C’è chi dice che sia l’anti-Balotelli, per le similitudini nel percorso di vita e le evidenti differenze nel modo di essere, ma in realtà Adam Masina è molto di più. La storia del nuovo terzino sinistro della nazionale Under 21 di Gigi Di Biagio è emblematica, in un periodo carico di tensioni sociali e integralismi drammaticamente incanalatisi a novembre nella tragedia degli attentati di Parigi che ha sconvolto anche il mondo dello sport, e del calcio in particolare.

Masina nasce nel 1994 in Marocco, a Khouribga: il Paese nordafricano è in mano dal 1961 ad Hassan II, sovrano che, dopo aver represso nel sangue la Rivolta di Casablanca nel 1981, ha iniziato negli ultimi anni un processo di distensione con la popolazione. Le condizioni di vita però sono pessime, e il richiamo dell’Europa è sempre più forte trasformando l’emigrazione verso l’altra sponda del Mar Mediterraneo in un fenomeno di massa.

Masina perde la madre subito dopo la sua nascita, e il padre ha seri problemi con l’alcool: a prendersi cura di lui è la comunità italiana Maranà-Tha, che poi lo affida a varie famiglie della zona del bolognese. “Avevo 3 mesi quando ho lasciato il Marocco – racconta Masina a ‘Iogiocopulito’ -, quindi non ricordo nulla. Sono arrivato in Italia tramite una famiglia italiana che aveva già contatti con la mia famiglia di sangue e portò in Italia me e mio fratello”. Si definisce così l’adozione di una coppia che, nonostante divorzi, dopo pochi anni diventa il suo punto di riferimento: “Il mio nome è stato scelto dai miei genitori naturali, il cognome invece è quello della famiglia che mi ha adottato in Italia”. La sua strada lo porta a seguire gli usi e i costumi italiani, oltre che la fede religiosa: “Sono cristiano cattolico, ma non mi sento un simbolo di integrazione”.

Presto sboccia l’amore per il pallone: mentre nel suo Paese di origine brilla la stella di Mustapha Hadji, protagonista nella sfortunata avventura del Marocco nel Mondiale francese e Pallone d’Oro africano 1998, Adam inizia a giocare nel Ba.Sca Galliera, nel ruolo di attaccante, con l’azzurro nel cuore: “Sono cresciuto qui di conseguenza ho sempre tifato per l’Italia”. Quando compie 11 anni arriva la chiamata del Bologna, con cui inizia la trafila delle giovanili e a sognare davvero una carriera da calciatore.

La maggiore età porta con se’ un brusco risveglio: il club felsineo non crede in lui e decide di scartarlo. Il suo percorso professionale sembra in dubbio, ma lo chiama Fabio Gallo, all’epoca allenatore della Giacomense nella Lega Pro Seconda Divisione, personaggio che si rivela una figura chiave per Masina. L’ex centrocampista di Brescia, Atalanta e Torino lo convince infatti a cambiare ruolo, vedendo nel suo fisico imponente (1,89 m) e nella sua progressione palla al piede le carte giuste per sfondare da terzino sinistro. E i risultati gli danno presto ragione: dopo una sola stagione, Masina si riprende ciò che era suo, il Bologna, e presto diventa grande protagonista con la maglia della Primavera rossoblu.

La vera svolta arriva nell’estate dal 2014, quando viene stabilmente aggregato alla Prima Squadra: il marocchino naturalizzato italiano ha grandi meriti nella difficoltosa rincorsa della promozione nella massima serie che arriva grazie ai play-off, e il suo nome inizia a circolare con sempre maggiore frequenza tra gli addetti ai lavori. Ma Adam non perde di vista nemmeno lo studio, e la maturità conseguita con una tesina su Platone e Schopenhauer è la dimostrazione del suo essere un ragazzo ‘normale’.

Il resto è storia recente, con l’ottimo impatto con la Serie A e l’interessamento di alcuni grandissimi club, che durante la prossima estate potrebbero portarlo via da dove è cresciuto, anche se lui spera di restare in rossoblu: “Un grande club per il futuro? Opterei per il Bologna, naturalmente…”. Intanto per Masina è arrivata anche la maglia azzurra, a lungo sognata: dopo aver rifiutato in più di un’occasione la chiamata delle nazionali del suo Paese di origine, finalmente la Fifa concede il transfer decisivo e Di Biagio lo convoca facendolo esordire nella sua Under 21. Un passo importante per un ragazzo che, nonostante sia nato in Marocco, ha sempre avuto come massima aspirazione quella di rappresentare il Paese che lo ha salvato da un’esistenza difficile. Visto il rendimento in questa prima parte presto anche Conte potrebbe dargli fiducia, e in Nazionale potrebbe ritrovarsi accanto al suo alter-ego Mario Balotelli, che considera “un grandissimo giocatore”.

Quella di Adam Masina, corazziere della fascia sinistra venuto dal Marocco ma con l’Italia nel cuore è una bella storia di riscatto e integrazione. Una rondine non fa primavera, ma per una volta è il calcio a regalare una speranza in questi tempi difficili.

FOTO: www.youtube.it

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