Essere giornalisti è una passione. Ormai è assodato. Ai giorni nostri è molto difficile tirare avanti facendo il giornalista. La crisi, le difficoltà del settore, hanno messo al tappeto i tanti ragazzi e giovani che stanno (o hanno iniziato da poco) l’avvicinamento alle professione.

Però la passione è passione, e non può essere controllata quindi, che fare? La si asseconda e si coltiva accettando delusioni e gioie aspettando il momento giusto. Il giornalista sportivo fa lo stesso anzi, alla passione per la professione, unisce la passione per lo sport. In tanti sono riusciti a unire i due aspetto facendone una professione a tutti gli effetti. Tra questi c’è Dario Ricci, giornalista di Radio24 il quale, lo scorso anno, si è aggiudicato l’Oscar del giornalismo sportivo con un reportage, nel corso della sua trasmissione Olympia, dedicata a Rocky Marciano (pugile originario della cittadina abruzzese Ripa Teatina, Chieti).

Abbiamo deciso di conoscerlo meglio e farci raccontare qualcosa di sé.

Dario Ricci e il giornalismo si incontrano…

“È una passione che nasce sui banchi del liceo, e  diventa lavoro dopo tanta gavetta, l‘Istituto di formazione al giornalismo di Urbino e l’approdo a Radio24”.

Il giornalismo in radio e quello in tv e carta stampata: quali differenze?

“La radio è  immediata, emozionante, onnipresente: è la voce dei poveri del mondo, e permette di cogliere emozioni e sensazioni”.

Si può essere giornalisti e tifosi allo stesso tempo?

“Penso di sì; importante è provare sempre a essere oggettivi, senza far prevalere la propria fede sportiva”.

Sei vincitore dell’Oscar del giornalismo sportivo con un reportage su Rocky Marciano. Cosa ricordi di quei momenti?

“Una bellissima emozione, e la soddisfazione di essermi confrontato con contesto internazionale di alto livello”.

A proposito del grande boxeur, a luglio si terrà la XII edizione del Premio Rocky Marciano a Ripa Teatina (Chieti). Per l’occasione ci sarà la prima edizione del Festival della letteratura sportiva che ti vede come ideatore, ce ne parli?

“Il Festival nasce a completamento dell’offerta culturale del Premio: vogliamo avvicinare campioni e autori di sport ai giovani, per implementare riflessione e dialogo. Avremo grandi ospiti come Gianni Rivera e il pugile Leonard Bundu, il campione del mondo di Germania 2006 Angelo Peruzzi, grandi atleti paralimpici. Questa prima edizione vuole essere l’inizio di  in lungo percorso “.

Sei stato in Francia a seguire gli Europei come inviato di Radio24: come ti è sembrato il livello tecnico delle squadre in campo?

“Per ora modesto: nessuna squadra mi ha convinto fino in fondo”.

Chi vincerà gli Europei?

“Credo la Germania”.

Restando in tema calcio ma quello femminile, che idea ti sei fatto del movimento qui in Italia?

“E’ un movimento in crescita, anche grazie ai nuovi investimenti che la Federcalcio sta facendo”.

Ultima domanda: Dario Ricci scrive solo di sport o è anche uno sportivo nella vita di tutti i giorni?

“Cerco di fare gli sport che mi piacciono: boxe, corsa, nuoto, ma solo per divertimento”.

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