Diecimila albanesi in piedi, ad applaudire la loro squadra coraggiosa e sfortunata. Dopo novanta minuti di altissimo livello l’orgoglio delle Aquile bifronti è stato gelato dal colpo di testa del francese Griezmann, che ha infiammato il Velodrome di Marsiglia e condannato la squadra di De Biasi alla seconda sconfitta in due gare a Euro 2016. Il sogno dell’Albania, tuttavia, non è ancora svanito: domani sera contro la Romania la nazionale guidata dall’ex tecnico del Torino cercherà una vittoria che potrebbe portare a una miracolosa qualificazione agli ottavi di finale. Tra i protagonisti ci sarà sicuramente Elseid Hysaj, da molti giudicato il migliore in campo contro i transalpini padroni di casa vincitori solo all’ultimo respiro: il percorso del terzino del Napoli, come quello dei suoi compagni di squadra, parte da lontano, in un caldo giorno d’estate di 25 anni fa.

E’ l’8 agosto del 1991, un momento chiave della storia dell’immigrazione italiana ed europea: al porto di Bari sbarca la Vlora, una nave mercantile partita da Durazzo dopo essere stata assaltata da circa ventimila albanesi in cerca di una nuova vita. Il Muro di Berlino è caduto, e le condizioni di vita nel Paese che era stato guidato dallo stalinista Enver Hoxha dal 1945 al 1985 sono drammatiche: il richiamo dell’Italia, avamposto dell’Occidente di casa a Tirana e dintorni anche grazie all’accesso ai canali Rai, è fortissimo.

Solo pochi mesi prima, grazie anche all’influenza di Antonio Matarrese (all’epoca presidente della Federcalcio), Bari ha ospitato la finale di Coppa dei Campioni tra Stella Rossa Belgrado e Olympique Marsiglia nel monumentale stadio San Nicola, costruito sotto i dettami di Renzo Piano per i Mondiali di calcio svoltisi un anno prima. Non è certo da coppa dalle grandi orecchie, invece, l’accampamento di profughi che viene allestito nel vecchio stadio della città, il Della Vittoria, dove la fazione più prepotente si ribella al destino del rimpatrio che le autorità italiane hanno deciso per loro. Dopo giorni di assedio in cui non mancano momenti di violenza, la maggior parte di loro viene rispedita in Albania attraverso un ponte aereo, con l’inganno della promessa di un trasferimento in un’altra città del Bel Paese. La prima vera invasione di massa di profughi albanesi è respinta, ma da quel momento tutto cambia e il flusso non si interromperà più negli anni successivi.

In questo contesto storico, pochi anni dopo, inizia la storia di Elseid Hysaj, noto alle attuali cronache sportive per essere uno degli intoccabili del Napoli di Maurizio Sarri nonché uno dei migliori esterni difensivi di Euro 2016. Quando Elseid nasce, nel 1994 a Scutari, la situazione dell’Albania è cambiata ben poco rispetto a tre anni prima: per sostenere la famiglia il padre Gezim, muratore, decide di attraversare l’Adriatico in cerca di fortuna. Dopo essere stato respinto una prima volta, riesce ad effettuare la difficile traversata (costatagli quattro milioni di lire) su un gommone in balia delle onde e si stabilizza in Toscana, dove trova un impiego. Negli anni successivi, mentre il figlio dimostra di avere un gran talento calcistico nei pulcini dello Shkoder, Hysaj senior effettua un lavoro a casa di Marco Piccioli, procuratore: tra i due si instaura un buon rapporto, e ne scaturisce la promessa di un provino non appena Elseid abbia compiuto quindici anni. Parole che si tramutano in fatti: nel 2004 il futuro terzino destro della Nazionale albanese raggiunge il padre e convince subito l’Empoli a tesserarlo.

Il club toscano vanta un settore giovane di alto livello, dal quale sono emersi in passato talenti del calibro di Vincenzo Montella e Totò Di Natale. Hysaj si fa presto notare, e nel 2012, con l’arrivo di Sarri in panchina, fa il grande salto in prima squadra, all’epoca impegnata in Serie B. L’allenatore punta forte su di lui, e ne fa uno dei punti fermi del gruppo che nel giro di tre anni ottiene la promozione nel massimo campionato nel quale si impone, nella stagione 2014/15, come squadra rivelazione per i risultati ma soprattutto per l’organizzazione di gioco. Nonostante un ambientamento senza problemi in Italia, per Hysaj il legame con l’Albania resta forte: a Empoli conosce e si fidanza con Florenca, Miss Albania 2013, che però è nata e cresciuta nella città toscana. Ma la forza attrattiva della Madrepatria si manifesta soprattutto attraverso l’avventura con la maglia della Nazionale: De Biasi, tecnico che si è ritrovato ad attraversare l’Adriatico nella direzione opposta dei 490 mila albanesi attualmente residenti in Italia, si accorge presto di lui e dopo averlo fatto esordire ne fa uno dei titolari della squadra che in questi giorni sta vivendo la prima storica partecipazione all’Europeo.

Intanto per Elseid arriva anche la chiamata di una big: la scorsa estate De Laurentiis si convince che Sarri sia l’uomo giusto per il Napoli del dopo-Benitez, e il tecnico indica l’albanese come primo obiettivo per la fascia destra. La continuità di corsa e prestazioni di uno dei terzini più interessanti del campionato ha dato ragione all’allenatore, reso celebre anche dall’essere stato un impiegato di banca prima di dedicarsi completamente alla carriera di tecnico: i conti di Sarri, per quanto riguarda Hysaj, si stanno rivelando più che corretti e dopo aver sognato a lungo di vincere lo scudetto all’ombra del Vesuvio il figlio di Gezim, che adesso in Toscana ha un’impresa tutta sua, punta a entrare ancora di più nella storia del suo Paese arrivando lì dove, solo due anni fa, era impensabile immaginare.

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