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Davide Scabin e Roberto Toro: chef stellati, piatti gourmet e ottimi Champagne Steinbrück. “Les étoiles de la gastronomie” del Belmond Timeo stupiscono e conquistano.

Angela Failla

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Davide Scabin, chef stellato piemontese, sembra baciato dagli dei. Se il re Mida, sovrano della Frigia, aveva la capacità di trasformare in oro tutto ciò che toccava, Davide riesce a trasformare il cibo in colore. Le sue creazioni sono note per la ricerca delle materie prime più adatte alla lavorazione dei suoi piatti e per quel gusto sempre equilibrato. Meraviglia per gli occhi e prelibatezza per il palato. E se poi la sua cucina incontra quella di quel genio che è Roberto Toro, chef amante della tradizione e dei sapori genuini, beh, il risultato non può che essere eccezionale. E’ questo quello che è successo alla quarta cena stellata al Belmond Timeo.

Protagonisti assoluti gli chef Davide Scabin e Roberto Toro che hanno deliziato sulle note dei favolosi  Champagne Steinbrück. Un tripudio di sapori e colori. Un connubio perfetto realizzato dalla creatività dell’uno e rivisitazione delle tradizioni dell’altro. Insieme hanno dato vita ad una cena fantastica nella splendida cornice del meraviglioso Belmond Timeo.Les  étoiles de la gastronomie”, cene d’autore al Timeo, sono esattamente come le immagini, con una sala preparata ad hoc, tavoli eleganti a lume di candela con lo sfondo meraviglioso della Perla Ionica. Cielo stellato e bollicine in tinta con l’ambiente. Il valore aggiunto è dato dall’ottimo cibo preparato dagli chef. I vini in degustazione sono gli Champagne  Steinbrück (chiamato anche il Re dei vini) di Roberto Beneventano della Corte, presidente e amministratore delegato dell’azienda. Selezionati per l’occasione:  Cuvée Les Etoiles de la Gastronomie Coeur de Rosè Brut, Cuvée Brut tradition en Magnum, Cuvée Les Etoiles de la Gastronomie Brut 2006, Cuvée Anniversaire Brut en magnum 1996.

Un menù eccezionale, dall’entrée al dolce, accompagnato da una perfetta selezione di Champagne.

Carpaccio d’astice con fonduta di gorgonzola e lattuga di mare.

Accompagnato da  Champagne Steinbrück Cuvée Les Etoiles de la Gastronomie Coeur de Rosè Brut.

 

Triglia su scalopa di foie gras, carciofi e frutto della passione.

Risotto cetriolo e ostrica con riduzione di birra Stout.

Accompagnati da Champagne Steinbrück Cuvée Brut tradition en Magnum.


Spalla di maialino al fumo con spuma di patata al tartufo e foglie di senape.

Accompagnato da Champagne Steinbrück  Cuvée Les Etoiles de la Gastronomie Brut 2006.

 

Fassona al camino.

Accompagnata da Champagne Steinbrück Cuvée Anniversaire Brut en magnum 1996.

 

Fusione a freddo.

Sfera di ricotta e mele dell’Etna in salsa d’agrumi.

Entrambi accompagnati dal Porto Croft Distinction Reserve “Vintage Character”.

 Chef Scabin si dimostra la stella che è, sorprendendo con un’ostrica meravigliosa, dal sapore impareggiabile, particolarmente interessante. Evocativo l’entrée di carpaccio d’astice che sembra quasi un fiore, con le lattughe di mare che fungono da foglie e quel rivestimento di gorgonzola che dona un sapore deciso. La profumatissima fassona al camino, morbida, quasi vellutata, con una perfetta crosta di grissini grattati, è eccellente. E poi il suo cavallo di battaglia: la “fusione a freddo. Un disco di limone e lime. Il tuorlo d’uovo in un corpo unico, ma senza tuorlo e con dentro panna montata alle bacche di vaniglia. Consistenze e sapori diversi che si armonizzano nel piatto.

E poi c’è la cucina di Roberto Toro, sempre una piacevole sorpresa. La triglia dal sapore unico, aromatizzata con il carciofo e appoggiata sul letto del frutto della passione. La spalla di maialino estremamente leggera, che quasi si scioglie in bocca, accompagnata dalla spuma di patata e tartufo. E poi la squisita sfera di ricotta con cuore di mele, semplicemente perfetta. Ricotta avvolta dal cioccolato bianco, quasi fosse un morbido confetto ripieno.

