Il 106esimo derby della Lanterna tra Genoa e Sampdoria, andato in scena il 14 aprile 2013 e terminato sul risultato di uno a uno, ha avuto per lui un sapore tutto particolare. “Lui” è Sergio Pizzorno, cantante, polistrumentista e autore principe dei Kasabian, famosa alternative/indie band di Leicester, che – nell’ambito delle celebrazioni per il 120esimo anniversario della fondazione del Genoa – ha assistito alla partita non da semplice curioso seduto sul divano di casa, bensì nelle vesti di tifoso allo stadio Luigi Ferraris. Una passione, quella nei confronti del club più antico del calcio italiano, che l’artista inglese di Newton Abbot nel Devon, classe 1980, ha ereditato giovanissimo dallo zio Gianni, coltivandola nel tempo anche a chilometri di distanza. Così, dopo il simpatico post lanciato dalla fanpage ufficiale della Sony (l’etichetta discografica dei Kasabian) – “C’mon Genoa! Win the derby” – Pizzorno (che in Inghilterra tifa Leicester City) ha risposto “yes” all’invito formulato dal club rossoblù. Una passione, la sua, meno “comoda” rispetto a quella di altre rockstar inglesi, che invece possono coltivarla in casa seguendo l’amata Premier League.

steve harris

Come Steve Harris, bassista e fondatore degli Iron Maiden, fan sfegatato del West Ham. Ebbene, sul suo basso c’è impresso lo stemma del club londinese e i polsini che indossa, insieme alla tracolla dello strumento, riportano i colori degli “Hammers”. Inoltre, da adolescente Harris giocò nelle giovanili del West Ham (il suo ruolo? esterno basso di difesa) decidendo poi di abbandonare il calcio per lasciare spazio alla musica. Senza dimenticare che sul retro copertina di Somewhere in time (1986), sesto disco degli Iron Maiden, appare all’interno di un tabellone la scritta “Latest results: West Ham 7, Arsenal 3”, in omaggio al trasporto calcistico di Harris.

liam (oasis)

E ancora, è nota la passione di Liam e Noel Gallagher, ex Oasis, nei confronti del Manchester City. Lo stesso Noel, in passato, ha tratteggiato i suoi “fantastici quattro calciatori” – in rimando al soprannome dei Beatles, “fab four” – all’interno di un’ideale rock band: George Best alla voce (“in ogni band che si rispetti il cantante dev’essere bello e quindi scelgo Georgie”), Zinedine Zidane alla chitarra (“in quel ruolo serve un mago e quel mago è lui, che porterebbe pure un tocco francese al gruppo”), Patrick Vieira al basso (“qui serve uno solido ed affidabile, una roccia per intenderci”) e – attenzione – Mario Balotelli alla batteria (“per suonarla devi essere un pochino matto e lui ci potrebbe anche aggiungerebbe del rap ogni tanto”). Ad ogni modo, l’elenco delle rockstar inglesi appassionate di calcio non finisce qui: si spazia dall’ex Beatles Paul McCartney (Everton) all’ex Rolling Stones Bill Wyman (Crystal Palace), da Mick Hucknall (Simply Red) e Simon Le Bon (Duran Duran) – sostenitori del Manchester United – a Ian Gillan (Deep Purple), Mick Jones e Glen Matlock (rispettivamente ex Clash ed ex Sex Pistols), Robert Smith (The Cure), supporters del Queens Park Rangers. E ancora, Eric Clapton e Ronnie Wood (chitarrista degli Stones), che non perdono una partita del West Bromwich Albion. Perché il binomio rock-calcio rimane davvero inscindibile. Oggi come ieri

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