mesi dal closing per giunta, la tappa finale che ha portato al definitivo passaggio di consegne dalla Fininvest del Cavaliere alla Rossoneri Investment guidata appunto da mister Li Yonghang. Del quale ciò che si conosce meglio sono appunto i debiti che riguardano il Milan. Soprattutto quelli con il fondo Elliott, la società americana che ha prestato a mister Li i soldi necessari per concludere l’operazione.

Il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in una recente immagine d’archivio. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Un prestito che ammonta a circa 300 milioni di euro che la società Rossoneri Investment dovrà restituire entro l’ottobre del 2018. Ed è proprio al fondo Elliott che Berlusconi ha fatto riferimento parlando della situazione finanziaria del Milan. Arrivando ad affermare, a proposito del fondo americano, che “è molto probabile che in primavera subentri” alla guida della società, al posto della cordata cinese. Questo perché, come ha detto l’ex presidente, se l’andamento in campionato continuasse ad essere l’attuale, con la squadra di Montella reduce dalla quinta sconfitta in campionato (la quarta negli scontri diretti con Lazio, Roma, Inter e Juventus) difficilmente l’obiettivo di un piazzamento in Champions League potrà essere raggiunto.  E senza il piazzamento in Champions verrebbero a mancare pure i soldi.  E a quel punto, che cosa potrebbe succedere? Come abbiamo già scritto, in quel caso, lo scenario più probabile, considerando le garanzie concesse ad Elliott per la concessione del prestito (tra cui il pegno sulla quote di maggioranza del Milan), e alla luce del diritto lussemburghese (la Rossoneri Investment che controlla il Milan ha sede in Lussemburgo) è che la proprietà del Milan passi proprio al fondo americano. Un’ipotesi che invece l’AD Fassone sembra escludere del tutto dichiarando, e proprio in risposta alle affermazioni di Berlusconi, che “non ci sono problemi finanziari e le cose stanno procedendo i piani”, aggiungendo che queste voci sui problemi del Milan sono solo inesattezze”. La domanda sorge spontanea:dove sta la verità? Per sapere la risposta basterà aspettare qualche mese. Dopo di che si potrà sapere chi tra i due, Berlusconi e Fassone, aveva ragione.

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