Una cena assolutamente all’altezza delle aspettative, il tutto accompagnato da una eccellente selezione di Champagne Steinbrück Cuvée. Il rosato Cour de Rosè Brut, a metà strada tra il chiaro e lo scuro, dal colore rosa salmone, gradevole anche come aperitivo, soave con note di frutta rossa, perfetto per una tavola dal menù elegante. Equilibrato, armonico raffinato. Il finissimo perlage solletica il palato. L’eccellente Cuvée Anniversaire Brut en magnum 1996, millesimato, dal sapore intenso e gusto pieno, giallo dorato con riflessi ambrati che emanano calore. Di grande intensità aromatica, ampio e complesso. Di buona struttura ed untuosità, piacevole e persistente, di grandissima soddisfazione. Eccellente per esaltare il sapore della buona carne così come può accompagnare un intero pasto. E ancora il Cuvée Les Etoiles de la Gastronomie brut 2006, giallo paglierino con riflessi dorati, aromi fini di frutta bianca dal profumo di miele e il sapore fresco, con un finale lungo e strutturato.

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Catalogna: il referendum per l’indipendenza dal reggiseno del bikini

Francesco Beltrami

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L’Ametlla del Vallés è un paese della Catalogna 35 chilometri a Nord-est di Barcellona, balzato di recente all’onore delle cronache internazionali per un referendum, per giunta online e in cui potevano votare sole le donne dai 16 anni in su. Vista la collocazione geografica in molti avrete pensato a qualche moti di indipendenza dalla Spagna portato avanti da qualche associazione femminile, invece questa consultazione nulla ha a che vedere con le istanze indipendentiste catalane. In questo caso si ragione e si decide su un altro tipo di indipendenza, quella dal reggiseno del bikini per le bagnanti della piscina di Santa Perpetua, l’impianto comunale del paese.

L’antefatto risale alla scorsa stagione estiva, quando due giovani bellezze del luogo intente ad abbronzarsi a bordo piscina  hanno deciso di farlo rendendosi appunto indipendenti dalla parte superiore del loro bikini. Un paio di agenti della municipale, fedeli se non al Re di Spagna alla tradizione del due pezzi, le hanno immediatamente avvicinate ingiungendogli di rimettere al proprio posto il pezzo superiore del loro costume se non volevano incorrere in un verbale che poteva prevedere una multa fino a 1.200 euro. L’episodio al momento finì lì, ma le ragazze, seccate lo raccontarono agli amici e nei giorni successivi un folto gruppo di persone, uomini e donne si presentò a Santa Perpetua indossando la parte superiore del bikini con disegnati sopra i capezzoli.

L’amministrazione comunale di L’Ametlla nell’imminenza dell’inizio della nuova stagione balneare ha pensato bene di evitare il ripetersi di polemiche del genere e di far scegliere ai cittadini se il topless alla piscina municipale fosse lecito o meno e, onde evitare l’insorgere di nuove polemiche relative alla strumentalizzazione dei maschi del corpo femminile ha deciso di far svolgere un referendum online aperto solo alle donne residenti nella municipalità che avessero compiuto i sedici anni. Circa 3.500.

La partecipazione a dir la verità non è stata particolarmente ampia, hanno votato in 379, e la maggioranza, 231 voti contro 148 ha deciso per la liberalizzazione del topless a Santa Perpetua. L’amministrazione comunale  è già al lavoro per modificare il regolamento dell’impianto balneare, è già certo però che quest’estate signore e signorine di L’Ametlla e turiste potranno decidere in modo indipendente la configurazione del loro bikini, libere se lo desiderano di mostrare i seni agli astanti.

Anna Cammany, una delle due donne protagoniste del caso che ha portato alla votazione, sostiene che del referendum non ci fosse alcun bisogno, perché in Catalogna non c’è in vigore nessuna legge che proibisca il topless e che in tutte le piscine pubbliche della regione si può tranquillamente fare a meno di indossare il reggiseno. Nella vicenda è intervenuto anche L’Institut Català de les Dones, un organismo del governo catalano che favorisce le politiche di uguaglianza tra i sessi, che ha annunciato di essere al lavoro per redigere una direttiva in cui sollecitare i comuni a ritenere lecita l’esposizione del seno femminile su spiagge e piscine. Quindi se non dalla Spagna le catalane sono finalmente indipendenti dai lacci del reggiseno dei loro bikini!

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Nasce il ristorante “Otto Geleng”: 100 giorni all’insegna dell’esclusività e della buona cucina con lo chef Roberto Toro al Belmond Grand Hotel Timeo

Angela Failla

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In occasione dei 145 anni di attività, il Belmond Grand Hotel Timeo inaugura una formula gastronomica inedita: nasce, per la sola stagione estiva, l’Otto Geleng, il ristornate scrigno di un’esperienza pop up fruibile per 100 giorni esatti, dal 7 giugno al 15 settembre 2018.

Questo luogo esclusivo è accessibile solo a cena e per un massimo di 16 commensali, delineandosi come la scelta d’elezione per momenti unici.

