17 agosto 1992. Per il calcio, una data a suo modo straordinaria. Va in scena il primo ‘Monday Night’ nella storia del calcio inglese.

Si tratta di Manchester City-Queens Park Rangers.

I Citizens sono ben lontani dall’essere l’odierno club multimilionario gestito dallo sceicco Mansour; giocano ancora le proprie partite casalinghe a Maine Road (che, qualche anno dopo, vedrà lanciare gli Oasis dei litigiosi fratelli Gallagher sul tetto del mondo grazie a due serate di concerti memorabili) e possono contare su pochissimi campioni, anzi, praticamente nessuno.

Il QPR, dal canto suo, inizia la propria avventura nella neonata Premier League a fari spenti, come spesso capitato nella sua storia non certo ricca di successi.

Possiamo affermare a distanza di anni, con una certa sicurezza, che non si trattò di una sfida esattamente per palati raffinati del calcio (nonostante Sky avesse tentato di promuovere tale evento come il più incredibile al mondo dopo anni bui per il calcio inglese).

Questa enorme premessa, comunque, appare necessaria per affermare che proprio in Inghilterra, per quanto concerne il calcio, sostanzialmente iniziò il processo di ‘spezzatinizzazione’ del calendario; una pratica oggi così tanto amata dalle tv (di ogni paese) ed in egual misura odiata dai tifosi.

Proprio pochi giorni fa, la Premier League è stata criticata da un nutrito gruppo di appassionati per aver proposto di giocare un match anche alle ore 19:45 (locali) del sabato dal 2019.

La folta schiera, condotto in prima linea dai sostenitori di Chelsea, Liverpool e Tottenham, ha spiegato che il nuovo orario del calcio d’inizio causerebbe enormi “problemi di viaggio” a molti fan.

In una nota ufficiale, la Premier League ha dichiarato che è necessario mostrare più partite possibili a partire dalla stagione 2019-20 e che sta effettuando dei colloqui con i club su come il tutto potrebbe funzionare al meglio.

In base agli accordi stipulati, la Premier è obbligata a mostrare 190 partite nel Regno Unito durante la stagione 2019-20, un discreto aumento rispetto alle 168 attualmente offerte.

Il ‘comitato-tifosi’, se così possiamo chiamarlo, istituito sotto gli auspici della Federazione dei tifosi di calcio (Football Supporters’ Federation), ha recentemente incontrato le emittenti e la Premier League nel tentativo di assicurare un migliore orario ed una soluzione più sensata per gli appassionati a distanza.

Come andrà a finire? Vincera Davide (i tifosi) oppure Golia (i board delle tv e della Premier)?

Di fatto c’è che anche lì dove lo ‘spezzatino’ ebbe inizio, oggi il tifo ha detto basta. Ci avete rotto il ca….lcio, come recitava uno striscione apparso in Italia alcuni anni fa.

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