Un campionato, quattro Coppa Italia; due scudetti, una Supercoppa Italiana e una Coppa Italia Under 21; due scudetti Juniores e uno Scudetto Juniores Femminile. Palmarés ricco quello della SS Lazio calcio a 5 in ogni sua categoria.

Ci siamo soffermati sulla squadra femminile della città capitolina con questa intervista al presidente e allenatore Daniele Chilelli.

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Presidente, un bilancio di questi due anni alla guida della SS Lazio Femminile calcio a 5?

“Premesso che sono anche il presidente della squadra maschile, non posso che essere soddisfatto di questo percorso. Siamo una tra le realtà più importanti di questo sport essendo tra le 4/5 società italiane più forti”.

Il calcio a 5 e Roma: che rapporto c’è con pubblico?

“Il nostro è un pubblico più riservato. Meno seguito rispetto al calcio a 11 in quanto più tecnico e tattico, ragioni che non hanno permesso di generare un vero e proprio culto. Posso dire però che esistono diverse zone del paese in cui tutto è diverso. Pescara e altre città del Sud, per esempio, dove questo sport è molto sentito e vissuto. Sicuramente ha poca visibilità nonostante, e questo è paradossale, sia lo sport più praticato in Italia. Motivi? Un po’ la mala gestione della Divisione calcio a 5, un po’ per colpa di alcuni personaggi che non hanno voluto la crescita del movimento”.

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Quindi, secondo lei, quali le problematiche che il calcio a 5 deve affrontare?

La visibilità: ci hanno tolto RaiSport da quest’anno, sui giornali ci siamo tre volte a settimana quando altre discipline sono presenti quotidianamente. Sono appena terminati i Mondiali e non vedere lì rappresentanti istituzionali ma solo il segretario della Divisione, la dice lunga… L’impiantistica? Altro capitolo… Sicuramente rispetto al passato il numero è cresciuto, almeno qui a Roma, ma la situazione deve migliorare di molto”.

Come si presenta il campionato 2016/2017? E per la SS Lazio femminile?

“Il nostro dovrà essere un torneo importante che deve vederci protagoniste. Siamo partite male ma quando hai 4 giocatrici di livello fuori uso è dura. Comunque il campionato è lungo e possiamo dire la nostra. Più in generale prevedo una competizione aperta con diverse squadre che hanno probabilità di arrivare in fondo come l’Olimpus (qui l’intervista al team manager Umberto Ferrini) e il Montesilvano molto dotate tecnicamente. Nel calcio però, non è detto sia sempre la più forte a vincere”.

Il calcio a 5 femminile, c’è voglia di investire?

“Io ci investo personalmente ed economicamente. Ritengo che sia uno sport che possa ritagliarsi uno spazio importante anche alle Olimpiadi; certamente se di strada di cose ce ne sono da fare ancora. Sicuramente merita di entrare tra gli sport olimpici considerando che ci sono tanti sport, meno praticati che prendono parte alla più grande manifestazione sportiva”.

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Il successo al quale è più legato e la sconfitta più dura da digerire?

“La vittoria in semifinale di Coppa Italia Lazio – Lupe è stata una delle più importanti della nostra storia. La sconfitta che più mi ha deluso è stata lo quella contro il Montesilvano, nel Girone Gold, sconfitta per 6-0 che stata difficile da accettare”.

Cosa vuol dire essere allenatore e presidente di uno stesso club?

“Per me non c’è mai stato nessun problema. Per le ragazze qualche difficoltà c’è stata. Ora dopo tre anni che alleno, hanno capito la divisione dei ruoli nel senso che a me possono chiedere tutto ciò che riguarda il campo, per le questioni extra si rivolgono al direttore sportivo. Precedentemente chiedevano a me per ogni cosa. Personalmente mi trovo bene nei due ruoli, riesco a conciliare e le responsabilità. Sicuramente stiamo crescendo: dalla semifinale di Coppa Italia di due anni fa alla finale raggiunto lo scorso anno. Quest’anno puntiamo al campionato”.

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