L’esperienza è pregiata perché si presenta come un motivo di viaggio a sé, fruibile sia agli ospiti dell’hotel sia a quei viaggiatori esigenti che erigono la Sicilia a meta regina dell’estate. L’ambiente traduce l’eleganza tipica della destinazione e ricorda le ville siciliane di un tempo: solamente “otto” i tavoli incorniciati in un terrazzo fiorito di buganvillee e affacciati sulla baia di Naxos e sulla maestosa Etna.

I dettagli della mise en place sono ricercati e anch’essi rimandano ai fasti di un’antica dimora: il tovagliato è in originale sfilato siciliano e interamente realizzato a mano dalle discendenti della scuola di ricamo Mabel Hill di Taormina, a ricordare i corredi che le ragazze di buona famiglia ricevevano in dote prima del matrimonio per le grandi occasioni della vita coniugale; la posateria firmata Christofle Parigi si compone di pezzi d’argento unici impreziositi da un disegno baroccato e si abbina alla ceramica Villeroy & Boch; il tavolo è completato da lumi ad olio in ceramica bianca, che richiamano l’illuminazione di un tempo, realizzati a mano dai fratelli Iudici, artigiani siciliani tra gli ultimi eredi della tradizione decorativa tipica di Caltagirone.

Roberto Toro, Executive Chef di Belmond Grand Hotel Timeo è alla guida di questa nuova avventura, studia un menu capace di raccontare la sua Sicilia, con molte interpretazioni personali. Vincono la tradizione, ma in chiave moderna, e l’esaltazione delle migliori materie prime che la terra di Roberto offre.

Più di 400 etichette di vini sono disponibili per accompagnare questo viaggio gastronomico, con eccellenze autoctone, nazionali e francesi, e molte chicche di piccoli produttori locali suggerite dalla Sommelier Simona Di Goro.

La carta è completata da bevande pre e dopo pasto da sorseggiare nell’area lounge del ristorante: una selezione di cocktail, creati appositamente con ingredienti siciliani per preparare il palato all’esperienza gastronomica, e, per gli appassionati del dopo cena, distillati di pregio, come Grappa Romano Levi dalle etichette realizzate a mano prendendo spunto dai dipinti originali di Renato Missaglia. E per finire, infusi e tè digestivi con prodotti locali e biologici selezionati dal Museo dell’Erboristeria di Catania, e caffè preparato con l’antica caffettiera a sifone.

Otto Geleng è un omaggio al pittore tedesco che per primo vide in Taormina una meta di alto livello turistico.

Primo ospite di casa La Floresta, fu colui che convinse la famiglia ad aprire nel 1873 il Timeo, primo hotel in città.

Belmond Ltd

Belmond è una collezione globale di hotel unici e di lussuose esperienze di viaggio in alcune delle destinazioni più affascinanti e interessanti del mondo. Fondato quasi 40 anni fa con l’acquisizione di Belmond Hotel Cipriani di Venezia, il portfolio unico di Belmond oggi comprende 49 hotel, incluso quello di Londra con apertura prevista nel 2018, itinerari su rotaia e crociere fluviali in molte delle più celebri mete a livello internazionale.

Dai city landmark ai boutique resort, la collezione include Belmond Grand Hotel Europe di San Pietroburgo; Belmond Copacabana Palace a Rio de Janeiro; Belmond Maroma Resort & Spa nella Riviera Maya; e Belmond El Encanto a Santa Barbara. Belmond dispone anche di safari, sei treni di lusso, tra i quali il leggendario Venice Simplon-Orient-Express, e tre crociere fluviali. Belmmond gestisce inoltre il ristorante ‘21’, uno dei luoghi di ritrovo più rappresentativi di New York.

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La magia di Bim Bum Bam rivive a Etna Comics con Uan, Manuela e il Gruppo80

Angela Failla

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Un tuffo nel passato e tanta malinconia. Sono queste le sensazioni che si provano avendo davanti gli idoli di intere generazioni degli anni ’80. Perché Bim Bum Bam, pietra militare di Paolo Bonolis, è un’autentica istituzione. Un programma a cui si guarda con nostalgia e che, forse, potrebbe presto ritornare. L’irriverente Uan, la dolce Manuela Blanchard e il mitico Gruppo80, per la prima volta assoluta in Sicilia, i protagonisti di quei nostalgici pomeriggi degli anni ‘80, sono stati i protagonisti della seconda giornata di Etna Comics, riscuotendo un successo che dimostra l’affetto e la voglia di un loro ritorno in Tv. Enrico Valenti, Pietro Ubaldi, Donatella Sturla e Manuela Blanchard si sono lasciati andare a ricordi e aneddoti divertenti. Caratteri diversi ma con un punto comune: riportare in Tv una televisione per i ragazzi che sia  educativa, moderna e tradizionale al contempo.

Pietro Ubaldi, le manca Bim Bum Bam?

«Molto. Sono approdato a Bim Bum Bam per doppiare Uan dopo la morte del caro collega Giancarlo Muratori, e raccogliere la sua eredità è stato un compito da far tremare i polsi ma che non potevo rifiutare. Non vorrei fare il nostalgico, però ci divertivamo davvero tanto prima. In Tv lavoravo direttamente e indirettamente a differenza di ora che ci lavoro solo indirettamente, nel senso che continuo a fare l’attore in generale. Per quello che posso vedere, manca una Tv per i ragazzi. E c’è tanta gente che vorrebbe un nostro ritorno.»

Enrico Valenti, che ne pensa della TV di oggi?

«Penso che in questo sistema liquido e poco interessante, ci sia la mancanza di un piano industriale che comprenda un piano editoriale che faccia riferimento al nostro settore, ovvero quello dei ragazzi. Senza essere stucchevolmente retorico, posso fermamente dire che nel mondo dei media di oggi manca un piano di tipo educativo, ma al tempo stesso moderno. Personaggi come Uan o Four nascevano perché mossi da persone con una certa sensibilità ed esperienza. E questo progetto di tipo editoriale non può però esistere senza un piano industriale. E visto che c’è la domanda noi diamo l’offerta. Però deve esserci la volontà di produrre qualcosa di intelligente».

Donatella Sturla cosa guarda in TV?

«Guardo poca televisione. Seguo più che altro i notiziari e ma amo follemente Un posto al sole. E’ un programma che consiglio a tutti perché è un po’ come la storia raccontata prima di andare a dormire.»

Uan, come sarebbe la sua vita oggi?

«Mi divertirei tantissimo nel mondo di oggi. Voglio continuare ad esistere: perché mi chiudete in un armadio? Ho tutta l’intenzione di ritornare, magari insieme alla mia famiglia. Non ho solo una fidanzata, sapete?»

Quale sarebbe la tua peculiarità, Uan?

«Sono un personaggio che rimane fedele a se stesso anche nel mondo di oggi. Sono tradizionale, ma non conservativo, mi adatto e adeguo. Però se mi dai in mano un telefonino combino un disastro!.»

Manuela, come è arrivata a condurre Bim Bum Bam?

«Quando ho iniziato a fare televisione ero una ragazzina. Ho iniziato come modella, poi, data la mia statura, mi sono proposta per la Tv. Dopo diversi programmi sono approdata a Bim Bum Bam che è stata una trasmissione di grande successo condotta da un trio molto affiatato: Paolo Bonolis, Uan, (uno e trino perché mosso da due persone più una terza che dava la voce e infine io). Ho sostituito Licia Colò e devo dire che i tre anni del nostro trio sono stati superfortunati perché eravamo non solo molto affiatati ma ci volevamo davvero bene. Per cui le cose funzionavano benissimo. Con il mio arrivo è nato qualcosa di nuovo. C’è stato un forte cambiamento rispetto all’edizione condotta dalla Colò. Diciamo che considerando il mio caratterino Paolo ha avuto il suo bel da fare.  Il fatto di riuscire a improvvisare, a capirsi, a cogliere al volo le battute è un qualcosa che è nata proprio con quel trio lì. Con Paolo ho tutt’ora un buon rapporto anche se non ci vediamo in quanto lui vive a Roma e io a Milano.»

E’ vera la scena in cui Bonolis le spacca un quadro in testa?

«Quella è ormai una scenetta famosa. In realtà l’idea era di rompermi un quadro in testa. Ovviamente c’erano due riprese. La prima con il quadro intero che la seconda in cui il quadro veniva tagliato e poggiato sulla mia testa. Peccato che Paolo non volesse il taglio, tant’è che ha provato veramente a rompermi il quadro sulla testa dimenticando che la tela a olio è molto dura… sono rimasta con il collo bloccato per un po’.»

Manuela, cos’è cambiato nella sua vita dopo Bim Bum Bam?

«Bim Bum Bam è stato un programma bellissimo che ha avuto un successo strepitoso. A programma finito  ho ricevuto altre offerte che ho declinato perché non mi interessavano. Volevo continuare a lavorare per i bambini, per cui chiusa la fascia ragazzi ho deciso di cambiare vita. Ho ripreso a studiare, a viaggiare. Adesso, però, sta arrivando una grande domanda dei personaggi dell’epoca, per cui ci stiamo sbizzarrendo con le idee.»

E’ possibile quindi un vostro ritorno in TV?

«Mi piacerebbe ritornare per i bambini di oggi. Davvero tanto.»

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